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Opere pubbliche, dov’è finito l’Archivio Informatico Nazionale?

L'AINOP è stato confermato dal ministro De Micheli con l'attuazione del decreto Genova, e sarà un importante supporto per il monitoraggio e la programmazione degli interventi per le opere pubbliche. Risolverà i problemi delle nostre città e infrastrutture?

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A cosa serve veramente l’Archivio ufficializzato a inizio ottobre con la firma del ministro? Di certo sarà di grande aiuto per una gestione più efficiente e razionale, coordinata e condivisa delle opere a cui saranno chiamati tutti coloro che a vario titolo, gestiranno, si occuperanno di manutenzione, controlleranno e supervisioneranno lo stato delle opere stesse.

Il problema è che tutto sembra essersi “fermato“, e di fatto usiamo il tempo verbale futuro per parlare di questo Archivio. Dal 14 ottobre scorso, quando pochi giorni dopo l’istituzione ufficiale di AINOP il ministro aveva scritto una lettera alle concessionarie autostradali, comunicando che le validazioni sui controlli fatti svolgere da loro saranno affidate, a rotazione, alle università (che non è chiaro se abbiano la possibilità di garantire il servizio a regime), sono tuttora incerti i risultati degli stanziamenti previsti dal decreto Genova per metterlo in piedi.

Questi erano infatti pari a: 300 mila euro nel 2018, 1 milione quest’anno e 200 mila euro a regime dal 2020. Il grande dubbio, sollevato anche da un articolo di Maurizio Caprino del Sole 24 Ore, è che che non si voglia davvero agire più di tanto, non solo per non mettere in difficoltà Regioni ed enti locali: tra i controllati di spicco, conferma il giornalista, ci sono Fs (sia in proprio sia come capogruppo dell’Anas) e Atlantia, impegnate nel salvataggio di Alitalia.

Infatti con AINOP sarà possibile censire il patrimonio di tutte le opere italiane che attualmente sono di competenza degli Enti e delle Amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, delle Regioni, delle autonomie locali e dei Comuni. Ma chi può accedere a questo interessante database? E da dove? Si rimetterà in moto tutto? Scopriamo tutti i dettagli!

Scarica il decreto AINOP del 10 ottobre 2019

Opere pubbliche, ecco come intervenire e monitorare!

Grazie alla legge n.130 del 16 novembre 2018, è stato istituito presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’Archivio Informatico Nazionale delle Opere Pubbliche, che sulla base dei dati forniti dal proprietario/gestore genera un codice identificativo della singola opera (IOP=Identificativo Opera Pubblica), che contraddistingue e identifica in maniera univoca l’opera medesima riportandone le caratteristiche essenziali e distintive.

Come funziona?

L’AINOP è strutturato nelle seguenti 9 sezioni:

  1. Ponti, viadotti e cavalcavia stradali;
  2. Ponti, viadotti e cavalcavia ferroviari;
  3. Strade;
  4. Ferrovie nazionali e regionali – metropolitane;
  5. Aeroporti;
  6. Dighe e acquedotti;
  7. Gallerie ferroviarie e gallerie stradali;
  8. Porti e infrastrutture portuali;
  9. Edilizia pubblica.

Leggi “Passaggi sicuri”
lo speciale su ponti, viadotti, gallerie e infrastrutture

Ogni sezione è articolata in sottosezioni quali l’anagrafica, i dati tecnici, i dati economico-finanziari, il monitoraggio tecnico dell’opera, le manutenzioni, i lavori in corso, i dati relativi al contesto territoriale, la documentazione fotografica, i dati di contesto e le segnalazioni.

Da dove si accede all’Archivio?

L’AINOP è gestito mediante una piattaforma con la quale sarà possibile:
– identificare un’opera e la sua collocazione nel contesto territoriale;
– visualizzare dati, informazioni e documenti dell’opera strutturati in una sorta di fascicolo virtuale;
– ricevere informazioni che consentiranno il monitoraggio tecnico dell’opera, nell’ottica di prevenire criticità, anche attraverso sistemi intelligenti di alert sullo stato della infrastruttura;
– individuare i possibili flussi di lavoro per rendere efficiente la creazione, manutenzione, gestione e cessazione dell’opera.

Il “fascicolo dell’opera”, nella sua globalità, fornisce gli elementi per individuare le opere da porre in sicurezza con interventi ad hoc, classificandole anche in base alle priorità d’urgenza.

Leggi anche: Autostrade, ecco la mappa dei tesori infrastrutturali da mantenere

I cittadini possono accedere alle informazioni?

A seconda dell’utente, come indicato nell’infografica interattiva del sito del ministero (www.ainop.mit.gov.it), sarà possibile accedere al database delle opere pubbliche.

Sono pubblicati, in modalità open, dati caratterizzanti e significativi delle opere pubbliche anche in forma aggregata, nell’ottica di una maggiore trasparenza, e i cittadini in possesso di SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale, cui puoi fare richiesta al sito www.spid.gov.it) potranno effettuare segnalazioni, anche corredate da foto e/o documenti, a mezzo di PEC.

Le segnalazioni saranno inoltrate per competenza ai soggetti proprietari/gestori dell’opera e per conoscenza agli uffici vigilanti competenti.

Leggi anche: Manutenzione viadotti: monitoraggio tradizionale e monitoraggio attivo, le differenze

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