Stufe e caldaie: le nuove restrizioni arrivano anche in Lombardia

Le restrizioni che riguardano stufe e caldaie a legna o pellet, sancite dall’Accordo di Bacino Padano 2017 e finalizzate al miglioramento della qualità dell’aria, dal primo ottobre 2018 sono arrivate anche in Emilia Romagna e Lombardia. In Lombardia, con la D.g.r 18 settembre 2017 – n. X/7095, è stato previsto che i generatori di calore alimentati da biomassa legnosa, abbiano la facoltà di rimanere in esercizio solo nel caso in cui siano superiori a queste classi di appartenenza:

Due stelle, per i generatori che saranno in esercizio dal primo ottobre 2018
Tre stelle, per i generatori che saranno in esercizio dal primo gennaio 2020

Stufe e caldaie, cosa è cambiato in Lombardia

A partire dal primo ottobre, per quanto riguarda i generatori di calore a pellet con potenza termine nominale non superiore ai 35 kW, è ammesso esclusivamente l’uso di pellet che rientri nelle condizioni specificate dall’Allegato X, Parte II, sezione 4, paragrafo 1, lettera d), parte V del decreto legislativo n.152/2006, e del quale sia stata accertata la conformità alla classe A1 della norma UNI EN ISO 17225-2 da parte di un Organismo di certificazione accreditato, da dimostrare attraverso la relativa documentazione che l’utilizzatore è tenuto a conservare.

Inoltre, viene previsto il divieto di una nuova installazione di generatori di calore alimentati da biomassa legnosa con prestazioni emissive non superiori a quelle individuate riguardo le classi di appartenenza tre stelle (per i generatori che saranno installati a partire dal primo ottobre 2018) e quattro stelle (per i generatori che saranno installati a partire dal primo gennaio 2020).

Leggi anche Stufe a pellet e camini: entra in vigore la legge anti-inquinamento

La D.g.r. contempla tra le disposizioni regionali il ricorso ad impieghi delle fonti rinnovabili diversi dalla combustione delle biomasse al fine di garantire il conseguimento dei valori (di cui all’allegato 3 del d.lgs. 28/2011 su tutto il territorio regionale, ad eccezione della zona classificata come C2, ai sensi della d.g.r. n. 2605/11). Questa disposizione può essere applicata anche nel caso di ristrutturazione rilevante degli edifici.

Viene previsto, infine, di non incentivare gli interventi di installazione di impianti termici a biomassa legnosa nei provvedimenti regionali di prossima emanazione di utilizzo dei fondi strutturali dedicati all’efficientamento energetico, all’interno del territorio regionale fatta eccezione della zona classificata come C2.


Condividi

Scrivi un commento

Please enter your comment!
Please enter your name here