Home Fiscale Partita Iva forfettari 2020, ora c’è il bonus beni strumentali!

Partita Iva forfettari 2020, ora c’è il bonus beni strumentali!

C'è un credito di imposta del 6% per chi acquista computer e mobili per lo studio. Come funziona? Per quali beni vale e per quali no?

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Qualcosa di utile lanuova Legge di Bilancio l’ha portato. Da inizio anno infatti anche i professionisti del regime forfettario possono sfruttare il credito di imposta per l’acquisto di computer, arredi e strumentazioni per lo studio.

Lo stesso regolamento si applica a imprese, esercenti, arti e professioni. A quali vincoli ci sono? Il credito d’imposta concorre alla formazione del reddito? Quali i beni strumentali ammessi e quelli esclusi? Ecco ind ettaglio tutte le novità.

Partita Iva forfettari 2020, come funziona il bonus beni strumentali?

Sembra che il bonus valga indipendentemente dalla tipologia del regime in cui si ricade, dato che non ci sono dettagli in merito. Ma ricapitoliamo un attimo, cosa si intende per beni strumentali?

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Beni strumentali, cosa sono e quali sono agevolabili?

I beni strumentali sono sia materiali che immateriali, e sono quei beni che partecipano alla formazione del reddito e vengono utilizzati direttamente per l’esercizio dell’attività come computer, macchine per ufficio, apparecchiature, mobili, attrezzature, impianti, auotovetture o strumenti propri dell’attività dell’impresa e/o dell’artigiano come per esempio gli attrezzi di lavoro.

Tra i beni ammessi dal bonus:
– computer e stampanti;
– software indispensabili al funzionamento del pc;
– arredi per lo studio o l’ufficio.

Tra i beni esclusi dal bonus:
– software non indispensabili al funzionamento del pc;
– ​beni materiali e immateriali rientranti nel programma Industria 4.0;
– veicoli;
– fabbricati e costruzioni.

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Bonus beni strumentali, le novità del 2020

>> Accesso al regime forfettario
Non può accedervi chi percepisce un reddito da lavoro dipendente maggiore di 30 mila euro e chi nell’anno precedente ha sostenuto spese per lavoro accessorio superiori a 20 mila euro.

>> Bonus per i beni strumentali
Il bonus è pari a un credito di imposta del 6% e vale entro il limite massimo di 2 milioni di euro. Nel caso di investimenti realizzati tramite contratto di locazione finanziaria, si considera il costo sostenuto dal locatore per l’acquisto dei beni.

Potranno quindi accedervi per l’acquisto di beni materiali strumentali nuovi i professionisti con compensi o ricavi fino a 65 mila euro con tassazione e aliquota pari al 15%.

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Il bonus si potrà usare solo in compensazione in cinque rate di pari importo, a partire dall’anno successivo a quello di entrata in funzione dei beni.

Inoltre, tale credito non concorre alla formazione del reddito né della base imponibile dell’Irap. Il bonus è cumulabile con altre agevolazioni aventi i medesimi costi, a patto che non porti al superamento del costo sostenuto.

Sarà obbligatorio per chi sfrutterà il bonus, conservare la documentazione che provi l’effettivo sostenimento e la corretta determinazione dei costi agevolabili, altrimenti l’agevolazione sarà immediatamente revocata.

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Guida fiscale per il professionista tecnico

Guida fiscale per il professionista tecnico

Questo ebook nasce con l’intento di fornire al tecnico libero professionista una sorta di mini guida in ambito fiscale.

La prima parte costituisce una panoramica generale sulle voci di spesa che possono ricorrere nello svolgere la professione soggette a deducibilità ridotta ai fini delle imposte sui redditi, o a detraibilità limitata ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (IVA). Per ogni tipologia di spesa presa in considerazione, dunque, si cercherà sempre di fornire la doppia visuale, IVA e redditi, con anche un estratto delle relative norme fiscali, oppure, ove non utile alla trattazione, la mera citazione delle fonti.

Nella seconda parte si tratteranno invece tre aspetti pratici come l’inquadramento fiscale del libero professionista, alcuni aspetti relativi alla fatturazione ovvero le ritenute d’acconto e la rivalsa dei contributi, e in fine un tema che non interessa in maniera diretta il tecnico libero professionista nella propria fatturazione attiva, ma che potrebbe tornare utile quale consulenza da fornire ai propri clienti (si tratti di Ditte che commissionano lavori in edilizia, o di Ditte che eseguono lavori edili): il reverse charge in edilizia.

A parte il capitolo dedicato alla scelta del regime fiscale IRPEF/forfettario, tutte le considerazioni fatte in questo volume riguardano i soggetti in regime IRPEF, non tiene in considerazione i soggetti ancora rientranti nel vecchio regime dei minimi di cui all’art. 27 commi 1 e 2 DL 98/2011, soppresso dal regime forfettario ex legge 190/2014, commi da 54 a 89, ma in vigore, per chi vi rientrava nel 2015, fino ad esaurimento delle condizioni di permanenza (5 anni per chi lo aveva adottato da over 35, oppure fino al compimento del trentacinquesimo anno di età per chi lo aveva adottato da under 35).

I temi affrontati sono:

1. Spese di telefonia: Detraibilità IVA e deducibilità dei costi
2. Ri-addebito in fattura delle spese: spese sostenute in proprio e spese “sostenute in nome e per conto del cliente”
3. Spese alberghiere e/o di somministrazione: detraibilità IVA, deducibilità dei costi, spese a carico del cliente e spese a carico del professionista
4. Spese di viaggio/trasporto: trasferte con mezzi pubblici e trasferta in auto
5. Spese per automezzi: detraibilità IVA e deducibilità dei costi
6. Spese di rappresentanza: detraibilità IVA e deducibilità dei costi
7. Spese per omaggi ai clienti: detraibilità IVA e deducibilità dei costi
8. Regime fiscale: IRPEF (contabilità ordinaria, contabilità semplificata) e Forfettario
9. Fatturazione: Ritenute d’acconto e rivalsa contributi
10. Vecchio reverse charge: subappalti in edilizia. Nuovo reverse charge: finiture e impianti.

Renzo Semprini Cesari, Ragioniere Commercialista, iscritto all’ODCEC di Rimini.

Leggi descrizione
Renzo Semprini Cesari, 2019, Maggioli Editore
12.90 € 10.97 €

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