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Progettisti, come valutarne la capacità: criteri ambientali minimi

Arrivano chiarimenti sull'utilizzo dei materiali recuperati o riciclati e sul miglioramento delle prestazioni del progetto da parte del Ministero dell'Ambiente

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Progettisti, come valutarne la capacità: criteri ambientali minimi

Il Ministero dell’Ambiente ha spiegato come applicare il Decreto Ministeriale 2017, parlando espressamente di valutazione della capacità tecnica dei progettisti e di miglioramento delle prestazioni del progetto e di utilizzo dei materiali riciclati: ovvero dei Criteri Ambientali Minimi, da utilizzare per quanto concerne l’affidamento di servizi di progettazione e i lavori di nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione degli edifici pubblici.

Progettisti, la capacità tecnica

Il Ministero dell’Ambiente ha chiarito che il professionista accreditato è quel professionista che è risultato essere in grado di aver superato un esame di accreditamento, svolto presso Organismi di livello nazionale o internazionale, chiaramente accreditati come previsto dalla norma internazionale ISO/IEC 17024 – “Requisiti generali per gli Organismi che operano nella certificazione del personale” e, inoltre, abilitati per concedere la Certificazione ambientale degli edifici secondo i rating systems più diffusi come LEED, BREEAM, WELL.

Inoltre, le figure specializzate (ai sensi del D.lgs 102/2014) per quanto concerne le diagnosi energetiche, sono:

– Le Energy Service Company, certificate ai sensi della norma UNI CEI 11352:2014
– Gli Auditor energetico certificati ai sensi della norma UNI CEI 16247, parte 5
– Gli esperti di gestione dell’energia, certificati attraverso organismi accreditati secondo la norma internazionale ISO/IEC 17024

Progettisti, migliorare prestazioni del progetto

La Stazione Appaltante, come evidenziato dal Ministero dell’Ambiente, ha il compito di stabilire nel bando le premialità accreditate ai progetti che contemplano l’uso di materiali riciclati post consumo. Il Ministero, però, ha sottolineato che la Stazione Appaltante, come previsto dalla normativa, ha il dovere di tenere in considerazione i parametri stabiliti dal Decreto Ministeriale 24 maggio 2016. Il decreto prevede che vengano premiati con un punteggio almeno pari al 5% del punteggio tecnico, quei progetti che contemplano l’uso di materiali o manufatti composti da materiali post consumo e quindi che provengono dal disassemblaggio dei prodotti complessi e dal recupero degli scarti.

Leggi anche Manovra 2019, professionisti: senza pagamento progettisti, stop attività edilizia

Progettisti, tramezzature e controsoffitti

Inoltre, il Ministero ha precisato che il gesso che deriva dagli scarti di produzione del cartongesso, può essere classificato come sottoprodotto se rispetta quei requisiti stabiliti dall’art. 183, comma 1, lett. 11 del D.Lgs. 152/2006 (con successive modifiche). Questo gesso “sottoprodotto” si può utilizzare per le tramezzature e i controsoffitti, ricavati con sistemi a secco.

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L'applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici

L'applicazione dei criteri ambientali minimi negli appalti pubblici

Con il “Collegato ambiente” alla legge di stabilità 2015, sono state introdotte nel nostro ordinamento una serie di novità in materia di appalti verdi e alcune modifiche al codice dei contratti pubblici. Le norme hanno previsto l’obbligo per le pubbliche amministrazioni, incluse le centrali di committenza, di contribuire al conseguimento degli obiettivi ambientali, attraverso l’inserimento nei documenti di gara delle specifiche tecniche e delle clausole contrattuali contenute nei decreti ministeriali sui CAM (Criteri Ambientali Minimi), adottati in attuazione del Piano di Azione Nazionale (PAN GPP).

Ovviamente, tutte le disposizioni (sugli acquisti verdi e sulla obbligatorietà dei CAM) costituiscono una vera e propria rivoluzione nel mondo degli appalti e gli operatori pubblici e privati sono chiamati a conoscere ed utilizzare gli strumenti di gestione ambientale (EMAS e ISO 14001), le etichettature ecologiche (Ecolabel etc.), le dichiarazioni ambientali di prodotto (DAP), le metodologie di analisi del ciclo di vita (LCA) ed infine l’impronta ecologica dei prodotti (PEF) che, tra l’altro, sarà utilizzata per il nuovo marchio “Made Green in Italy”, recentemente oggetto del Decreto 21 marzo 2018, n. 56 del Ministero dell’Ambiente di cui questa edizione tiene conto.

Il focus del libro risulta concentrato sui Criteri Minimi Ambientali e sull’impatto che la loro applicazione avrà sul sistema attuale degli appalti pubblici. Un capitolo è dedicato alla conoscenza del GPP; vengono altresì illustrate alcune esperienze regionali riconosciute come virtuose. Oltre agli strumenti predetti, vengono analizzati i Manuali Europei sugli acquisti verdi e le varie direttive, la normativa nazionale, il Piano di Azione Nazionale (PAN GPP). Si illustreranno i CAM, sia quelli in vigore (ad oggi 18) che quelli in itinere, con commenti e valutazioni ed alcune schede operative.

Tutti i contenuti del volume sono aggiornati e commentati con il D.Lgs. n. 56/2017. Inoltre, è stato introdotto un nuovo paragrafo sui “Criteri ambientali minimi per l’affidamento di servizi di progettazione e lavori per la nuova costruzione, ristrutturazione e manutenzione di edifici pubblici” (G.U. serie generale n. 259 del 6 novembre 2017), entrati in vigore il 7 novembre 2017.

Seguendo le istruzioni presenti in terza di copertina, si potrà consultare una selezione della normativa europea e nazionale in materia, i PAN GPP, i CAM attualmente in vigore e documentazione varia selezionata dalle esperienze regionali.

Leggi descrizione
Toni Cellura, 2018, Maggioli Editore
29.00 €

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