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Bonus casa e bonus mobili: quale documentazione va consegnata al CAF?

Invio all'ENEA dei dati per il bonus casa e il bonus mobili: quale documentazione va consegnata al CAF per la detrazione?

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E ancora: come regolarsi in caso di più soggetti che hanno diritto all’agevolazione per compilare la documentazione visto che non si possono indicare i nomi di tutti? E cosa fare se si scopre, invece, di aver commesso errori su una pratica già inviata? A queste e ad altre domanda risponde direttamente l’Enea con le nuove faq pubblicate sul sito dedicato alle spese del 2019, on line da pochissimi giorni a questo indirizzo.

Bonus casa e mobili: codice di invio obbligatorio

La documentazione, ricorda per prima cosa l’Enea, deve essere inviata entro 90 giorni dalla data di fine lavori, oppure dalla data degli acquisti nel caso di bonus mobili. Una volta conclusa la procedura occorre stampare e firmare la copia, che va conservata ed esibita al CAF. Per procedere alla richiesta di detrazione in sede di dichiarazione dei redditi, infatti  è necessario avere la copia  e il codice CPID (Codice Personale Identificatico) che viene inviato per posta elettronica dall’Enea, una volta ricevuta la documentazione.

E se ci sono più beneficiari?

Il sistema consente, però, l’indicazione di un solo soggetto come beneficiario della detrazione. Come regolarsi, dunque, quando l’agevolazione spetta a più soggetti, ad esempio moglie e marito, che hanno diviso il pagamento delle spese? In questo caso, spiega l’Enea,  la documentazione da inviare dovrà essere a nome di uno qualsiasi dei soggetti interessati,  con l’indicazione di tutti gli interventi effettuati e di tutte le spese sostenute.

Per consentire a tutti di avere la detrazione spettante occorre però indicare che si invia la richiesta anche a nome di altri, spuntando la voce “Si” nel campo “Richiesta anche per conto di altri”. Quindi i dati anagrafici saranno solo quelli del richiedente che invia le schede anche per gli altri beneficiari, e anche la fattura può essere unica purché riporti i nominativi di tutti i soggetti che, avendo concorso alle spese, richiederanno le relative detrazioni nella propria dichiarazione dei redditi. Farà testo per questo la copia della documentazione inviata.

Cosa fare in caso di errori?

E cosa fare, invece, se si scopre solo dopo aver premuto l’ultimo “invio” di aver commesso qualche errore? In questo caso, spiega l’Enea, basta accedere all’area personale del sito cliccando sul link “Modifica pratica”. La modifica annulla e sostituisce la precedente pratica; al termine della correzione si dovrà, quindi, rinviare la pratica modificata per ottenere un nuovo codice CPID.

Ma fate attenzione! Attenti a non annullare la pratica prima ancora di averla modificata. Se infatti per errore si dovesse cliccare sul link “Annulla pratica”, quella originale verrebbe cancellata e se sono già trascorsi 90 giorni dal termine dei lavori, il sistema non permetterà l’inserimento di una nuova pratica che sostituisca la vecchia. Inoltre si raccomanda di conservare entrambe le ricevute, quella della prima compilazione e quella della successiva modifica, in modo da dimostrare di avere effettivamente inserito la propria pratica entro 90 giorni dal termine dei lavori e di averla modificata solo in seguito.

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