fattura elettronica

Nel consiglio dei ministri già fissato per il 15 ottobre per approvare la manovra di bilancio per il 2019, infatti, è destinato a vedere la luce anche il decreto fiscale di accompagnamento che contiene la fattura elettronica. Nelle prime versioni del testo era previsto lo slittamento di un anno per la fattura elettronica per professionisti e piccole imprese. Il direttore dell’Agenzia delle entrate, Antonino Maggiore, però, nella sua audizione sulla manovra ha ribadito la necessità di rispettare la data del 1° gennaio del prossimo anno. Quindi potrebbe essere tutto confermato.

Fattura elettronica: come funzionerà?

In ogni caso, come spiegato dallo stesso Maggiore, per chi proprio non ha dimestichezza con l’informatica resta sempre la possibilità di ricorrere all’emissione “differita” cartacea, a norma dell’art. 21, comma 4, lettera a), del d.P.R. n. 633 del 1972. Sulla base di queste disposizioni è possibile emettere su carta, al momento dell’effettuazione dell’operazione, un documento di trasporto o un altro documento equipollente (quindi comunque con tutti i dati fiscali degli interessati), e poi emettere un’unica fattura riepilogativa delle singole operazioni entro il giorno 15 del mese successivo a quello delle operazioni stesse.

I documenti emessi dovranno poi essere consegnati al commercialista al quale spetterà predisporre le fatture elettroniche per conto del cliente e inviarle utilizzando il Sistema di interscambio. Si tratta sicuramente di una semplificazione che può interessare chi emette poche fatture al mese oppure chi utilizza ancora il vecchio bollettario cartaceo e ha già un commercialista che gli cura la contabilità.

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