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Compensi professionisti tecnici, tariffe obbligatorie sì o no?

All'UE non va giù la tesi tedesca sulle tariffe minime obbligatorie, necessarie per garantire qualità a progetti e progettisti. Da noi cosa si dice?

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Serve un ripassino sull’equo compenso per i professionisti? Ricordiamo che si applica ai rapporti tra lavoratore autonomo e azienda privata o pubblica, e che è esteso a tutti i lavoratori autonomi.

Dunque tutti i professionisti avranno diritto al compenso minimo? E perché la corte UE ha condannato la Germania sulle tariffe obbligatorie? Vediamo tutti i dettagli.

 

Compensi professionisti tecnici, quali novità?

L’equo compenso professionisti 2019 spetta a:
– professionisti iscritti ad un ordine professionale: ad esempio, avvocati, giornalisti, commercialisti, ingegneri ecc;
– professionisti in un collegio (geometri);
– professionisti in associazioni (infermieri);
– professionisti non iscritti agli ordini.

Il motivo che ha determinato la “condanna” (da parte dell’UE) della Germania è la sua incoerenza e mancanza di chiarezza nelle dimostrazioni portate a sostegno della tesi che gli onorari minimi per architetti e ingegneri garantiscono qualità.

Leggi anche: Compensi professionali e Decreto Semplificazioni: quali novità?

Di fatto la Corte di giustizia dell’Unione Europea, con la sentenza Causa C-377/17, ha richiamato il paese tedesco: questo, mantenendo in funzione le tariffe obbligatorie, è andato contro la Direttiva 2006/123 e l’articolo 49 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Le tariffe minime obbligatorie per i servizi di progettazione di architetti e ingegneri sono infatti state bocciate dall’UE.

Compenso professionale, ecco tutti i dettagli

In Germania gli onorari di architetti e di ingegneri sono disciplinati dalla Honorarordnung für Architekten und Ingenieure (HOAI), norma che garantisce e regola il legame tra prestazioni e tariffe economiche, minime e massime.

La Germania, sempre per sostenere la propria posizione, ha dichiarato che queste regole nazionali disciplinano esclusivamente situazioni infra-territoriali, che non avrebbero potuto essere valutate alla luce della direttiva 2006/123 e dell’articolo 49 TFUE.

Inoltre, la difesa del paese teutonico si era basata anche sulle disposizioni della HOAI relative alle tariffe, che affermano una giustificazione per motivi imperativi di interesse generale.

Per ultimo, la restrizione sulle tariffe era stata mantenuta poiché in tal modo è possibile garantire un elevato livello di prestazioni. Questo il punto più dibattuto. La Germania ha presentato vari studi che avvalorano questa presa di posizione, e ha dichiarato che in un mercato come il mercato tedesco, caratterizzato da un elevato numero di piccole e medie imprese, la fissazione di tariffe minime in materia di prestazioni di progettazione può costituire una misura appropriata al fine di garantire un elevato livello qualitativo.

E data la similarità del mercato italiano con quello tedesco…

Tariffe obbligatorie, l’UE risponde

Categorica la risposta della Corte UE: la direttiva 2006/123 si applica nel caso di situazioni puramente interne, quindi vale anche per la Germania. Sostiene anche che non si possa ricorrere a ragioni imperative di interesse generale qualora le misure siano discriminatorie, non necessarie e non proporzionate all’obiettivo perseguito. Anche lo Stato è coinvolto, per dimostrare l’impossibilità di ricorrere a misure di altro genere.

Approfondisci con: Decreto semplificazioni, crociata all’equo compenso per i professionisti

Sempre la Corte UE ha dichiarato che pur riconoscendo che le tariffe minime possono servire a raggiungere un obiettivo di qualità delle prestazioni di progettazione, la normativa tedesca non persegue l’obiettivo in modo coerente e sistematico, dato che l’esercizio stesso delle attività di progettazione non è riservato, in Germania, a persone che svolgono un’attività regolamentata, cosicché non esisterebbe, in ogni caso, nessuna garanzia che le prestazioni di progettazione siano effettuate da prestatori che hanno dimostrato la loro idoneità professionale a farlo.

La circostanza che le prestazioni di progettazione possano essere fornite in Germania da prestatori che non hanno dimostrato la loro idoneità professionale a tale scopo (continua la Corte), comporta un’incoerenza nella normativa tedesca rispetto all’obiettivo di preservare un livello di qualità elevato delle prestazioni di progettazione perseguito dalle tariffe minime.

Da tutto questo, la Corte ha determinato che le tariffe minime non si prestano e non possono garantire il raggiungimento di un elevato livello di qualità delle prestazioni di progettazione.

In Italia, è tutto a posto al momento? Lo scopriremo a breve…

Guarda cosa è successo in Lazio e Toscana.


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