Codice Appalti, RPT: no centrale di progettazione sì regolamento unico

In merito alla riforma del Codice Appalti, è intervenuta la Rete delle Professioni Tecniche (RPT) in audizione in Senato presso la Commissione Lavori Pubblici e ha sottolineato la sua contrarietà alla centrale unica di progettazione sulla base della necessità di tenere separati il ruolo di “controllore” e “controllato” nelle gare relative all’affidamento dei servizi di ingegneria e architettura. Ha consegnato alla stessa Commissione una lista dei principi a cui dovrebbe ispirarsi la riforma ed un documento contenente tutti gli emendamenti che propone rispetto all’attuale testo del Codice Appalti.

Codice Appalti, è partita l’indagine conoscitiva

In audizione presso l’VIII Commissione Lavori Pubblici, in Senato, sono stati ascoltati alcuni rappresentanti della Rete delle Professioni Tecniche, nell’ambito dell’indagine conoscitiva annunciata all’inizio di novembre in relazione alla riforma del Codice Appalti.

Nel corso dell’indagine conoscitiva si prevede saranno sentiti oltre 35 soggetti, che potranno avanzare consigli e proposte di miglioramento e evidenziare le criticità incontrate nell’applicazione dell’attuale Codice Appalti per giungere a redigere un nuovo documento.

Codice Appalti, principi fondamentali delle proposte RPT

Sono diversi i principi fondamentali elencati dai rappresentanti della RPT nel corso dell’audizione: la centralità del progetto attraverso il concorso di progettazione a due gradi come strumento prescelto utile per procedere alla selezione del progetto migliore per realizzare le opere di architettura, l’abolizione dell’accordo quadro previsto per i servizi di ingegneria e architettura, l’ampliamento della valutazione dei curriculum dei professionisti fino a ricomprendere l’intera carriera senza limitazioni di tempo, il ripristino di un unico regolamento di attuazione del codice, in sostituzione della soft-law che non ha portato agli esiti sperati, la trasformazione della progettazione in una cabina di regia indispensabile per la programmazione e per la gestione di un fondo di rotazione.

La Rete delle Professioni Tecniche ha altresì consegnato alla Commissione Lavori Pubblici un documento riepilogativo contenente in sintesi questi principi dai quali, secondo i rappresentanti della RPT, dovrebbe essere ispirata la riforma del Codice Appalti e un documento completo riportante tutti gli emendamenti relativi alle proposte di revisione rispetto all’attuale testo.

Codice Appalti, RPT è contraria alla centrale unica di progettazione

Per RPT è importante mantenere separati i ruoli di “controllore” e di “controllato” durante il processo di esecuzione dei lavori pubblici. I rappresentanti di RPT sostengono che il compito di verificare e di controllare l’intero processo di esecuzione delle opere pubbliche debba essere affidato ai pubblici dipendenti, mentre il ruolo della progettazione dei lavori debba essere riservato ai liberi professionisti e alle società di ingegneria. Questa proposta non collima con la centrale unica per la progettazione delle opere pubbliche, la cui istituzione è ipotizzata per il 2019, ma che sta già raccogliendo perplessità e pareri negativi. RPT propone di trasformare la centrale di progettazione in una cabina di regia per la programmazione e per la gestione di un fondo di rotazione fondamentale per riuscire a finanziare la prima fase della progettazione e permettere l’auspicata ripartenza del settore dei lavori pubblici.

Codice Appalti, RPT è favorevole al regolamento unico

A parere di RPT, l’affidamento dei lavori deve avvenire sulla base del progetto esecutivo, abolendo qualsiasi deroga a favore dell’appalto integrato. L’obiettivo di accorciare i tempi di realizzazione determina, però, la necessità di una progettazione semplificata riguardante gli interventi di manutenzione sia ordinaria che straordinaria.

RPT propone un unico regolamento di attuazione del Codice Appalti per superare la “Soft-Law” che ha deluso le aspettative. Numerosi regolamenti attuativi e linee guida sono ancora in fase di definizione e stanno producendo difficoltà e dubbi nella loro applicazione.

RPT ritiene sia necessario aprire il mercato dei lavori pubblici a quegli operatori economici che non hanno potuto lavorare negli ultimi anni, attraverso l’abolizione dei limiti di tempo nella valutazione curriculare, l’abolizione dell’accordo quadro, il mancato utilizzo del criterio di selezione del prezzo più basso anche al di sotto dei 40mila euro e la revisione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa in modo da ridurre il valore del ribasso del corrispettivo a favore della qualità dell’offerta.

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Codice Appalti, tempistica per giungere alla riforma

Avviata l’indagine conoscitiva, ora mancano numerose audizioni, anche di altri soggetti che con molta probabilità presenteranno richieste diverse. Infatti, la consultazione pubblica lanciata in estate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti aveva raccolto dagli operatori proposte contrastanti. L’Ance aveva avanzato la richiesta di ritornare all’appalto integrato, mentre l’Oice, l’Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica, aveva ribadito che era necessario tenere separati i ruoli di progettista e costruttore.

La Rete delle Professioni Tecniche ha manifestato la propria soddisfazione per l’esito dell’audizione, in quanto ha riscontrato disponibilità al confronto e ha incamerato la condivisione in linea generale sulle idee proposte, da parte dei senatori intervenuti. Ora RPT si auspica che anche il Governo sia interessato alla collaborazione con gli addetti ai lavori, consapevole del loro fondamentale contributo. Sicuramente però ci vorrà del tempo per giungere ad una sintesi e per poter procedere a riscrivere il Codice Appalti.

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