Home Appalti Decreto Sblocca Cantieri, la mappa (sbagliata) delle grandi opere

Decreto Sblocca Cantieri, la mappa (sbagliata) delle grandi opere

Ora sul sito del ministero dell’Economia e delle Finanze compare la versione rivisitata della cartina. Le città e le grandi opere sono al loro posto

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Quando il sovrano Serse mandò il suo ambasciatore Ciro Spitama a conoscere la terra del fiume giallo in Catai (l’attuale Cina), ancora nessuno aveva disegnato quell’Oriente lontano e inesplorato. Fu quest’ultimo, al servizio della corte persiana, il primo ad aver viaggiato e visto quei cavalieri in sella a piccoli pony, dalla carnagione color miele scuro. Avevano il viso tondo, il naso schiacciato e gli occhi piccoli e a mandorla. 

Ciro Spitama fu anche il primo (secondo la fantasmagorica fiaba, a metà tra realtà e finzione, di Gore Vidal, Creazione, da cui sono tratte le citazioni) a disegnare la mappa dell’allora Catai-Cina, al fine di fornire al proprio comandante Serse un dettagliato resoconto sulla via della Seta. Alla Persia servivano nuove vie commerciali per poter esportare i metalli di cui il proprio territorio abbondava: Serse doveva occuparsi di infrastrutturale il sud-est asiatico per estendere il proprio dominio. Ma Serse dipendeva da Ciro Spatama per disegnare la mappa delle future grandi opere della Persia. In parte purtroppo, Ciro sbagliò, condannando il proprio regno a un futuro incerto.

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La Legge n. 55 del 14 giugno 2019, di conversione con modifiche del Decreto legge n. 32/2019 (Sblocca Cantieri), è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 92 del 17 giugno 2019.Lo Sblocca Cantieri contiene "Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per...



L’Italia è meno a rischio di quella che fu la Persia, il suo futuro è già incerto e claudicante. Il Belpaese ormai vive da tempo in discordanza tra le vestigia del passato e lo squallore contemporaneo: in particolare si insiste a voler far “ripartire” l’economia con grandi opere, volgendo un’attenzione particolare alla messa in sicurezza e manutenzione delle infrastrutture (ponti, viadotti e gallerie), della rete viaria e degli edifici pubblici. Peccato che chi se ne dovrebbe occupare abbia trovato difficoltà nel riportare sulla mappa la posizione delle principali città italiane e i relativi interventi di progetto.

Il Mef ha infatti pubblicato sul suo sito una cartina (sbagliata) delle grandi opere contenute nel Decreto Sblocca Cantieri (per cui consigliamo di leggere Sblocca Cantieri: approvato il testo definitivo, ora in Gazzetta). Ma quale è stato lo “scivolone” principale del Ministero?

Decreto Sblocca Cantieri, la mappa sbagliata

Siamo in attesa (da giovedì 13 giugno) di un grande balzo finale per il provvedimento che dovrà essere convertito in legge entro il 17 giugno. L’ok è stato dato infatti in Camera con 318 sì, 236 no e 3 astenuti.

Nel frattempo è circolata voce di una cartina (datata 30 aprile 2019) contenente gli interventi della misura pronta a diventare legge. Il problema è che la prima versione della cartina era sbagliata: molte città, tra cui Torino, erano spostate rispetto alla loro reale collocazione geografica. Qualche svista? Purtroppo più di una.

Leggi anche: Sblocca Cantieri, OK a nuovi laboratori di prova sull’esistente

Forse, a voler essere un minimo comprensivi, si potrebbe perdonare la posizione un po’ troppo eccentrica di Genova. Però il fatto che Milano sia sulla linea di confine tra Piemonte e Lombardia, e Padova tra Trentino Lombardia, è un po’ troppo.

E nel centro-sud Italia?

Al centro la situazione è un po’ migliore, dato che Firenze è circa al suo posto. Ma… qui appare un grande vuoto, e dal disegno pare non siano previste opere e interventi in Umbria, Marche, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania, e nemmeno nelle isole. L’unica eccezione riguarda la schematizzazione della Statale Jonica tra Sibari e Roseto.

La storia però, finisce bene. Il Mef, dopo tutte le polemiche arrivate, ha pubblicato una versione della mappa “nuova” e corretta.

Ecco le due cartine a confronto, la prima versione (sbagliata) a sinistra, la seconda a destra.

Abbiamo ereditato uno dei paesi più belli del mondo, stimato tale per l’eccezionale concentrazione di beni artistici e culturali. Queste mappe, mi sento di dire, non sono però opere d’arte: sono infografiche, utili per riassumere in forma di schema (per noi pigri lettori) contenuti e informazioni. E proprio per questo motivo vorrei evitare di colpevolizzare troppo i grafici messi in campo dal Mef per realizzarle.


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1 COMMENTO

  1. Non è stata prevista la TAV da Salerno- Reggio Calabria e neanche il completamento della statale 106 detta statale della morte. Pertanto, non facendo queste infrastrutture, la Calabria è destinata alla desertificazione industriale. In quanto, non vi sono opportunità per gli investitore e crare posti di lavoro.

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