Professionisti, ddl per abolire Decreto Bersani e garantire equo compenso

Sta arrivando in Parlamento un disegno di legge che intende cancellare il Decreto Bersani per consolidare l’equo compenso ed obbligare a pagare i professionisti. La crisi dell’edilizia ha reso difficile la ricerca di incarichi per i professionisti ed ancora più complesso riscuotere il pagamento della parcella. Infatti, i professionisti sono la parte meno protetta del sistema, in quanto i committenti possono ottenere i titoli abilitativi a prescindere dal saldo degli onorari a loro spettanti.

Equo compenso, abolizione Decreto Bersani

L’entusiasmo dei progettisti di tutta Italia è maturato a seguito della nuova legge regionale approvata in Calabria, che prevede il rilascio dei titoli abilitativi esclusivamente a chi riesca a dimostrare di aver pagato il progettista. Proprio per questo FNAILP (Federazione Architetti Ingegneri Liberi Professionisti) mira ad allargare questo primo passo a livello nazionale.

Il presidente del FNAILP, arch. Pasquale Giugliano, ha elaborato una proposta di ddl per abolire il Decreto Bersani, artefice nel 2006 della cancellazione dei minimi tariffari, per stabilire il rispetto dell’equo compenso nei rapporti tra professionisti e committenza privata e pubblica, per prevedere di allegare alle pratiche la fattura quietanzata attestante il pagamento della prestazione dei professionisti. La proposta di legge del FNAILP prevede anche di cancellare il Decreto Liberalizzazioni del 2012 che abrogava le tariffe delle professioni regolamentate nel sistema ordinistico.

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Professionisti, le parole del FNAILP

Nella nota di relazione al testo elaborata dal FNAILP (Federazione Nazionale Architetti Ingegneri Liberi Professionisti), si legge: “Le professioni intellettuali tecniche di architetto ed ingegnere sono ‘professioni di stato’, legate agli interessi collettivi generali e primari, ad elevato contenuto di conoscenza tecnica. Un edificio mal progettato o una cattiva direzione dei lavori, non per incompetenza del progettista o del direttore dei lavori, ma per la mancanza di risorse economiche minime necessarie a compensare il professionista, lede gli interessi non soltanto della committenza, ma dei fruitori finali nonché di una pluralità indefinita ed innumerevole di persone”.

Pertanto, FNAILP sostiene che la mancanza di tariffe minime abbia determinato un mercato squilibrato e viziato, estremizzando la competizione e causato un eccesso di offerta superiore alla domanda. Ciò ha portato ad una riduzione della qualità del servizio e delle prestazioni professionali che potrebbero rivelarsi pericolose per l’incolumità pubblica e collettiva. Secondo la relazione del FNAILP “La tanto sbandierata necessità di concorrenza, ha determinato semplicemente un’asta al ribasso, che ha portato i professionisti alla svendita del loro lavoro, e alla formazione di progetti fotocopia, lesivi degli interessi dei cittadini e dello Stato”.

Equo compenso per committenti privati e pubblici

Precisamente FNAILP ha proposto che il compenso minimo dei professionisti iscritti agli albi o collegi rispetti il criterio dell’equo compenso, stabilito dal Decreto Ministeriale 17 giugno 2016, sia per quanto concerne il rapporto con i committenti privati che pubblici. L’equo compenso deve essere calcolato tramite un software approvato dall’Ordine che ha il compito di accertare l’adeguatezza tra la tariffa applicata e l’equo compenso stesso. Il report emesso dal software, va trasmesso all’Ordine dei professionisti e allegato al contratto professionale stipulato con il cliente.

Saranno previste sanzioni disciplinari e tributarie a carico del professionista che non rispetti queste norme, mentre il committente dovrà essere condannato a versare la differenza aumentata degli interessi moratori, a perdere le agevolazioni e detrazioni fiscali ed a restituire le somme già detratte in modo indebito.

Infine, prendendo spunto dalla legge regionale approvata in Calabria, FNAILP ritiene necessario che venga allegata alle pratiche rilasciate dai professionisti abilitati, la fattura quietanzata dal professionista, attestante l’avvenuto pagamento della prestazione per un importo corrispondente all’equo compenso minimo, unitamente alla stampa di congruità all’equo compenso, emessa dal software. E prevede, in mancanza, il mancato rilascio dei procedimenti autorizzativi, nonché l’applicazione di sanzioni amministrative, tributarie e deontologiche.

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