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Bonus mobili, la nuova Guida di febbraio 2020

Se uno dei coniugi sostiene tutte le spese per ristrutturare l’immobile e l’altro quelle per l’arredo, il bonus mobili non spetta a nessuno dei due. Questa e altre "dritte" sulla detrazione nella nuova Guida dell'Agenzia delle Entrate

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Rinnovare gli arredi con il bonus mobili. Anche per quest’anno si può, a patto di aver effettuato degli interventi di manutenzione straordinaria nel 2019, o di averli in agenda per quest’anno.

A fare il punto e ricordare le regole è l’Agenzia delle entrate che ha pubblicato la nuova versione della Guida al bonus aggiornata al mese di febbraio.

Bonus mobili 2020, la nuova Guida dell’Agenzia delle Entrate

Chi ha diritto alla detrazione?

La detrazione del 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici spetta a chi ha realizza un intervento di recupero edilizio iniziato a partire dal 1° gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2020 e gode per questo della relativa detrazione.

I lavori devono essere avviati prima dell’acquisto dei mobili, anche i mobili possono essere ordinati e pagati in anticipo. In questo caso è necessario attestare comunque la data di avvio dei lavori per usufruire dell’agevolazione.

La detrazione può essere usufruita anche se i beni acquistati sono destinati ad arredare un ambiente diverso dello stesso immobile oggetto di intervento edilizio e anche quando l’intervento di ristrutturazione viene effettuato su una pertinenza dell’immobile, anche accatastata autonomamente. Non spetta, invece, in caso di acquisto di un box di nuova costruzione.

Occhio alle regole per i pagamenti

L’ammontare complessivo della spesa agevolabile è di 10.000 euro per immobile. Per gli acquisti di quest’anno vanno considerate anche eventuali spese effettuate nel 2019, anche se si ha intenzione di fare nuovi interventi di ristrutturazione. Inoltre occorre considerare che la spesa spetta sempre e solo a chi gode della detrazione per ristrutturazione, per cui se uno dei coniugi sostiene tutte le spese per ristrutturare l’immobile e l’altro quelle per l’arredo, il bonus mobili non spetta a nessuno dei due.

E se si vende la casa?

Questa agevolazione, però, non si trasferisce in caso di cessione dell’immobile. Quindi il venditore il contribuente potrà continuare a usufruire delle quote di detrazione non utilizzate anche se l’abitazione è ceduta prima che sia trascorso l’intero periodo per usufruire del bonus. Invece in caso di eredi nessuno potrà mantenere la detrazione.

La documentazione degli acquisti

Quanto alla tipologia dei beni, la Guida ricorda che tra i mobili rientrano, per esempio, divani e poltrone, letti e materassi, armadi e librerie, tavoli e sedie. L’elenco degli elettrodomestici comprende, tra gli altri, frigoriferi e congelatori, stufe elettriche e forni a microonde, lavatrici, asciugatrici e lavasciuga. I pagamenti vanno eseguiti con bonifico bancario o postale, carta di credito o carta di debito. Occorre, inoltre, conservare la ricevuta del bonifico, quella di avvenuta transazione (per i pagamenti con carta di credito o di debito), la documentazione di addebito sul conto corrente e le fatture di acquisto dei beni, riportanti la natura, la qualità e la quantità dei beni e dei servizi acquisiti.

Elettrodomestici, serve sempre la comunicazione all’Enea?

Infine la Guida ricorda che anche se le norme prevedono la comunicazione all’Enea in caso di acquisto di forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, lavasciuga, lavatrici, la mancata o tardiva trasmissione non implica, tuttavia, la perdita del diritto alle detrazioni (risoluzione n. 46/E del 18 aprile 2019). Quindi di fatto se ne può fare tranquillamente a meno.

Sul Bonus mobili e le altre detrazioni per la casa, trovi tutte le informazioni in questi due ebook:

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