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Ecobonus e Sismabonus, il Senato cancella lo sconto in fattura

L'emendamento alla manovra è stato approvato: abrogati i commi dell’articolo 10 del Decreto Crescita

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Dal 2020 niente sconto in fattura per chi esegue lavori che danno diritto all’Ecobonus e al Sismabonus. Di fatto viene cancellata la possibilità da parte del cliente finale di cedere il proprio credito di imposta ai fornitori in cambio dello sconto equivalente direttamente sul corrispettivo da pagare per i lavori.

L’introduzione di questa norma era stata eseguita in primavera, grazie al decreto Crescita dal governo precedente. Ma quali ripercussioni avrà questa correzione? Vediamolo in dettaglio.

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Ecobonus e Sismabonus, dove rimane lo sconto?

La cancellazione è stata disposta da un emendamento di Forza Italia alla Manovra 2020,  riformulato e approvato dalla commissione Bilancio del Senato.

Contro lo sconto in fattura si era battuta in prima linea Confartigianato, seguita dall’Autorità Antitrust e dalla Commissione Industria del Senato. Quest’ultima ha così approvato una risoluzione che impegna il Governo a individuare adeguati meccanismi di protezione per le piccole e medie imprese.

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Confartigianato dichiara che in 5 anni, grazie all’applicazione dello sconto in fattura, le piccole imprese di costruzioni, installazione impianti, serramenti, registreranno riduzioni dal 37% al 58% del fatturato sul segmento interessato dalle detrazioni fiscali per riqualificazione energetica.

Per questo la risoluzione sembra un’ottima chance per le piccole e medie imprese. «Una grande vittoria», conferma una dichiarazione di Cgia. «Lo sconto in fattura, ovviamente, consentiva un vantaggio economico importante al cliente finale, ma distorceva il mercato favorendo le grandi aziende a svantaggio dei piccoli».

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E per le aree condominiali? Cosa cambia?

La norma si propone di abrogare i commi da 1 a 3ter dell’articolo 10 del decreto Crescita, che prevedeva la possibilità di cedere o trasferire lo sconto fiscale previsto, ottenendo dal fornitore del servizio uno sconto immediato in fattura.

Scompare quindi quel meccanismo grazie al quale si poteva cedere il proprio sconto fiscale ai fornitori che avrebbero poi scalato l’importo della detrazione direttamente sulla somma da pagare per i lavori. È stato però approvato, sempre in Commissione Bilancio del Senato, un emendamento che reintroduce lo sconto in fattura solo per i lavori effettuati nelle aree comuni degli edifici condominiali per importi superiori a 200 mila euro.

Nonostante questa reintroduzione, sempre Cgia dichiara che «non penalizza la stragrande maggioranza delle nostre aziende».

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