Equo compenso, sottosegretario Morrone incontrato da CUP e RPT

Il Sottosegretario di Stato del Ministero della Giustizia Jacopo Morrone (Lega) si è incontrato con i rappresentanti degli Ordini e Collegi vigilati dallo stesso Ministero, presso la Sala Livatino del Ministro della Giustizia per parlare di equo compenso e di altre proposte. Come dichiarato dallo stesso Sottosegretatio, l’obbiettivo è quello dare inizio ad un confronto con le professioni ordinistiche che sia in grado di delineare, entro maggio, provvedimenti normativi che possano contribuire a risolvere quelle problematiche inerenti alla regolamentazione delle professioni e per migliorare le condizioni di lavoro dei professionisti.

Equo compenso, la volontà del Sottosegretario Morrone

Il Sottosegretario Jacopo Morrone da una parte ha sottolineato la volontà di rivedere le norme che determinano le procedure elettorali degli ordini e collegi, per poterle semplificare e dall’altra, i provvedimenti che assicurino la dignità del lavoro professionale, per quanto riguarda la corretta e concreta applicazione dell’equo compenso.

Durante l’incontro, al Sottosegretario sono state illustrate dalla Rete delle Professioni Tecniche e dal Comitato Unitario delle Professioni, determinate problematiche. Nello specifico, la Rete delle Professioni Tecniche ha evidenziato il bisogno di portare a termine il processo di riforma degli ordinamenti professionali, già cominciato nel 2011/2012. Tra gli interventi individuati vi è quello sulla disciplina dell’obbligo assicurativo, sulla semplificazione delle procedure di istituzione e gestione dei consigli di disciplina e sulle modalità di espletamento dell’obbligo della formazione continua.

Inoltre, viene chiesto di aggiornare il prima possibile i compensi dei periti e dei consulenti tecnici d’ufficio. Il Comitato Unitario delle Professioni ha anche chiesto di intervenire anche per dare attuazione al principio di sussidiarietà, determinando gli atti pubblici che possono essere rimessi ai professionisti ordinistici. Infine, viene richiesto che il principio dell’equo compenso venga elevato a diritto del professionista nei confronti di tutti i committenti (sia privati che pubblici).

Leggi anche: Legge di Bilancio 2019, equo compenso: no all’obbligo per tutti

Una volta terminato l’incontro, è stata fissata una nuova data verso gennaio per un nuovo tavolo di lavoro, ponendosi come fine l’individuazione dei provvedimenti da porre all’attenzione del Governo Conte e del Parlamento. Nelle prossime settimane, gli Ordini e i Collegi professionali spediranno le richieste e le proposte inerenti alla tematica trattata.

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