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Circolare NTC 2018: le verifiche su edifici esistenti in muratura

Le verifiche di edifici esistenti in muratura e in particolare il calcolo dei cinematismi locali di piano nella Circolare delle NTC 2018.

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La Circolare delle NTC 2018 è pubblicata in Gazzetta Ufficiale. Vediamo cosa dice a proposito delle verifiche di edifici esistenti in muratura e in particolare sul calcolo dei cinematismi locali di piano.

Qui trovi il testo della Circolare

Circolare NTC 2018: cosa dice sulle verifiche?

In generale, la valutazione della sicurezza consiste nell’identificazione delle criticità nei confronti delle azioni considerate, sia non sismiche, come pesi propri, sovraccarichi e azioni climatiche, sia sismiche. La prima cosa da notare è che non è sufficiente la verifica sotto l’effetto dell’azione sismica, ma è fondamentale assicurarsi un adeguato livello di sicurezza anche nei confronti delle azioni non sismiche.

Per quanto riguarda le costruzioni esistenti di muratura, la valutazione della sicurezza deve essere effettuata nei confronti dei meccanismi di collasso, sia locali, sia globali, ove questi ultimi siano significativi; la verifica dei meccanismi globali diviene, in genere, significativa solo dopo che gli eventuali interventi abbiano eliminato i meccanismi di collasso locale.

Veniamo alle verifiche degli edifici in muratura. La circolare raccomanda di effettuare le verifiche sia per i meccanismi locali che per i meccanismi globali. I meccanismi globali possono essere indagati sia con analisi lineari (ad esempio analisi statiche lineari o dinamiche lineari) che con analisi non lineari (ad esempio l’analisi statica non lineare di pushover). Come si desume dal nome coinvolgono la modellazione dell’intero edificio.

I meccanismi locali invece sono limitati a porzioni di fabbricato, sono trattati nel paragrafo C8.7.1.2 della Circolare

I materiali

Devono essere considerate la qualità della tessitura muraria (anche in termini di ingranamento nello spessore), degli ammorsamenti tra le pareti e delle connessioni tra le pareti e gli orizzontamenti, la presenza di catene o altri elementi atti ad assorbire spinte (speroni e contrafforti) e le interazioni con altri elementi appartenenti alla costruzione o agli edifici adiacenti.

La qualità della tessitura muraria è fondamentale perché muratura di scarsa qualità può subire fenomeni di disgregazione prima dell’attivazione dei cinematismi locali.

Le forme

Le forme ricorrenti con cui i meccanismi locali si manifestano, identificate e classificate per le diverse tipologie di edifici in base alle esperienze maturate nel passato, sono riportate su linee guida e pubblicazioni scientifiche e costituiscono un utile riferimento per definire le modalità di collasso.

Nell’immagine seguente, alcuni esempi di cinematismi reperibili in letteratura e calcolabili con software di calcolo.

Come determinare quale cinematismo si attiverà per primo?

Al fine di valutare il corretto moltiplicatore dei carichi è necessario valutare la catena cinematica a cui corrisponde il minor moltiplicatore di collasso.

È possibile fare calcoli manuali oppure utilizzare software di calcolo per la determinazione del moltiplicatore di collasso.

Ad esempio PRO_CineM di 2S.I. esegue una procedura iterativa, ipotizzando almeno 1000 posizioni della cerniera per ciascuna parete e per ciascuna direzione, identificando poi automaticamente la posizione della cerniera col minore moltiplicatore.

Ulteriori approfondimenti e un videocorso sull’analisi dei cinematismi sono disponibili a questo link.


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