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A Inarcassa piace il chiletto di troppo

Bilancio 2018: pesa il 4,9% in più il volume d’affari di ingegneri e architetti

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C’è chi pregusta senza timore l’uovo pasquale e chi si prepara preventivamente (in palestra) agli irrinunciabili zuccherini sopra la colomba. Allo stesso modo c’è chi non si cura troppo di tenere a bada la bilancia e chi invece si pesa ogni mattina, senza le mutande addosso; in fondo non si sa mai, potrebbero spostare l’asticella di 100 grammi… Della prima categoria, ovvero di chi non disprezza un aumento di “peso”, è Inarcassa, che accoglie con plauso l’avanzo economico di 519 milioni di euro del 2018. Ma da cosa viene e chi interessa questo Bilancio positivo? Vediamolo in dettaglio.

Inarcassa, redditi in ripresa?

È stato alla riunione del 17 e 18 aprile che il Comitato Nazionale dei Delegati di Inarcassa ha approvato il Bilancio consuntivo per l’esercizio 2018: nonostante l’annata catastrofica complessiva per l’economia italiana, tornata in recessione, è stata rilevata una nota positiva, ovvero l’avanzo economico di 519 milioni di euro. Questo dato inaspettatamente positivo ha consentito al patrimonio netto dell’Associazione di superare i 10,6 miliardi di euro, con un rendimento lordo del patrimonio pari al 2,21%.

Per approfondire Professionisti: sono sempre dovuti i contributi a Inarcassa?

Ancora qualche cifra: al 31 dicembre 2018, la platea degli associati è rimasta di base stabile rispetto al 2017 (+0,4%) con 168.851 iscritti che si vedono garantiti servizi assistenziali, tutela sociale e sostegno alla professione. Si attestano a 34.192 i pensionati. Questo conteggio è frutto del gettito contributivo annuale che è stato pari a 1.081 milioni di euro e di prestazioni istituzionali che hanno raggiunto, nello stesso anno (il 2018), i 689 milioni di euro.

La dichiarazione del presidente Giuseppe Santoro incensa la solidità dell’Ente, il cui successo deriva dalla forte coesione dei nostri stakeholder di riferimento: associati, organi statutari e consiliari che ben conoscono le regole della previdenza. Queste, per loro natura, devono vincere la sfida del tempo e tutelare le aspettative degli iscritti, garantendo continuità di applicazione e sostenibilità nel tempo. […]  In un ambito sempre più complesso, nel quale le reti sociali appaiono rivestire un compito importante per fronteggiare gli effetti dei profondi mutamenti che stanno interessando la società, sarà ineludibile continuare a coniugare capacità predittiva e tempestività di gestione nel breve, medio e lungo periodo.

E per quanto riguarda redditi e volumi d’affari professionali di ingegneri e architetti?

Questi confermano in questo bilancio di esercizio il dato positivo, ovvero l’incremento nel 2017 del +4,9% rispetto all’anno precedente. La crescita del reddito medio annuo è stata maggiore per gli architetti (+5,1%, ovvero 20.050 euro), che non per gli ingegneri (+4,3%, ovvero 32.215 euro). Per quale motivo, valori positivi se l’economia è in recessione? Nel triennio 2015/2017 l’economia italiana non è andata male, e in quel periodo, seppur lieve, c’è stata una ripresa del settore costruzioni. Ma il gap rimane notevole confrontandolo con i livelli pre-crisi: il valore dei redditi 2017 degli ingegneri iscritti alla Cassa è inferiore del 10% rispetto al 2007; quello degli architetti, che sono effettivamente maggiormente legati al settore delle costruzioni, del 25%.

Diciamo quindi che questo Bilancio consuntivo può far sperare, e che in fondo un po’ di cioccolata, a Pasqua, non ha mai fatto male a nessuno!

 

 


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