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Notre Dame, incendio: qual è la stima dei danni?

Le capriate, il pinnacolo, le statue, i rosoni, le volte in quali condizioni versano? Sono iniziati i lavori?

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Riportiamo il quadro attuale dei danni in seguito all’incendio del 15 Aprile 2019 e in base a una rassegna delle notizie apparse sui Media e sui Social network. Si tratta di notizie passibili di correzione e aggiornamento.

Notre Dame: i danni

La copertura in legno (risalente parte al XIII e parte al “restauro” di Viollet le Duc del XIX sec.), le capriate, l’impermeabilizzazione di piombo, sovrastanti la navata il transetto e l’abside, sono state completamente perse nell’incendio. La struttura delle volte in pietra ha sostanzialmente retto al collasso delle capriate incendiate, ma ciò ha alimentato l’incendio della copertura come in un braciere. Non sempre accade così, l’incendio del gotico Duomo di York (UK) nel 1984, per esempio, provocò il collasso delle capriate che sfondarono il soffitto ligneo precipitando al pavimento, ma allontanando parte del carico di incendio dalla copertura. Il restauro del York Minster a seguito di tale incendio costò 2.25 Milioni di sterline, 35 anni fa.

Il pinnacolo (La Fleche) al centro dell’incrocio tra navata e transetto, ricostruzione ottocentesca di Eugene Viollet-Le-Duc, in legno e parti di ghisa, è collassato e perduto definitivamente.

Le statue (i 12 apostoli e i 4 evangelisti) presenti sul colmo della copertura attorno al pinnacolo erano state rimosse pochi giorni fa nelle attività di restauro. Per il restauro della Cattedrale di Notre Dame, nel 2014, furono stimati circa 130 Milioni di Euro.

Le volte in pietra sottostanti le capriate, che costituiscono il soffitto ammirabile dall’interno della chiesa, hanno quindi parzialmente retto al collasso della copertura lignea tranne tre vele: una lungo la navata, una al centro della pianta a croce ed una sul transetto. Queste vele sono collassate sul pavimento della navata assieme ai resti delle capriate semi carbonizzate.

Altri danni alle strutture murarie e alle volte sono probabili a causa delle infiltrazioni di acqua per lo spegnimento del fuoco. L’ammaloramento causato dall’acqua potrebbe aver degradato le caratteristiche meccaniche di murature che sinora erano state relativamente protette dalle intemperie portando a potenziali riduzioni della stabilità (manca ora il peso, stabilizzante, della copertura) e della capacità portante delle strutture in elevazione.

Cosa si è salvato?

I tre rosoni sono salvi, così come le vetrate delle pareti e dell’abside, anche se si tratta di capirne i danni causati dall’esposizione al calore, dato che piombo e vetro ne sono sensibili. Le strutture murarie verticali sono in piedi: in altri casi le strutture murarie di chiese gotiche hanno dimostrato buona resilienza agli incendi. Tuttavia, la parte muraria verticale e voltata ha subito stress termici per il calore, ciò potrebbe aver causato distorsioni permanenti e indebolimenti, successivamente al raffreddamento.

Sono iniziati i lavori?

Nella settimana successiva all’incendio sono iniziati i lavori di controventamento delle vele dei rosoni e la stesura di teli a protezione della pioggia, “un grande ombrello per Notre Dame” l’ha subito definito la stampa nazionale. Le operazioni sono state effettuate da Groupe Jarnais, con una squadra di circa 20 persone, con lunga esperienza di operazioni in altri monumenti parigini, a partire dalla Tour Eiffel, mediante tecniche alpinistiche dovendosi operare in emergenza senza ponteggi.

Ben prima di qualsiasi intervento ricostruttivo, ci si sta ponendo il problema di una messa in sicurezza che è tutt’altro che scontata e non avrà tempi brevi.

articolo di Paolo Segala, Ingegnere, CSPFEA Engineering Solutions

Si profila come necessaria una revisione a livello comunitario della normativa sulla sicurezza antincendio, con la collaborazione di architetti da una parte e addetti alla sicurezza dall’altra

>>> Leggi l’articolo Dopo Notre Dame: ecco cosa fare, è semplice


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