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Autostrade, ci sono 587 gallerie da sistemare

Non solo i ponti, anche le gallerie richiedono manutenzione: e forse occorrerà più coinvolgimento da parte dei Vigili del Fuoco...

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Si comincia dalle gallerie, che hanno la situazione più delicata. È quanto messo in luce nelle ultime settimane da Aspi, ma anche da tutti gli altri gestori di strade e lo stesso ministero delle Infrastrutture (Mit), in prima linea per rifondare organi e norme di vigilanza.

Sono previste infatti “ispezioni a tappeto” che la stessa Aspi ha affidato a tre società esterne. La società si è sentita quasi in obbligo di fare qualcosa, dato il crollo di due tonnellate di materiali dalla volta della galleria Berté sull’A26, lo scorso 30 dicembre.

Da tempo l’Italia deve adeguarsi alla direttiva europea 2004/54, che impone severi parametri antincendio nella gallerie lunghe più di 500 metri: ma gli addetti ai lavori, giustamente, non sono molto contenti di operare in condizioni di pericolo…

Autostrade, ci sono 587 gallerie da sistemare

Le tre società esterne incaricate per la sorveglianza e il primo intervento sono il Gruppo Lombardi, Sws Engineering e Rocksoil, per un piano da 70 milioni di euro. In seguito a queste verifiche saranno poi stanziati il resto dei finanziamenti, attingibili dai 400 milioni appostati per il 2020-2023 nell’ultimo piano manutenzione.

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Ci sono un po’ di condizioni a margine per l’efficacia e l’inizio di questo piano: occorre farsi approvare il piano di manutenzione dal Mit, come prevedono tutte le convenzioni di concessione, e bisognerà verificare che la metodologia condivisa tra Aspi e Mit, quando sarà decisa, vedrà concordi anche le altre concessionarie. Al momento non è stato avviato un confronto collettivo.

Cosa c’entra L’Ansfisa?

Almeno parte delle competenze del Mit in materia dovrebbero passare dalle sue mani, dato che è la superagenzia di vigilanza costituita dal decreto Genova a ottobre 2018 (ancora però non operativa e senza personale).

Adeguamento antincendio, perché aspettare?

L’Italia rischia una procedura d’infrazione dato che la direttiva del 2004 dava tempo fino al 30 aprile 2019, per recepire le nuove regole. Scusanti ce ne sono? No, se non il fatto che circa la metà delle gallerie europee ricadono nel nostro territorio.

Al momento sono state attivate misure transitorie di mitigazione, tra cui limitazioni al traffico, divieto di sorpasso tra mezzi pesanti e distanza tra essi ecc. e in tal senso sembra che il Mit, in attesa di una nuova norma di legge, sia orientato a dettare linee guida con una circolare, che lascerebbe però ai gestori tutta la responsabilità. Chissà che non vengano presi in considerazione gli stessi Vigili del Fuoco…

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