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Legge di Bilancio 2019, le novità di cui non si parla mai

Riguardano la bonifica dell'amianto, il campo immobiliare, Resto al Sud, le ZFU a Genova, le ZFU in centro Italia e la gestione delle macerie nelle Marche post terremoto, lo Sport Bonus

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legge di bilancio 2019

Nella Legge di Bilancio 2019, entrata in vigore il 1° gennaio, ci sono diverse novità interessanti. Oltre a quelle di cui si parla di più, come i bonus casa prorogati per tutto il nuovo anno e la fattura elettronica contenuta nel collegato fiscale, ce ne sono altre di cui si sa meno. Riguardano:
– la bonifica dell’amianto,
– la mobilità elettrica,
– le autostrade ciclabili,
– cedolare secca, IMU e Tasi,
– le agevolazioni per i liberi professionisti con il nuovo Resto al sud,
– il nuovo Sport Bonus
– la gestione delle macerie nelle Marche dopo il terremoto,
– le ZFU nel centro Italia e a Genova,
– il recupero delle periferie

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Legge di Bilancio 2019

Legge di Bilancio 2019

Giuseppe Moschella, 2019, Maggioli Editore

L'ebook contiene l'analisi delle novità e delle proroghe per l'edilizia e i professionisti tecnici contenute nella Legge di Bilancio 2019 (L.145/2018) e del collegato D.L. fiscale (D.L.119/2018): • Proroga delle detrazioni per gli interventi in edilizia ("Bonus casa")• "Bonus...



Legge di Bilancio 2019: novità per bonifica amianto

La Legge di bilancio 2019 stabilisce che spetta un credito d’imposta nella misura del 65%. per interventi su edifici e terreni pubblici effettuati dopo il 31 dicembre 2018 e finalizzati bonifica ambientale (rimozione dell’amianto compresa), prevenzione e risanamento del dissesto idrogeologico, realizzazione o ristrutturazione di parchi e aree verdi attrezzate e recupero di aree dismesse pubbliche.

Leggi anche Bonifica amianto, nuovi termini per i luoghi di lavoro 

e Bonifica amianto: i luoghi di interesse pubblico

Micromobilità elettrica e autostrade ciclabili

Si parte poi con la sperimentazione nelle città della circolazione su strada di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica (segway, hoverboard e monopattini). Istituito un Fondo per le autostrade ciclabili per il 2019: 2 milioni di euro.

Novità cedolare secca, IMU, Tasi

Per la proprietà immobiliare, i due aspetti più importanti sono l’avvio della cedolare secca del 21% per gli affitti commerciali e lo sblocco degli aumenti dei tributi locali, fra cui Imu e Tasi. Il Governo ha tentato di attenuare il dilagare di locali commerciali sfitti, causato anche dall’eccesso di tassazione sui locatori. Ma la misura è limitata ai contratti di locazione stipulati nel corso del 2019: bisognava stabilire che tutti i nuovi contratti fossero inclusi nel regime fiscale sostitutivo. Come, del resto, Confedilizia chiede da tempo.

Il via libera ai Comuni per l’aumento di Imu e Tasi (e addizionali Irpef) è un ulteriore aumento dello spropositato carico fiscale patrimoniale: lo sblocco delle aliquote potrebbe avere anche ricadute negative sul piano sociale, mettendo molto a rischio gli affitti a canone concordato, sui quali le aliquote di Imu e Tasi si erano finora mantenute relativamente più contenute (e che attendono anche la stabilizzazione della cedolare del 10%). Di conseguenza, i proprietari saranno più spinti a scegliere i contratti a canone libero. E, anche questa cosa, è stata più volte sottolineata da Confedilizia.

Nella legge di bilancio 2019 ci sono poi:
– la deduzione Imu per gli immobili strumentali,
– il ripristino della piena deducibilità da parte delle società immobiliari degli interessi passivi di finanziamenti ipotecari su immobili destinati alla locazione,
– la proroga della maggiorazione Tasi dello 0,8%.

Resto al Sud 2019

La possibilità di fruire delle agevolazioni di Resto al Sud, finora riservate solo agli under 36, nella Legge di Bilancio 2019 è stata estesa anche agli under 46 e ai liberi professionisti. Ricordiamo che Resto al Sud è l’incentivo del governo, gestito da Invitalia, per sostenere la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno, cioè Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nel 2018 con Resto al Sud sono nate oltre 2.200 imprese nel Mezzogiorno e sono stati creati più di 8.200 posti di lavoro. Viene offerta una possibilità a chi vuole investire sulle proprie competenze ma ha difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro.

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Resto al Sud: chi può usufruirne?

– finora riservato agli under 36, l’agevolazione è estesa agli under 46 e ai liberi professionisti
– le agevolazioni valgono per per l’avvio di imprese in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
– accedono all’incentivo i liberi professionisti che, nei 12 mesi precedenti la richiesta di agevolazione, non hanno avuto partita Iva per un’attività analoga a quella proposta per il finanziamento
– per avere l’agevolazione, il professionista deve mantenere la sede operativa nelle regioni interessate
– possono beneficiarne i professionisti, ex dipendenti di uno studio
– può usufruirne chi vuole aprire in proprio
– chi vuole uscire da una situazione di precariato o lavoro irregolare
– chi vuole investire sulle proprie competenze ma non riesce a trovare lavoro

Resto al sud: caratteristiche del finanziamento

– copre il 100% delle spese ammissibili
– è un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo
– è un finanziamento bancario pari al 65% dell’investimento complessivo, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi del finanziamento sono interamente coperti da un contributo in conto interessi
– l’importo massimo del finanziamento erogabile è di 50mila euro per ciascun socio, fino ad un ammontare massimo complessivo di 200mila euro.

Come fare richiesta?

Le domande, corredate da tutta la documentazione relativa al progetto imprenditoriale, vanno inviate a Invitalia, attraverso questo link dal sito invitalia.it. L’Agenzia esamina i progetti in base all’ordine cronologico di arrivo, ne valuta la sostenibilità tecnico-economica e da una prima risposta formale entro 60 giorni dalla presentazione. È possibile seguire l’iter del progetto attraverso l’App dedicata Resto al Sud, totalmente gratuita.

Sport Bonus 2019

I commi 350-357 ampliano il credito d’imposta istituito dalla legge di bilancio 2018 per le erogazioni liberali destinate a interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche.

Sport Bonus 2018 e 2019: differenze

Per il 2019 lo Sport Bonus è stato alzato dal 50% al 65% il credito d’imposta.
Viene riconosciuto nel limite del 20% del reddito imponibile e ai titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui. Per il 2018, invece, l’agevolazione era riconosciuta, nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, in misura pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro fino a 40mila euro effettuate nel corso dell’anno.

Il limite complessivo di spesa previsto per lo sport bonus è pari a 13,2 milioni di euro (nel 2018 era di 10 milioni di euro).

Ripartizione in tre quote annuali di pari importo, per i titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione tramite il modello F24. Per i titolari di reddito d’impresa, il tax credit non ha importanza ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Allargata la platea dei beneficiari: possono accedere persone fisiche, enti non commerciali e soggetti titolari di reddito d’impresa (nel 2018 era solo per le imprese).

Riconosciuto per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche (nel 2018 era solo per gli interventi di restauro o ristrutturazione).

Le erogazioni devono essere destinate ai concessionari o agli affidatari degli impianti.

Adempimenti per lo Sport Bonus 2019

i beneficiari delle erogazioni devono:
– comunicare immediatamente all’Ufficio per lo sport della presidenza del Consiglio dei ministri l’ammontare delle somme ricevute e la loro destinazione;
– fare pubblicità di queste informazioni, attraverso l’utilizzo di mezzi informatici
– entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino all’ultimazione dei lavori, comunicare all’Ufficio per lo sport lo stato di avanzamento dei lavori e la rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme.

Terremoto del 2016

Gestione delle macerie: le Marche rimangono autonome

Il contenuto dell’articolo 28 che dava alla Regione Marche l’autonomia nella gestione delle macerie è riapparso alla fine dei giochi in uno degli ultimi commi della Legge di Bilancio 2019, il numero 1131.

Dichiara il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli: “La norma dimostra come l’attuale esecutivo continui a sottovalutare le conseguenze del sisma che ci ha messo in ginocchio due anni fa. Per fortuna il contenuto dell’articolo 28 che dava alla Regione l’autonomia nella gestione delle macerie è riapparso in uno degli ultimi commi della legge, il 1131. Pertanto tutta la gestione delle macerie continua come sino ad ora stabilito. Ci sembrava davvero incomprensibile, come avevamo già dichiarato, che questa attività non venisse prorogata”.

Fondi anche per le altre regioni

La norma modifica l’articolo 44, comma 6-ter del D.L. n. 189/2016, al fine di stabilire che gli spazi finanziari previsti a favore delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, colpite dagli eventi sismici verificatisi a far data dal 24 agosto 2016, sono destinati a interventi connessi ai suddetti eventi sismici, all’adeguamento antisismico e alla messa in sicurezza degli edifici ma anche a interventi di messa in sicurezza delle infrastrutture.

ZFU sisma Centro Italia fino al 2020

L’articolo 759 della Legge di Bilancio 2019 estende le agevolazioni previste alle imprese che intraprendono nuove iniziative economiche all’interno della stessa ZFU entro il 31 dicembre 2019, eccetto le aziende del settore edilizia e impiantistica al 24 agosto 2016 non avevano la sede nei territori coinvolti dagli eventi sismici. Ampliata inoltre la fruibilità delle agevolazioni al 2019 e 2020, a valere sulle risorse non fruite dalle imprese beneficiarie. L’INPS, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della Legge, emanerà provvedimenti per disciplinare le modalità di restituzione dei contributi non dovuti dai soggetti beneficiari delle agevolazioni.

400 milioni per i piccoli comuni

I commi da 107 a 114 disciplinano l’assegnazione, entro giovedi 10 gennaio 2019, di contributi da parte del Ministero dell’interno ai comuni, per un limite complessivo di 400 milioni di euro, per gli investimenti in messa in sicurezza di scuole, strade, edifici pubblici e patrimonio comunale. Non c’è nessuna selezione di progetti. L’unica condizione è che i lavori non siano già integralmente finanziati da altri soggetti, e che tali finanziamenti siano aggiuntivi rispetto a quelli inseriti nei programmi triennali di cui all’articolo 21 del D.Lgs. n. 50/2016. Leggi tutti i dettagli per le scuole.

Liguria: finanziamento per eventi calamitosi

Il comma 125 assegna 8 milioni di euro per il 2019 al Presidente della Regione Liguria in qualità di Commissario Delegato, per interventi di progettazione e ripristino di opere a mare, danneggiate dagli eventi calamitosi del 29 e 30 ottobre 2018.

ZFU Genova

Le aziende con sede principale o una sede operativa nella ZFU nel territorio di Genova possono richiedere le agevolazioni fiscali previste per la prosecuzione delle proprie attività all’interno del capoluogo ligure, in alternativa ai benefici degli articoli 3 e 4, Dl 109/2018. Esenzioni (per il primo anno di attività) anche per le imprese che avviano l’attività nella ZFU entro il 31 dicembre 2019.

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