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Micromobilità elettrica e urbana, col monopattino non si gioca

Sembra che il "privilegio" di muoversi in città con questi dispositivi elettrici non spetti più al turista. A Milano, dopo il via libera, già uno stop alla circolazione (con riserva). Cosa sta succedendo?

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Ultimi giorni di vacanza a Rimini? O avete in programma una gita settembrina a Torino e Milano? Bene, avrete la possibilità di scendere da treno e auto e… sfrecciare in monopattino elettrico! Attenzione però, non sarete benvisti da tutti.

Dopo mesi di attesa, le amministrazioni comunali hanno colto al volo le possibilità date dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 4 giugno 2019 entrato in vigore il 27 luglio: le prime delibere di autorizzazione, in via sperimentale, della circolazione su strada di monopattini, overboard, segway, monowheel, sono infatti state emanate da Milano, Torino e Rimini (dove potranno circolare però, solo i monopattini). Nel capoluogo lombardo però, da qualche giorno, si può circolare ma… con “riserva”.

Dove e come ci si può spostare con questi veicoli in base al Codice della strada? Quanto sono veloci? Esistono sanzioni? Vediamo tutti i dettagli.

Micromobilità urbana, è battaglia in strada!

Il caso di Milano

Alla fine il comune di Milano, dopo aver aperto le danze alla micromobilità urbana, si è dovuto ricredere: stop ai monopattini elettrici a noleggio dalle strade. Così pare, dal 18 di agosto. Questi nuovi mezzi (circa 1.500) stanno lentamente sparendo a causa di una vera e propria guerra cominciata con l’invio di una lettera alle società private che in questi mesi, con grande successo, li hanno noleggiati, diffidandole dal proseguire l’attività di sharing. Perché?

Ne avevamo parlato qui: Micromobilità e piste ciclabili, dove sta il monopattino?

Sono pericolosi. Sfrecciano sui marciapiedi, in mezzo ai pedoni, talvolta li si vede guidati da due persone nello stesso momento: così motiva la decisione il comune di Milano, che lo scorso luglio aveva dato il via libera alla sperimentazione della micromobilità elettrica. Il problema vero è che manca una regolamentazione ad hoc che possa disciplinare il noleggio di questi nuovi mezzi.

Al momento le tutte le società private operative nel capoluogo lombardo sono state diffidate nel proseguire con l’attività di sharing.

Il vicesindaco Anna Scavuzzo e l’assessore alla Mobilità Marco Granelli hanno dichiarato che «La nostra priorità è garantire la sicurezza in strada dei cittadini. La micromobilità elettrica è una risorsa interessante per le città, ma monopattini, segway, hoverboard, skateboard, monoruote non sono un giocattolo e vanno regolamentati. Milano partecipa alla sperimentazione con interesse ma anche con attenzione. Presto sarà pronto l’avviso attraverso il quale anche le società potranno richiedere l’autorizzazione a posizionare mezzi in condivisione sul territorio della città di Milano: autorizzazioni ad oggi o mai richieste o già negate, in quanto non ancora in vigore il decreto».

E ancora: «Ci teniamo infine a raccomandare a tutti coloro che utilizzano e utilizzeranno i monopattini di parcheggiarli con attenzione. Anche questa è una questione di sicurezza, poiché non devono intralciare il passaggio dei pedoni, in particolar modo di coloro che hanno difficoltà di deambulazione o che spingono carrozzine e passeggini. La strada è un bene di tutti».

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Nelle prossime settimane sarà pertanto definito il bando per la manifestazione di interesse, all’interno del quale sarà anche richiesto alle società di:
– comunicare con chiarezza all’utenza le regole della circolazione (nell’ambito di Milano);
– le aree e la velocità consentite;
– gli assoluti divieti (come i marciapiedi o il contromano);
– l’obbligo di utilizzare il giubbotto catarifrangente la sera;
– il divieto di utilizzo per i minorenni, eccetto i ragazzi tra i 16 i 18 anni con il patentino.

Alle società sarà inoltre richiesto che i mezzi in strada siano dotati di luci e limitatori di velocità.

Quali discipline valgono?

Fermo restando la necessaria autorizzazione, nelle aree pedonali dei centri urbani individuate dalle delibere, i dispositivi di micromobilità potranno essere usati alla velocità massima di 6 km/h. In tal caso il decreto del Ministero dei Trasporti chiarisce che è obbligatoria l’attivazione di un limitatore di velocità e che gli utilizzatori devono evitare ogni intralcio ai pedoni.

Potresti approfondire con: Mobilità sostenibile e moderazione del traffico

Ci sono sanzioni?

Le sanzioni applicabili sono quelle previste per le infrazioni commesse dai pedoni ai sensi dell’art. 190 comma 10 del Codice della Strada.

Dove possono circolare?

A Torino ad esempio, i mezzi elettrici avranno la possibilità di circolare nelle piste ciclabili e ciclopedonali; nelle Zone 30 e nelle strade a velocità limitata a 30 km/h potranno circolare solo monopattini e segway.

Quindi monopattini e segway potranno potranno circolare su percorsi misti pedonali e ciclabili, su piste ciclabili in sede propria e su corsia riservata, e su strade urbane dove il limite di velocità è di 30 km/h. In tali contesti si applicano le norme di condotta e le sanzioni previste dal Codice della Strada ex art. 182 per le biciclette e più in generale per la più ampia categoria dei velocipedi.

Vedremo nelle prossime settimane come procederà la rivoluzione in atto…

Consigliamo: La mobilità sostenibile è anche dolce

Scarica qui il decreto sulla micromobilità


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1 COMMENTO

  1. secondo me l’utilizzo di queste apparecchiature elettriche sono un buon motivo di muoversi senza l’utilizzo della macchina riducendo cosi molto la storia dell’inquinamento. Piuttosto che vietare questi mezzi secondo me sarebbe piu utile creare zone dove possono circolare solo questa categoria di veicoli con la loro segnaletica.

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