Home Energia Trasmittanza e ponti termici delle facciate: calcolo e rilievo per l’APE

Trasmittanza e ponti termici delle facciate: calcolo e rilievo per l’APE

Nei giorni scorsi si è parlato del nuovo Bonus per la riqualificazione delle facciate. Per decidere che tipo di intervento fare bisogna conoscere lo stato di salute delle facciate e quindi è utile ottenere un Attestato di prestazione energetica dell'edificio stesso.

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Il nuovo Bonus facciate dovrebbe essere riconosciuto solo nel caso in cui nell’intervento da affrontare siano previste, oltre a quelle di manutenzione della facciata, spese per la riqualificazione complessiva dell’immobile, con particolare attenzione al risparmio energetico. Usiamo il condizionale perchè ancora non sappiamo come e se saranno divisi o accorpati Bonus facciate e Ecobonus. Ulteriori chiarimenti da parte del Governo non dovrebbero tardare.

Per riqualificare le facciate, capire in che stato si trovano e decidere che tipologia di intervento fare, di sicuro, è necessario conoscerne le caratteristiche. In questo senso, se nel bonus rientrasse un intervento di miglioramento termico, sarebbe utile ottenere un APE (Attestato di prestazione energetica) dell’edificio stesso. E uno dei passaggi per ottenerlo, è conoscere la trasmittanza e i ponti termici della facciata.

Nella redazione dell’APE dell’edificio, la fase di pre-sopralluogo è il momento in cui il certificatore acquisisce tutte le informazioni necessarie per poi eseguire il sopralluogo obbligatorio dettagliato ed esauriente. La fase di sopralluogo è invece quella in cui il certificatore deve raccogliere tutte le informazioni e i dati di input che, successivamente, attraverso l’utilizzo di un software certificato, gli permetteranno di redigere l’Attestato. In questa fase, è previsto anche il sopralluogo delle chiusure opache e verticali, cioè di pareti e finestre: delle facciate, oggetto del Bonus. Concentriamoci sul sopralluogo delle facciate.

Rilievo geometrico e situazione al contorno

Prima del rilievo delle chiusure opache e verticali, si procede rilevando i confini dell’unità immobiliare o edificio, distinguendo:

  1. vani a confine con locali climatizzati;
  2. vani a confine con locali non climatizzati;
  3. vani a confine con ambiente esterno.

Successivamente si procede al rilievo geometrico dell’immobile (aiutandosi in questo caso con la planimetria catastale). L’output del rilievo geometrico deve fornirci informazioni, quali:

  1. dimensione e altezza dei vani;
  2. dimensione e posizione dei serramenti;
  3. spessore degli elementi opachi verticali e orizzontali;
  4. presenza di aggetti (balconi superiori) che ombreggiano murature e serramenti.

Rilievo materico

Il rilievo delle chiusure opache verticali e orizzontali rientra nella fase di rilievo materico, insieme a quello solai e pavimenti (per la parte interna dell’edificio). Per il rilievo delle chiusure opache verticali e orizzontali è necessario individuare la stratigrafia e più in generale conoscere la trasmittanza termica del componente. L’acquisizione di questi dati può avvenire attraverso l’utilizzo di strumentazioni o ricavate per analogia costruttiva con altri edifici o sistemi impiantistici coevi, integrate da banche dati o abachi nazionali, regionali o locali.

Rilevata la geometria e le caratteristiche dei serramenti, si procede con l’analisi e individuazione dei ponti termici, spesso non risolti, all’interno dell’edificio. Effettuando un sopralluogo esclusivamente visivo, spesso si potrebbero non ottenere tutte le informazioni necessarie per la redazione dell’attestato di certificazione energetica. In questo caso, si può ricorrere a strumentazioni che permetteranno di ottenere ulteriori informazioni.

Strumentazioni per il rilievo e la raccolta dati

A supporto del certificatore energetico vi sono strumentazioni che permettono di ricavare dati difficilmente ottenibili con un sopralluogo esclusivamente visivo. Per le chiusure opache, vengono utilizzati strumenti che permettono di conoscerne le trasmittanze (quando non è nota la stratigrafia della muratura) e strumenti che ci permettono di rilevare i ponti termici.

Calcolo della trasmittanza delle chiusure opache

Il calcolo della trasmittanza delle superfici opache può essere effettuato con due metodi:

a) Analitico – Parte dal presupposto che il certificatore possiede una corretta conoscenza delle stratigrafie murarie, associando a ogni prodotto da costruzione la conducibilità termica, con la formula matematica

dove:
U = trasmittanza;
hi = adduttanza interna;
he = adduttanza esterna;
si = spessore dell’i-esimo materiale/prodotto da costruzione;
λi = conducibilità termica dell’i-esimo materiale/prodotto da costruzione.

b) Sperimentale – Il calcolo della trasmittanza termica si effettua in situ con l’ausilio di un termoflussimetro, strumento che attraverso l’analisi del calore che attraversa la muratura e le temperatura interna ed esterna dell’ambiente, permette di ottenere il valore U della trasmittanza termica riferito all’intero pacchetto di chiusura opaca. Questa analisi non è istantanea e ha bisogno che siano soddisfatte alcune condizioni al contorno, per esempio una differenza di temperatura tra interno ed esterno costante ed elevata. Per questo motivo può essere realizzato quasi esclusivamente nel periodo invernale.

Rilievo dei ponti termici

Il rilievo dei ponti termici si effettua con l’ausilio di una termocamera. La termocamera è un dispositivo sensibile alla radiazione infrarossa, che permette di rilevare la radiazione che un corpo emette. Sfruttando il principio per cui a temperature diverse un materiale emette radiazioni diverse, e associando al materiale stesso le caratteristiche di emissività, e la temperatura ambiente (o riflessa), è possibile risalire alla sua temperatura.

La differenza di radiazione emessa tra due corpi adiacenti e la loro temperatura potrebbero essere sinonimo di presenza di ponte termico. È importante sottolineare che una differenza di temperatura rilevata dalla termocamera non indica in maniera univoca la presenza di ponti termici, in quanto è necessario analizzare le condizioni al contorno e far eseguire l’analisi da un tecnico certificato (ai sensi della UNI EN ISO 9712).

Queste informazioni sono tratte da:

APE ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

APE ATTESTATO DI PRESTAZIONE ENERGETICA

Sebastiano Ciciriello, 2017, Maggioli Editore

Il presente  manuale  fornisce  tutte  le  informazioni  utili  al  certificatore  energetico al fine di redigere un completo e corretto Attestato di Prestazione Energetica (APE)   ed è aggiornato ai d.m. 26 giugno 2015  e alle...



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