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Mobilità sostenibile: nuove soluzioni per nuove città

Quali sono le nuove forme da prendere in considerazione? Il car sharing condominiale può essere una soluzione...

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Mobilità sostenibile

Si è parlato di mobilità sostenibile, in particolare della condizione attuale dell’urbanizzazione planetaria, dal punto di vista dalle smart mobility e degli smart building, in occasione della Milan Arch Week 2019, presso la Triennale di Milano lo scorso 24 marzo.

L’incontro “Home brand experience: creare comunità residenziali attraverso la mobilità sostenibile” è stato un momento utile per volgere l’attenzione sulle nostre città e quali azioni attuare per poterle rendere sempre più sostenibili e al passo con il rinnovato modo di abitare gli edifici e le nuove esigenze di mobilità.

Moderata da Nicola Saldutti, caporedattore Economia del Corriere della Sera, la tavola rotonda ha visto protagonisti: Stefano Boeri, architetto e urbanista, Giorgio Meszely, founder GaiaGo, Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate, Andrea Boschetti, founder e owner di Studio Metrogamma, Michelle Noussan, senior research Fellow di Feem e Donatella Wallnoffer, architetto e interior designer, founder e owner di 1BF e vice presidente dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura a Milano.

Durante l’incontro, ciascuno dei presenti ha espresso il proprio punto di vista sull’evoluzione dei contesti urbani in ambito di sostenibilità con attenzione sulle attuali difficoltà e sulle possibili soluzioni da adottare per ovviare alla questione organizzativa dei nuovi tessuti urbani e che si evolvono in concomitanza alle esigenze socio-economiche.

Mobilità sostenibile
Fig.1_Da sinistra Stefano Boeri, Michelle Noussan, Donatella Wallnoffer, Andrea Boschetti, Simone Molteni, Giorgio Meszely, Nicola Saldutti

Ma cosa è la sostenibilità?

A tal proposito, Simone Molteni, direttore scientifico di LifeGate, ha mostrato i dati relativi ad un campione di cittadini (base casi: 800 – valori percentuali) che alla domanda, “le è già capitato di sentire le seguenti espressioni?”, hanno risposto mostrando conoscenza delle parole che fanno parte del vocabolario della sostenibilità.

Gli intervistati hanno riconosciuto familiari, con le relative percentuali, le espressioni:

  • energia rinnovabile – 43%;
  • sostenibilità ambientale – 42%;
  • alimentazione sostenibile 38%;
  • sviluppo sostenibile – 33%;
  • casa sostenibile – 29%;
  • azienda sostenibile e azienda sostenibile – 25%;
  • turismo sostenibile 25%;
  • mobilità sostenibile – 23%

Con un risultato totale riassunto ai seguenti livelli:

  • Piena conoscenza – 32% (+10% rispetto al 2018);
  • Conoscenza con riserve – 33%;
  • Non conoscenza – 36%;

I dati descrivono di una consapevolezza diffusa tra gli intervistati ed una piena conoscenza che registra un incremento rispetto allo scorso anno.

Si tratta, indubbiamente, di un segnale positivo che indica un graduale interessamento della società verso la tematica ed un coinvolgimento che tocca 34 milioni di italiani [dato ISTAT calcolato su una popolazione di 50,6 milioni di italiani al primo gennaio 2017].

Sul tema, il punto di vista degli architetti S. Boeri, A. Boschetti e D. Wallnoffer è indirizzato verso le nuove esigenze evolutive che interessano la mobilità e le grandi trasformazioni urbane che passano anche per un nuovo modo di vivere gli edifici che cambiano integrandosi nell’ambiente come il complesso residenziale Il bosco Verticale, che si allontana dai vecchi modelli che vedono strutture parassite ed energivore.

È difficile parlare di sostenibilità secondo innovazione e scenari di integrazione se non si attuano politiche da parte dei governi che rendano, a livello normativo e finanziario, più agili i cambiamenti in modo da allineare le nuove necessità alle realtà attuali. Inoltre, strumenti informatici specifici, aiuterebbero la progettazione di soluzioni al fine di rendere le città più accoglienti incrementando lo spazio a disposizione per le persone che nel futuro prossimo sceglieranno nuove forme di mobilità per migliorare i tempi di spostamento e l’ambiente.

Mobilità sostenibile. Quali sono le nuove forme da prendere in considerazione?

L’ingegnere Michelle Noussan, fondazione Eni Enrico Mattei, ha sottolineato come alla base della mobilità sostenibile vi sia il trasporto pubblico.

Questo rappresenta la radice di futuri modelli integrati di mobilità (piattaforme Mobilityas a Service) per proporre un’alternativa sostenibile all’auto privata.

Esempi di soluzioni alternative alla tradizionali forme di mobilità ci arrivano da città internazionali, come la piattaforma Maas implementata dal gestore del trasporto pubblico locale a Vienna (Austria), il sistema multimodale integrato, con cinque linee di cabinovie per abbattere le disuguaglianze sociali di alcuni quartieri di Medellin (Colombia), il sistema integrato di mobilità, singola carta (dal 1997) per diversi servizi a Hong Kong (Cina) e l’integrazione tariffaria tra bike sharing e trasporto pubblico a Colonia (Germania).

Solitamente parlando di mobilità sostenibile, il pensiero va alle auto elettriche che in prima battuta possono rappresentare una soluzione efficace ma non in toto in quanto il problema degli ingorghi, in questo modo non è scongiurato e fino a quando lo sviluppo delle forme di energie rinnovabili non raggiungerà grande scala, la produzione di energia elettrica manterrà uno stretto legame con l’uso di combustibili.

Tuttavia se si combina la tecnologia delle auto elettriche al trasporto pubblico, possono nascere nuove idee e le soluzioni risultare vincenti.

Se il Car sharing diventasse condominiale?

La condivisione di un mezzo di trasporto all’interno di una comunità non è sempre efficace a causa dell’incuria alla quale è soggetto il mezzo, ma se si restringesse il raggio dell’utenza come ad esempio al caso di una comunità condominiale, il risultato sarebbe differente.

Sulla base di questi aspetti, l’obiettivo, secondo Giorgio Meszely, CEO di GaiaGo è quello di creare una piattaforma di mobilità elettrica unitamente alla fornitura di prodotti assicurativi on demand viene realizzato collegando tre settori: quello assicurativo, il real estate ed il settore della mobilità.

 “Il processo di integrazione tra la smart mobility e la nuova urbanità parte dal dialogo tra le istituzioni, gli operatori di mobilità e di real estate, ma soprattutto dagli architetti, costruttori e ingegneri, cioè coloro che ridisegnano le nostre città mettendoci a disposizione edifici connessi, sostenibili e condivisi – spiega Giorgio Meszely – Questa è l’idea di come noi intendiamo la mobilità: un servizio di sharing, elettrico e accessibile alle comunità, messo a disposizione da condomini, hotel o aziende, attraverso una piattaforma digitale”.

Rispetto al funzionamento del servizio, attraverso l’App dedicata, gli utenti possono condividere un’auto elettrica nel loro condominio, pianificarne l’utilizzo e pagare solo in base al consumo effettivo. Il vantaggio per l’utente si traduce non solo in un risparmio tempo legato agli spostamenti ma anche ad un risparmio di costo rispetto all’acquisto di un’auto di proprietà.

Attraverso la piattaforma GaiaGo vuole far sì che le comunità si dotino, in esclusiva all’interno del proprio condominio, di mobilità elettrica e della relativa infrastruttura di ricarica. Ciò, anche al fine di favorire la sensibilizzazione circa le tematiche ambientali e la decarbonizzazione delle città.

Per ulteriori informazioni: gaiago.com


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