Home Fiscale Ecobonus? L’impresa può dire no allo sconto

Ecobonus? L’impresa può dire no allo sconto

Ricordate la famosa possibilità dello sconto in fattura al posto della cessione del credito? Ebbene, il committente non ha sempre ragione e non è tassativo che l'impresa debba accettare le sue condizioni...

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Di fatto è una possibilità, quella dello sconto in fattura, non un volere inderogabile del committente cui l’impresa deve sottostare. E se ne è lungamente parlato nei mesi scorsi.

Cogliamo però l’occasione di approfondire quando scritto nel comma 3.1. (aggiunto dall’articolo 10 del Dl 34/2019 che ha modificato l’articolo 14 del Dl 63/2013), ovvero la possibilità per il committente di scegliere, al posto del credito d’imposta fruibile in 10 anni, di godere di uno sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore che potrà a sua volta recuperare tale importo in cinque quote annuali di pari importo come credito d’imposta.

Riportiamo la risposta di un esperto de Il Sole 24 Ore al quesito posto da un lettore.

Ecobonus, il committente ha sempre ragione?

Ecco la domanda posta sull’Ecobonus: Mi sembra di capire che il fornitore non si può opporre alla del committente, ma ciò comporta che dovrà anticipare come se fosse un finanziamento in cinque anni tali somme rischiando aumento dei costi e crisi di liquidità. Il fornitore può opporsi a tale opzione o deve accettarla comunque? 

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La risposta dell’esperto è chiara: Il fornitore, in caso di richiesta del committente, può scegliere di non aderire alla proposta perdendo l’appalto, ma il committente dovrà trovare un altro esecutore disposto ad accettare lo sconto come modalità di pagamento.

Sconto ecobonus e sismabonus: la cessione del credito

Ricordiamo che al fornitore lo sconto viene rimborsato sotto forma di credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque quote annuali di pari importo, ma a partire dal mese successivo a quello nel quale è stata effettuata l’operazione. In pratica il bonus diventa immediatamente spendibile. Inoltre, il fornitore che ha effettuato gli interventi ha a sua volta facoltà di cedere il credito d’imposta ai propri fornitori di beni e servizi, con esclusione della possibilità di ulteriori cessioni da parte di questi ultimi.

Rimane in ogni caso esclusa la cessione a istituti di credito e a intermediari finanziari.

Leggi anche: Sconto Ecobonus e Sismabonus operativo: come si fa, spiegato chiaro

Il fornitore può dunque “sbattere la porta in faccia” al committente?

In conclusione: si tratta di una nuova modalità di pagamento che rientra nella libera contrattazione delle parti e l’impresa può non accettare questa possibilità di pagamento del corrispettivo.

Approfondisci con: Detrazioni fiscali: tra chi vende e chi compra, chi ne ha diritto?

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