DL Genova, i sindacati interrogano il governo con dieci domande

I sindacati delle costruzioni di CGIL, CISL e UIL hanno deciso di porre, in modo congiunto, precise domande al governo, dieci per l’esattezza, sul DL Genova, riguardo i paletti per la ricostruzione del Ponte Morandi, gli appalti in house delle concessionarie autostradali, il Terzo valico, le deroghe al Codice Appalti, i lavoratori Pavimental in Cig, la ricostruzione a Ischia, l’Agenzia per la sicurezza infrastrutture e la sicurezza delle scuole. Le segreterie nazionali di Feneal, Filca e Fillea ora attendono risposte dal Governo e si auspicano che venga subito istituito un tavolo per elaborare una strategia per rilanciare il settore “con il ruolo attivo della Presidenza del Consiglio, delle grandi imprese, delle grandi stazioni appaltanti pubbliche e dei lavori del settore”.

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DL Genova, i quesiti posti dai sindacati al governo

Innanzitutto, i sindacati sollevano la contraddizione del Governo che, a loro detta, da un lato blocca le risorse che sarebbero destinate ai cantieri già avviati come il Terzo Valico e allo stesso tempo e dall’altro promuove, attraverso il Decreto e la Cabina Strategia Italia (art.40), il rilancio della Liguria e in particolar modo di Genova. I sindacati, inoltre, si domandano come mai il DL Genova non contempla di consolidare la quota 60-40 per le manutenzioni in house. Dal loro punto di vista lo stralcio di tutti i lavori di nuova costruzione da questa percentuale, rappresenterebbe il miglior segnale per velocizzare i progetti di manutenzione, la viabilità e le grandi opere.

In merito all’esclusione dai lavori degli operatori economici con partecipazioni in società concessionarie, i sindacati domandano se questo provvedimento possa contribuire a creare controversie oltre ad aumentare ulteriormente i tempi. Inoltre chiedono al Governo: “I 360 milioni previsti per i 12 anni sono sufficienti? Perché dobbiamo far pagare ai cittadini quanto poteva da subito pagare Aspi? Non sono troppo diluite nel tempo le risorse per garantire la certezza di pagamento dei Sal (Stato Avanzamento Lavori)?”

I sindacati domandano se potranno beneficiare degli specifici ammortizzatori sociali, i lavoratori di Autostrade, Pavimental, Spea, così come i lavoratori subordinati o autonomi, “cui lavoro è stato comunque ridotto dagli eventi del crollo e da questo decreto”. Poi segnalano anche il fatto che il DL Genova prevede che il processo del nuovo ponte, da demolizione a ricostruzione, si svolgerà senza alcuna gara e in deroga al Codice Appalti, tramite assegnazione diretta dei lavori. A proposito, i sindacati chiedono se ci sarà una separazione tra la progettazione e l’esecuzione, quale normativa anticorruzione viene prevista e se saranno applicate le norme del Codice Appalti e del contratto nazionale dell’edilizia sul limite ai subappalti e sull’applicazione del contratto ai lavoratori. Infine, i sindacati chiedono nello specifico se verranno applicate le Terze Linee Guida antimafia come era stato fatto durante la ricostruzione del Centro Italia.

I sindacati non si capacitano di come la ricostruzione privata ad Ischia non sia stata trattata allo stesso modo di quella pubblica, attraverso le apposite tutele che vengono previste dal Codice: “Anche in questo caso, infatti, con i soldi pubblici, viene finanziato il 100% della ricostruzione. Perché è stata portata a 258 mila euro (dai 150 mila previsti) la soglia per la qualificazione delle imprese ai sensi dell’articolo 84 del Codice? Pur prevedendo la procedura senza gara e senza pubblicazione dei bandi, si applicherà per la ricostruzione degli edifici pubblici l’Offerta Economicamente più Vantaggiosa, visto il richiamo all’art. 77 del Codice?” Inoltre, sempre all’interno della stessa domanda, chiedono se verranno ripetuti gli interventi del Durc per Congruità.

Ulteriormente, esigono di sapere quale interlocuzione verrà prevista tra la nuova Agenzia, l’Autorità per i trasporti e le organizzazioni sociali interessate della loro attività. In aggiunta, ci tengono a sottolineare il fatto che il DL Genova includa una modifica formale del Commissariato Governativo per la ricostruzione del Centro Italia dopo il sisma del 2016. A tal proposito, i sindacati chiedono al Governo se verrà effettuata una nuova nomina e se verrà riconfermata la strategia di non separare ricostruzione e sviluppo aree interne.

Inoltre, viene fatto presente che con l’articolo 42 si torna ad assegnare agli enti locali proprietari le risorse per la progettazione degli interventi per la messa in sicurezza delle scuole. Dal momento in cui la gran parte delle risorse fino ad oggi concesse non è stata utilizzata a causa della carenza di organico o competenze degli enti locali, i sindacati chiedono: “Non si ritiene così di ritardare ulteriormente la messa in sicurezza delle scuole italiane? Non sarebbe stato meglio intervenire per qualificare le stazioni appaltanti locali, ridurne il numero, individuare centrali aggregate in condizione di progettare anche gli esecutivi?”

Infine, viene criticamente evidenziato il fatto che l’intero DL Genova non preveda il coinvolgimento delle forze sindacali, sociali e datoriali, nonostante i sindacati ritengano di fondamentale importanza il coinvolgimento della società civile e delle forze produttive, oltre che degli Enti Locali per non andare incontro a problemi legati a disagio sociale ed infiltrazioni. I sindacati concludono la loro serie di quesiti, chiedendo: “Il governo, direttamente o tramite i Commissari, cosa intende fare? Darà qualche indicazione a riguardo?”

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