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Come realizzare una nuova apertura in un fabbricato esistente

Spesso il costruito storico in Italia porta a considerare molti casi come degli "unicum", ma vediamo alcuni utili step che scandiscono la progettazione e qual è il migliore intervento "possibile" per creare una luce nuova in un muro esistente

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Il bello dell’essere “progettisti”? Ogni tanto noi professionisti dell’edilizia dimentichiamo perché abbiamo scelto questo lavoro, che non è (ammettiamolo) sempre e solo un  destreggiarsi quotidiano nella giungla della burocrazia e delle norme.

Vogliamo quindi ricordarci la sfida e il fascino di progettare sugli edifici esistenti; in particolare “azzardare” gli interventi locali, in cui si agisce con il minimo indispensabile cercando comunque di migliorare la struttura preesistente o, tutt’al più, di non peggiorare la condizione degli elementi tecnici coinvolti.

A differenza delle nuove costruzioni, per le quali esistono delle regole di base standardizzate e dei requisiti minimi richiesti dall’attuale normativa, per i manufatti esistenti è infatti difficile, se non impossibile, parlare di metodo “standard” da seguire.

Ad esempio: come realizzare un’apertura nuova in un fabbricato esistente?
Vi presentiamo un caso esemplare tratto da un progetto esecutivo strutturale relativo ad un intervento locale su un fabbricato esistente ad uso residenziale in provincia di Perugia. Con la speranza che sia utile e allo stesso tempo vi riporti la voglia di… progettare!

Nuova apertura in fabbricato esistente, ecco come si fa

L’intervento illustrato consiste nella realizzazione di una nuova apertura su un fronte esterno al piano terra. La localizzazione della costruzione consente di valutare l’azione sismica da impiegare per l’esecuzione delle verifiche numeriche. In questo caso si è fatto riferimento ad applicativi facilmente accessibili tramite internet per ottenere le corrette coordinate della costruzione.

Considerando che l’edificio prevede un normale affollamento (ha destinazione d’uso residenziale), si ritiene opportuno collocare lo stesso all’interno della seconda classe d’uso definita al §2.4.2 delle NTC 2018 (ed in coerenza con il §C2.4.2 della circolare 7/2019). Trattandosi di un’opera ordinaria, di concerto con la committenza si assume una vita nominale di 50 anni.

Per quanto riguarda la categoria di sottosuolo si è fatto riferimento ad una relazione geologica redatta ad hoc che ha indicato una categoria di sottosuolo di categoria A. È stata assunta una categoria topografica T2 in quanto l’edificio risulta ubicato su un pendio.

Trattandosi di edificio in muratura esistente, ci si è limitati alle sole verifiche agli SLU, come indicato nel §8.3 delle NTC 2018. In base agli input progettuali è possibile riassumere i parametri dello spettro di risposta allo SLV con la seguente tabella:

Intervento da realizzarsi

Le modifiche apportate al fabbricato esistente prevedono la realizzazione di una nuova apertura al piano terra; quanto detto viene rappresentato nella planimetria di seguito riportata

Individuazione delle modifiche strutturali al piano terra

Rilievo geometrico e materico del fabbricato

Contestualmente al rilievo geometrico del fabbricato, si sono effettuati sopralluoghi per identificare la modalità realizzativa degli orizzontamenti (e quindi stimarne i carichi) e per identificare gli spessori murari in gioco. Una volta terminata questa fase, è stato redatto un rilievo materico, utile strumento per condurre le verifiche numeriche in maniera appropriata. Si propongono degli stralci del rilievo materico condotto.

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Consolidamento terreni

Scelta e progetto dell’intervento

Al fine di compensare, in termini di rigidezza, la rimozione della porzione di muratura al piano terra, necessaria alla realizzazione della nuova apertura, si è ritenuto opportuno prevedere una cerchiatura con montanti e traversi costituiti da tre profili HEA200 accostati in acciaio del tipo S275. In questo modo si vuole porre in opera un elemento che non modifichi sostanzialmente la rigidezza dell’intero allineamento murario e che, al tempo stesso, non riduca la resistenza degli elementi sismo-resistenti.

La cerchiatura verrà realizzata in acciaio S275 e sarà composta da architrave e montanti costituiti ciascuno da tre profili accostati HEA200 e da un piatto inferiore di spessore 10 mm. Gli ancoraggi saranno costituiti da perfori ϕ 12/30 cm. Il carico che agisce sull’allineamento murario considerato è pari alla somma del carico del solaio impostato sul fronte in esame e della porzione di muratura sovrastante.

Il carico del solaio che grava sulla parete, in funzione della sua area di influenza, risulta quindi:

Il peso della parete sovrastante risulta invece pari a:

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In fase di progetto si prevede l’inserimento di una nuova apertura di dimensione
1150(B) X 2100(H) mm a destra di quella esistente, a distanza di 3.700 mm dallo spigolo sinistro. Si mostra nel seguito la rappresentazione grafica del fronte, in cui si può osservare l’inserimento della cerchiatura metallica.

Schematizzazione stato progetto del fronte 

Per continuare a seguire il progetto, il calcolo, l’analisi sismica e tanti altri esempi di interventi locali sull’esistente, non ti resta che leggere…

Interventi locali su edifici esistenti

Interventi locali su edifici esistenti

Questo manuale tecnico-pratico aiuta il progettista (architettonico, impiantista e strutturale) che si accinge a effettuare un intervento di tipo “locale” su un fabbricato esistente. Frutto dell’esperienza pluriennale degli Autori nell’ambito della progettazione sul costruito esistente, l’opera, lungi dall’essere un mero elenco di istruzioni pratiche da seguire pedissequamente, tratta il tema degli interventi locali con taglio operativo sempre tenendo in considerazione che questa tipologia di interventi deve agire sul fabbricato senza snaturarne il funzionamento originario, a garanzia della sicurezza di persone e cose. Nel manuale si individuano le opere che rientrano nella categoria “intervento locale” in accordo con le NTC 2018, meglio esplicitate dalla Circolare applicativa n. 7/2019. Sono proposte anche alcune tipologie di intervento che possono perseguire le finalità indicate dal Legislatore. L’opera tratta anche gli interventi tipologici catalogati in funzione della tipologia strutturale dell’edificio esistente (costruzioni sismo-resistenti in muratura, calcestruzzo armato o acciaio), fornendo indicazioni sulla scelta dell’intervento ottimale in base al sistema costruttivo. Completano la trattazione preziosi consigli operativi sulle accortezze da avere nella preparazione dei dettagli costruttivi. I capitoli finali affrontano la progettazione degli interventi locali con la redazione dei modelli di calcolo globale e offrono una rassegna di interventi “a prima vista” locali ma che in realtà comportano effetti peggiorativi sulla costruzione, il tutto corredato da spunti quantitativi e analitici; infine sono proposti due casi studio di interventi locali su un fabbricato in c.a. prefabbricato e su una porzione di casolare in muratura con l’applicazione delle detrazioni previste dal Sismabonus.


Francesco Cortesi
Ingegnere, libero professionista nell’ambito della progettazione e direzione dei lavori strutturali di nuovi fabbricati e di interventi sugli edifici esistenti. Attualmente si occupa di interventi di recupero su edifici danneggiati dal sisma che ha colpito il Centro Italia nel 2016.

Laura Ludovisi
Ingegnere, svolge l’attività di libero professionista, come progettista strutturale, direttore dei lavori e coordinatore per la sicurezza, interessandosi in modo particolare del consolidamento e recupero di edifici esistenti. Tra i lavori svolti si annoverano progetti di miglioramento sismico di edifici danneggiati dal sisma (Umbria 1997, L’Aquila 2009, Emilia-Romagna 2012, Centro Italia 2016).

VOLUMI COLLEGATI:
La progettazione strutturale su edifici esistenti, F. Cortesi, L. Ludovisi, V. Mariani, I ed. 2018
Metodi pratici per il rinforzo di elementi strutturali, S. Ferretti, I ed. 2018

Leggi descrizione
Francesco Cortesi, Laura Ludovisi, 2019, Maggioli Editore
29.00 € 27.55 €


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