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Ponte Morandi, ricostruzione: architetti sposano idea dell’arch. Piano

Oltre alla ricostruzione del Ponte, prevista anche la riqualificazione dell’area della Val Polcevera

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Ponte Morandi, ricostruzione: architetti sposano idea dell’arch. Piano

Giuseppe Cappochin, Presidente del CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori), ha apertamente sostenuto l’idea dell’architetto Renzo Piano per ricostruire il Ponte Morandi e tutta l’area della Val Polcevera.

Ponte Morandi, ricostruzione: concorsi di progettazione

L’arch. Piano ritiene di fondamentale importanza l’attuazione del progetto di ricostruzione attraverso concorsi di progettazione trasparenti e in grado di riconoscere il merito dei giovani architetti. Secondo gli Architetti i concorsi di progettazione dovranno essere in due gradi e aperti per rispondere “ai principi di trasparenza, libera concorrenza, pari opportunità, riconoscimento del merito e per selezionare il progetto migliore” al fine di garantire al gruppo vincitore l’incarico degli altri livelli della progettazione, della direzione lavori o della direzione artistica.

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Ponte Morandi, riqualificazione aree sottostanti

Il Presidente del CNAPPC ha affermato di aver sposato l’idea di Renzo Piano, poiché mira a ricostruire l’intera area della Val Polcevera, importante per la città dal punto di vista culturale, sociale, economico e tecnologico.

Inoltre, ha voluto rammentare l’importanza strategica di “costruire sul costruito” e di convertire le periferie degradate attuali in elementi di città policentrica, tramite la richiesta insistente rivolta al nuovo governo di elaborare un Piano d’Azione Nazionale per le città sostenibili che sia corredato da un programma decennale di finanziamento strutturale “per la progettazione e l’attuazione di interventi che, in forma coerente ed integrata, siano finalizzati ad accrescere la resilienza urbana e territoriale, a tutelare l’ambiente e il paesaggio, a favorire la coesione sociale ed a migliorare la qualità abitativa. Un programma che anziché disperdere risorse a pioggia, in mille rivoli, le concentri in progetti integrati, esemplari in termini di eccellenza ambientale, architettonica e di innovazione, riproducibili in diversi contesti”.

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Infine Cappochin auspica che la tragedia del crollo del Ponte Morandi che ha colpito Genova “possa diventare, attraverso una esemplare rigenerazione dell’area della Val Polcevera, non solo occasione di riscatto della città, ma anche un modello di riferimento per l’elaborazione del “Piano d’Azione Nazionale per le città sostenibili”.

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