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Sblocca cantieri: Inarcassa sta coi liberi professionisti

No alla reintroduzione dell’incentivo 2% per le attività di progettazione ad opera dei pubblici dipendenti e il ricorso all’appalto integrato

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Avete presente la Libertà che avanza imperiosa sulle barricate francesi con tanto di bandiera e baionetta? Lei è la versione (personificata) di borghesi e popolani, soldati e giovani, tutti uniti per un ideale comune, e che Delacroix ha eletto a emblema della forza repubblicana durante la Rivoluzione francese.
Ora, prendete Libertà e sostituitela a Fondazione Inarcassa: il suo Presidente di Fondazione, Egidio Comodo, ha presentato pesanti dichiarazioni appellandosi al Governo contro le ultime misure dello Sblocca Cantieri, nello specifico contro la reintroduzione dell’incentivo del 2% per le attività di progettazione ad opera dei pubblici dipendenti e il ricorso all’appalto integrato.
La raffigurazione è un’iperbole, ma le dichiarazioni riportate sono citate direttamente dal comunicato stampa ufficiale dell’8 maggio (scaricabile a fine articolo).
Lasciate ai redattori il gusto (forse tutto loro) di andare fuori tema, ogni tanto…

Sblocca cantieri, quali sono le critiche?

“Sbagliato non rivedere il provvedimento nonostante le tante critiche”. Sono tante le discussioni sullo Sblocca Cantieri (DL 32 del 18 aprile 2019), pubblicato solo qualche giorno fa in Gazzetta dopo un lungo iter procedurale. Queste le parole con cui apre il suo appello il presidente di Fondazione Inarcassa Egidio Comodo, che ricordiamo è l’organismo creato da Inarcassa, la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza per gli Ingegneri e Architetti Liberi Professionisti, al fine di tutelare, promuovere e sostenere la categoria professionale.

E ancora: “Ci appelliamo al Governo affinché intervenga per modificare le norme contenute nel Decreto nelle parti riguardarti la reintroduzione dell’incentivo del 2% per le attività di progettazione ad opera dei pubblici dipendenti e il ricorso all’appalto integrato”.

Leggi anche Sblocca Cantieri: professionisti dell’edilizia, cosa cambia?

Per finire, si riporta che altrettanto importante sarebbe intervenire per eliminare dal testo il ricorso all’appalto integrato.
“Il ricorso all’appalto integrato deve essere limitato ai soli casi particolari, quando ad esempio per complessità e particolarità tecnica dell’opera si necessita del supporto diretto dell’impresa. In passato – ha concluso Comodo – ricorrere all’appalto integrato non ha prodotto grandi vantaggi in termini di tempi e qualità progettuale”.

Vedremo quali altre critiche nasceranno e se l’appello Inarcassa avrà seguito.

Fondazione Inarcassa comunicato stampa

 


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