Home Edilizia Infrastrutture: sbloccati 3,5 miliardi in 78 giorni. E adesso?

Infrastrutture: sbloccati 3,5 miliardi in 78 giorni. E adesso?

La De Micheli paventa il successo del Governo, definendo "senza clamori" lo sblocco delle opere che non hanno più bisogno di ulteriori interventi del MIT

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La ministra ha dichiarato in un intervista al Sole 24 Ore che pubblicherà sul sito del ministero un “contatore” che tenga aggiornato l’elenco delle opere avviate a gara. E questa è una delle cose dichiarate dalla De Micheli nella sua analisi, in cui ha messo in luce  le cause di blocco dei cantieri e su cosa fare per sbloccarli.

«Non faremo la valanga di commissari che immaginava di fare il precedente ministro, ma li limiteremo a situazioni che presentano gravi problemi amministrativi o progettuali. Per il momento ci fermeremo a dieci opere da commissariare, con sei commissari, oltre alle cinque dell’Alta velocità e del Mose già previste per legge».

Infrastrutture, il punto del ministro

La De Micheli dichiara che «spesso non sono gli intoppi burocratici a fermare le opere, ma la mancanza di intese politiche non solo sul territorio. C’è una resistenza che nasce da interessi locali, piccoli e grandi, che non vengono gestiti adeguatamente».

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E ancora: «si tratta più frequentemente di interessi locali e non solo che non si ha il coraggio di affrontare. L’apertura di un cantiere scontenta sempre qualcuno. Penso alle discussioni sul percorso che deve seguire una strada o le delimitazioni di traffico che devono sopportare gli abitanti di una zona per l’avvio di un lavoro. Ma ora le decisioni si devono prendere, opera per opera, ascoltando le persone. Questo è compito della politica che deve imparare ad ascoltare i territori e anche a decidere comunque. In questo il débat public potrebbe portare un cambiamento di cultura».

Quali opere saranno commissariate?

Fra le opere da commissariare probabilmente ci saranno cinque dighe e invasi idrici in Sardegna, ferrovie tra cui la Genova-Ventimiglia o la Fortezza-Verona, e opere stradali o autostradali come la Ragusa-Catania.

Secondo la De Micheli quindi non serve semplificare le procedure?
«Abbiamo ora il regolamento appalti dove metteremo il più possibile di chiarimenti interpretativi e semplificazioni. Abbiamo avviato le consultazioni, che faremo fisicamente con le persone in forma di audizione, per consentire a tutti, in primis alle imprese, di fare le loro osservazioni».

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Il codice sarà però modificato solo «dopo aver varato il regolamento e aver visto come funzionano le norme, interverremo – se serve – anche sul codice per eliminare problemi specifici che dovessero porsi. Ma lo faremo con simulazioni che ci dicano esattamente in quale passaggio c’è il problema».

Cosa si prospetta per il 2020?

Il ministro afferma che anzitutto si apriranno altri cantieri Anas e che si sbloccheranno la Ragusa-Catania e la Tremezzina. C’è anche «l’opportunità del ferro, il piano per il Sud e la rinascita urbana per la qualità dell’abitare già nella legge di bilancio», continua nell’intervista la De Micheli. «E una grande attenzione al tema della sostenibilità, puntando su quelle opere, magari piccole, che ci consentono di fare cose importanti. Faccio l’esempio del raccordo di San Giovanni a Teduccio che collega il porto di Napoli alla rete Alta velocità. Se riusciamo a realizzarlo, portiamo le merci del porto di Napoli sulla rete Av».

Rimaniamo allora in attesa di vedere cosa succederà, sperando che a giovarne siano le infrastrutture.

>> Leggi qui la lista delle opere sbloccate, per tipologia e costo

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