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Biomattone: le prestazioni e la vita oltre l’edificio

Il biomattone è ricavato da una miscela di calce e del nucleo interno legnoso della canapa, detto anche canapulo. Che prestazioni garantisce?

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biomattone

Oggi si parla spesso di biomateriali, cioè dei materiali capaci di interagire coi sistemi biologici, siano essi tessuti viventi, microrganismi o organismi, senza provocarne danni in quanto le condizioni fisico-chimiche (pH, temperatura) rimangono pressoché costanti nel tempo, aspetto fondamentale di un biomateriale.

Questi materiali stanno trovando impiego in molti settori, dalla medicina agli alimentari e all’edilizia. Proprio in quest’ultimo settore dalla ricerca sinergica tra l’ENEA e il Politecnico di Milano è nato il “biomattone”, scaturito nell’ambito del progetto “Riqualificazione energetica degli edifici pubblici esistenti: direzione nZEB”, finanziato dalla Ricerca di Sistema Elettrico del Ministero dello Sviluppo Economico.

Biomattone: cos’è?

Il biomattone è ricavato da una miscela di calce e del nucleo interno legnoso della canapa, detto anche canapulo. Si è rivelato un materiale molto utile in edilizia, capace di mantenere in casa una temperatura media di 26 gradi anche nei periodi di grande caldo ed evitare così il ricorso alla climatizzazione; ciò è sicuramente un gran vantaggio sia da un punto di vista economico per l’inquilino, sia da un punto di vista ambientale.

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Caratteristiche del biomattone

Il biomattone si presenta molto leggero e con una maggiore capacità isolante rispetto ai blocchi tradizionali grazie alla sua minor densità.

Un materiale che si presta bene nei territori come il nostro, con clima caldo-temperato, caratterizzati da un elevato fabbisogno di energia nei periodi estivi.

La prestazione termoigrometrica del biomattone

Inoltre, al di là delle variazioni esterne di umidità e di temperatura, il biomattone è capace di offrire alla parete un’ottima prestazione termoigrometrica, facendola mantenere intorno a dei valori interni constanti senza alcun utilizzo di climatizzatori. Per evitare la crescita di muffe, l’umidità relativa media in corrispondenza delle superfici non dovrebbe essere maggiore dell’umidità relativa critica. Si sa che il livello di umidità in un ambiente è in equilibrio se il vapore smaltito è in quantità uguale a quello entrante nell’ambiente, ma spesso la quantità di vapore che riesce ad uscire dalle murature è molto modesta e la velocità di propagazione lenta. Con l’adozione di blocchi di biomattone, tale livello rimane pressoché inalterato perchè il biomattone è composto da una moltitudine di micropori pieni di aria che assorbe l’umidità senza trattenerla. Il biomattone è caratterizzato da un’elevata traspirabilità.

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Le prestazioni energetiche del biomattone

Dalle analisi effettuate, sia in laboratorio in camera climatica a 23° e a 35°, che “in situ” in zone geograficamente opposte, in Sicilia e in Veneto, su edifici realizzati con le stesse tecnologie, il biomattone si è rivelato un materiale con alte prestazioni energetiche, traspirabilità, ottime capacità isolanti, protezione dall’umidità e basso impatto ambientale.

Questo materiale ha dimostrato delle prestazioni anche superiori a quelle di materiali con equivalente utilizzo, come il cemento cellulare o i mattoni in terracotta alveolata. I blocchi in calcecanapulo sono in grado di sottrarre CO2 dall’atmosfera e trattenerla per un tempo sufficientemente lungo, questo grazie alla presenza della canapa che è in rado di assorbire enormi quantità di CO2 attraverso la fotosintesi.

Si dimostra un materiale che fa risparmiare energia, e quindi ottimo da un punto di vista ambientale, e nello stesso tempo anche denaro, non dovendo ricorrere all’uso dei climatizzatori.

Il ciclo di vita oltre gli edifici

Il suo ciclo di vita è anch’esso molto confortante in quanto, a fine vita degli edifici, il biomattone può essere riutilizzato frantumandolo e rimpastandolo con l’aggiunta di acqua e calce. Può quindi essere riutilizzato all’infinito oppure smaltito senza problemi in natura poiché il canapulo è biodegradabile e la calce, che non è altro che calcare, ne aumenta il Ph del terreno.

Come questo, altri materiali sempre più efficienti stanno nascendo continuamente nei laboratori delle università e centri di ricerca, per una cittadinanza maggiormente responsabilizzata e cosciente dell’impatto ambientale che può avere qualsiasi prodotto utilizzato.

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