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Dissesto idrogeologico, in Gazzetta le cure per il nostro territorio

Sulla GU n. 88 del 13 aprile anche la Cabina di regia Strategia Italia

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Pubblicati in Gazzetta Ufficiale (la n. 88 del 13 aprile 2019), sia il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 15 febbraio 2019, sia quello del 20 febbraio 2019. Il primo istituisce la Cabina di regia del Piano Strategia Italia, il secondo invece è l’Approvazione del Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale. Questa serie di decreti articola in realtà molteplici programmi e piani obiettivo volti alla prevenzione, alla manutenzione e alla ripartizione delle risorse finanziarie in merito al rischio idrogeologico dl nostro territorio.

Già lo scorso 4 aprile il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa, aveva approvato (ancora in esame preliminare), il disegno di legge che realizza gli obiettivi indicati dal Piano per la mitigazione del rischio idrogeologico Proteggi Italia da 11 miliardi di euro per il triennio 2019-2021.

Vediamo in dettaglio cosa si sta tentando di fare per il nostro territorio “dissestato”.

 

Dissesto idrogeologico e Cantiere Ambiente, quali novità?

Il testo del cd. “Cantiere Ambiente” introduce le disposizioni per la mitigazione del dissesto idrogeologico e la salvaguardia del territorio e contiene fra le altre le seguenti novità:
– attribuzione ai Presidenti delle Regioni del ruolo di Commissari contro il dissesto idrogeologico;
– il Programma d’Azione Triennale finalizzato alla mitigazione del rischio e salvaguardia del territorio;
– l’ingresso di una nuova figura quella del green manager, così come dei Nos – i nuclei di supporto operativo – ovvero figure tecniche attivate su richiesta delle Regioni.

Il DDL verrà trasmesso adesso, per l’acquisizione del parere di competenza, alla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.

Le misure definite nel Cantiere-Ambiente contro il rischio idrogeologico delineano una nuova linea del governo che cambia la priorità dei progetti da realizzare.

Finora erano privilegiati i progetti in siti con maggiore densità abitativa e, restavano fuori da questa scala di priorità i piccoli centri abitati. Adesso tutto cambia.

Grazie al Programma d’Azione triennale che, sarà trasmesso al Ministero dell’Ambiente, entro 60 giorni verranno definiti i cantieri da aprire e, dunque, gli interventi da finanziare. Tutto in totale trasparenza, mediante specifiche priorità definite con un apposito decreto.

Leggi anche Dissesto idrogeologico: l’ambiente chiama, il ddl Cantiere Ambiente risponde. Forse…

Saranno ammissibili, inoltre, solo gli interventi indicati espressamentenel programma d’azione triennale che potranno riguardare esclusivamente:
– la messa in sicurezza dei corsi d’acqua;
– la realizzazione di sistemi per la moderazione delle piene;
– la difesa e il consolidamento delle aree instabili,
– la difesa delle infrastrutture e degli abitanti dai fenomeni di dissesto;
– la protezione delle coste, la gestione del rischio;
– gli interventi in grado di garantire la riduzione del rischio idrogeologico e il miglioramento dello stato ecologico dei corsi d’acqua e la tutela degli ecosistemi e della biodiversità.

Inoltre, fra i lavori ammissibili saranno comprese anche quelle attività di progettazione, anche non definitiva, il mantenimento o il ripristino delle infrastrutture esistenti, i miglioramenti delle reti infrastrutturali pubbliche e i lavori complementari necessari per rendere le opere fruibili..

Infine, «arrivano nuove modalità di erogazione dei finanziamenti con il passaggio dal sistema del rimborso a quello degli acconti garantiti, con semplificazione e riduzione dei trasferimenti – spiega il Ministro Sergio Costa – Per cui si provvede all’immediato pagamento del 30 % dell’importo indicato, mentre le tranches successive verranno corrisposte in relazione allo stato di avanzamento dei lavori. Il più grande cantiere del Paese è pronto a partire».

Ecco in sintesi i punti di maggior rilievo inseriti nel testo del disegno di legge in commento.

Commissari contro il dissesto idrogeologico

Il metodo di programmazione degli interventi è riorganizzato, mediante l’attribuzione ai Presidenti delle Regioni, designati quali Commissaricontro il dissesto idrogeologico, ai sensi dell’art.10 c.1 del DL n.91/2014, il compito di predisporre un Programma d’Azione con valenza triennale finalizzato alla mitigazione del rischio e salvaguardia del territorio.

Al fine di semplificare e velocizzare la fase di realizzazione delle opere è stato disposto un riordino e ampliamento dei poteri dei commissari, i quali avranno anche funzioni di coordinamento e realizzazione degli interventi previsti e, in deroga alle regole del Codice Appalti, si consente loro il ricorso all’affidamento della progettazione esecutiva e dell’esecuzione di lavori sulla base del progetto definitivo, indipendentemente dall’importo dei lavori, nel rispetto di quanto previsto dalle enormeeuropee sugli appalti pubblici.

Programma triennale d’azione

La procedura per l’adozione del programma è definita all’articolo 2, Nel programma d’azione, per ogni anno, saranno indicati:
– i comuni e i territori coinvolti;
– la descrizione tecnica;
– le singole stime di costo.

Fondi

Sono state individuate nuove le modalità di erogazione dei fondi a favore dei Commissari e, rispetto la previgente normativa, sono state semplificate e velocizzati i tempi di assegnazione dei fondi, prevedendo l’erogazione attraverso successive anticipazioni. Inoltre i Commissari potranno procedere alle attività di progettazione e realizzazione degli interventi a seguito dell’adozione del Provvedimento delle risorse e anche dell’effettiva disponibilità di cassa.

Banche dati

Finalizzata alla semplificazione è disposto l’utilizzo delle banche per ottimizzare la procedura di inserimento delle informazioni e dei dati relativi al dissesto. Un decreto da emanare dovrà indicare le modalità di implementazione di un unica Banca dati – ovvero di quella pubblica (BDAP) – con i dati tecnici relative agli interventi indicizzati dal sistemaRendis.

Assistenza tecnica ai commissari

I Commissari per l’espletamento delle loro attività contro il dissesto idrogeologico potranno essere assistiti il ddl, in tal senso, individua all’articolo 6 quali sono le strutture adibite a fornire supporto e assistenza tecnica.

I Commissari potranno avvalersi delle strutture e del personale delle altre Amministrazioni ovvero di quelle di:
– società ANAS SpA;
– consorzi di bonifica e autorità di distretto;
– strutture commissariali esistenti;
– società a totale capitale pubblico o delle società da esse controllate.

In ogni regione saranno istituiti i Nuclei Operativi di Supporto (NOS)composti da esperti in materia. E’ compito di ciascun Commissario, mediante specifiche convenzioni con il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e Sogesid SpA, costituire i NOS.

Inoltre, sarà istituita – presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare – una Segreteria tecnica, composta da 7 persone scelte con procedura pubblica fra soggetti dotati di comprovata:
– esperienza pluriennale tecnico-scientifica nel settore dell’ingegneria civile e ambientale;
– esperti di diritto ambientale, pubblico e amministrativo;
– esperti in contratti pubblici.

Fondo realizzazione programmi

Il DDL dispone l’istituzione presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare di un fondo finalizzato alle attività progettuali per la realizzazione dei programmi. Il fondo ammonta a 100.000.000 di euro per ciascuno degli anni 2019, 2020, 2021.

Green manager

È istituita nell’ambito di ogni Pubblica Amministrazione la figura del “Green manager” che avrà il compito di assicurare la corretta attuazione della normativa ambientalenell’ambito dell’Amministrazione di appartenenza attraverso:
– la verifica dell’attuazione dei Programmi d’azione triennali e predisponendo una relazione trimestrale sullo stato delle attività poste in essere, in coordinamento con i NOS;
– la promozione dell’attuazione delle disposizioni in materia di mobilità sostenibile;
– la supervisione e la promozione delle attività di efficientamento energetico e idrico;
– la realizzazione di campagne di informazione;
– la partecipazione ai processi decisionali relativi alla tutela dell’ambiente.

Interventi su previgenti norme

Il DDL apporta modifiche al Decreto “Sblocca Italia” (DL n.133/2014) autorizzando le misure previste per i casi di “estrema urgenza” anche per gli interventi in materia di mitigazione del rischio idrogeologico indicati nel Programma d’azione triennale. Inoltre, è disposto che tali interventi siano esenti dalla clausola “Stand still” relativa alle procedure di appalto, in tal modo non si dovrà, dunque, attendere il lasso di tempo di norma previsto fra aggiudicazione definitiva e stipula del contratto.

Trovi qui la GU n.88 del 13 aprile

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