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Decreto sblocca cantieri, 79 novità sul red carpet

Vi presentiamo il provvedimento ufficiale e definitivo pronto all'arrivo in Gazzetta Ufficiale

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Aprile dolce dormire. Soltanto il correttore bozze dello Sblocca Cantieri non può riposare. Le versioni circolate in bozza nelle settimane scorse sono ormai decine ed è diventato complicato capire quale sia la più verosimile. Vediamo quindi di prendere in mano il provvedimento ufficiale e definitivo destinato ad approdare in Gazzetta Ufficiale dopo il via libera della Ragioneria e del Quirinale. Sono ben 79 le modifiche al Codice. E speriamo che questo riassunto sia utile anche a chi ha passato le ultime notti in bianco per redigere le quotidiane modifiche al DL.

18 aprile 2019: lo Sblocca cantieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale

Decreto sblocca cantieri, l’elenco delle 79 modiche al codice

Punto nevralgico: il Codice degli appalti, drasticamente ritoccato, da come si legge specialmente nei primi due articoli del DL, divenuto in generale più corposo a causa dei capitoli sulle semplificazioni in area sismica, la rigenerazione urbana, la ricostruzione post-sisma. A seguire (e suggeriamo di prendere fiato): ritorno al regolamento unico in combinazione alla revoca della soft law Anac, rilancio dell’appalto integrato, rientro del minor prezzo per lavori di importo entro i 5,5 milioni di euro, incentivi 2% ai tecnici delle PA e altre novità sui subappalti. Quante sono queste modifiche? Se non abbiamo perso il conto, 79!

Vediamo in dettaglio quelle più interessanti per i professionisti.

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Compenso anticipato e diretto ai progettisti

Benefici a progettisti e fornitori, dato che sarà garantito l’anticipo del 20% del prezzo per ogni tipologia di appalto: già nel documento di gara dovrà essere indicata la modalità di erogazione del compenso. Anche per i progettisti esterni all’impresa ci sarà chance di pagamento diretto da parte delle stazioni appaltanti nel caso di appalti integrati.

180 giorni in attesa del nuovo regolamento

Questo il tempo massimo consentito per l’attesa fino all’arrivo del nuovo regolamento. Il sistema obsoleto costruito su linee guida e regolamenti attuativi resta quindi in vigore per massimo 180 giorni.

Appalto integrato libero fino al 2021

Sarà possibile per le stazioni appaltanti (che avranno fino a due anni e mezzo di tempo) sottomettere a gara progetti fino alla fase definitiva senza alcun vincolo di quelli attualmente previsti, come ad esempio tecnologia complessa o innovazione dell’intervento. Deadline per ricorrere all’appalto integrato per progetti definitivi: 31 dicembre 2020, a patto che il bando sia pubblicato entro 12 mesi dall’approvazione del progetto.

Ritorno agli incentivi 2% per i tecnici delle PA

Così non rischieranno più di perdere incentivi dovendo ricorrere a progettisti esterni, dato che non sarà necessario arrivare al dettaglio esecutivo. Inoltre, il firmatario del progetto non potrà categoricamente assumere ruolo di direttore lavori nel medesimo appalto.

Innalzamento dal 30 al 50% di quota di contratto subappaltatile

L’impresa principale potrà subaffidare la quota di appalto entro il 50%, quota che le stazioni appaltanti dovranno indicare nel bando di gara. DI base quindi, questo rende il tutto modificabile volta per volta e caso per caso.

Prezzo più basso concesso per lavori sotto i 5,5 milioni

Misura sicuramente volta alla velocizzazione dell’assegnazione dei lavori pubblici di minore importo. Sarà di fatto possibile tener conto solo del prezzo minore entro la soglia dei 5,5 milioni di euro, escludendo offerte anomale che ribassano oltre la media. Rimane a 40 mila euro la soglia per gli affidamenti diretti da parte dei funzionari delle PA, ma sale da 150 mila a 200 mila euro l’importo massimo per l’assegnazione degli appalti con procedura negoziata (invito ad almeno tre operatori incluso). Infine, niente più soglie, e oltre i 200 mila euro si prevede procedura aperta con obbligo di gara.

Aiuto alle imprese: limite per qualificazione innalzato

Se finora erano 10 gli anni valutati per la qualificazione, ora il limite si alza a 15, così da dare molta più possibilità alle imprese che avevano sofferto dalla crisi del 2008.

Pareri sui progetti più veloci

Il Consiglio superiore dei lavori pubblici dovrà sistematicamente velocizzarsi dato che non godrà più di 90 giorni bensì di 60 per rilasciare pareri sui progetti. Rimane identica però la soglia oltre cui è necessario l’intervento del Consiglio.
Anche per quanto riguarda l’approvazione delle varianti alle infrastrutture strategiche non è più previsto il vincolo di passaggio al Cipe, a patto che i costi previsti da tali modifiche ricadano entro il 30% del valore del progetto definitivo già vagliato e approvato dal Cipe.

Sì a proposte di concessione “fuori programmazione” rispetto ai programmi delle PA

Sarà concesso la presentazione da parte dei fondi immobiliari e degli istituti nazionali (in partnership pubblico-privata) di progetti non inclusi nel programma dei lavori previsti dalle PA. Si intende con questo il fuori programmazione citato nell’articolo 183, comma 15, primo periodo, del Codice appalti, e che adesso consente di presentare questo tipo di progetti soltanto ad operatori economici.

Lo Sblocca Cantieri “sbloccherà” invece la procedura ammettendo anche:
fondi immobiliari;
– soggetti attuatori dei programmi europei, come stabilisce la UE (in Italia la Cassa Depositi e prestiti, che ricoprirà sempre più ruolo di soggetto promotore autofinanziando opere pubbliche in project financing).

Bandito il rito superaccelerato negli appalti

Non sarà più imposta la contestazione immediata per ciò che concerne ammissioni ed esclusioni, e quindi niente più corsia preferenziale per l’atto decisorio dei giudici.

In questa veste sincopata lo Sblocca Cantieri fa forse un po’ meno paura, e le 79 modifiche, così riassunte, appaiono più “digeribili”… si vedrà cosa ci riserveranno i prossimi sviluppi.

Per approfondire

Legge di Bilancio 2019

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Giuseppe Moschella, 2019, Maggioli Editore

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