Infrastrutture: lettera del CNI al Presidente del Consiglio Conte

Come già anticipato nella nota del 17 agosto, nella quale dopo aver espresso il cordoglio per le vittime del crollo del Ponte Morandi, si era impegnato a proporre una strategia per evitare simili tragedie e per prevenire eventuali rischi delle infrastrutture, due giorni fa il CNI ha provveduto a fornire indirizzi di rifacimento delle infrastrutture tramite una lettera inviata al Premier Conte. Il CNI ha avanzato alcune proposte partendo dalla convinzione che sul tema della sicurezza sono necessari interventi urgenti, immediati, in quanto i dati numerici delle infrastrutture lineari di trasporto riferiti alle autostrade assumono proporzioni molto rilevanti e sono indicativi della problematicità determinata dalla complessità dell’orografia italiana: si contano ben 1.608 tra ponti e viadotti per una lunghezza di 1.013 km su una lunghezza totale della rete di circa 6.000 km. E addirittura sono 61.000 i ponti e viadotti di tutta la rete stradale italiana, se si comprendono autostrade, strade statali, regionali, provinciali e comunali per una lunghezza totale di 38.000 km.

Il CNI ha ribadito al Presidente del Consiglio Conte in una lettera del 20 agosto alcune proposte concrete che avranno il sostegno dell’intera comunità degli ingegneri.

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Anagrafe infrastrutture

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri propone l’elaborazione di un piano nazionale pluriennale di verifica dello stato di sicurezza delle infrastrutture tramite la realizzazione di un’anagrafe sulla base di dati messi obbligatoriamente a disposizione dagli enti proprietari o concessionari. I dati raccolti dovranno essere verificati con metodi scientifici da un soggetto indipendente e la loro analisi servirà per individuare strategie e priorità di intervento che consentiranno la programmazione di un piano complessivo di interventi a carico dei proprietari. La gestione di questo piano dovrà essere coordinata e verificata attraverso una struttura statale all’uopo dedicata in stretto contatto con i ministeri competenti e gli altri enti coinvolti. Il piano di manutenzione, che da anni è obbligatorio, dovrà essere stilato da soggetti competenti, aggiornato in relazione a un monitoraggio diagnostico continuo, all’avanzamento delle ricerche scientifiche e delle tecnologie ed esteso anche alle opere esistenti.

Infrastrutture: Indirizzi per interventi di rifacimento

Il CNI “propone la scrittura di un protocollo tra il mondo scientifico, quello tecnico-professionale e quello tecnico-amministrativo che definisca linee guida di riferimento in proposito, da consegnare al Governo per la sua attuazione”.

Gli ingegneri intendono, pertanto, impegnarsi in collaborazione con il governo e con le forze politiche, sociali ed economiche affinché il nostro Paese torni ad investire nel proprio futuro, con l’obiettivo di rilanciarlo attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture in sostituzione di quelle per le quali non risulterà conveniente procedere alla manutenzione.

Infrastrutture: Semplificazione procedure

Secondo il CNI è opportuno: “in relazione agli interventi di manutenzione, data l’urgenza, definire procedure semplificate sia per l’affidamento dei servizi che delle forniture e dei lavori, puntando su conoscenze, competenze, tecnologie”.

Sulla base di ciò il Codice dei Contratti dovrà essere rettificato in quelle parti che sono state appesantite dalla ridondanza delle procedure e delle linee di indirizzo che ne hanno reso difficoltosa l’applicazione da parte delle stazioni appaltanti, conservando invece la centralità della progettazione e puntando sulla sinergia tra gli attori che intervengono nel processo edilizio.

Piano nazionale delle infrastrutture

Il CNI continua ribadendo che è auspicabile “dare avvio ad un progetto generale delle infrastrutture in Italia, che rilanci fortemente l’economia e contribuisca a superare il gap con il resto d’Europa e tra le diverse aree del Paese (con particolare riferimento al nostro Mezzogiorno) diventando priorità nazionale”.

Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri sostiene anche che è importante rivedere la gestione e migliorare il controllo effettuato sull’attività delle concessionarie, in particolare per quanto concerne gli investimenti destinati alla manutenzione e all’ammodernamento delle tratte a loro affidate.

Infrastrutture: Competenze tecniche della P.A.

Occorre infine sanare la gravissima carenza di tecnici, in modo particolare di ingegneri all’interno della pubblica amministrazione, degli organi di controllo e dei soggetti concessionari, poiché in difetto di ciò, permane inattuabile qualsiasi intervento normativo e amministrativo seppur valido e meritorio. D’altra parte un razionale utilizzo dei tanti ingegneri e tecnici disponibili nel nostro Paese, molti dei quali emigrano all’estero e sono apprezzati per le loro competenze progettuali sulle infrastrutture, consentirebbe di migliorare l’efficienza dei nostri servizi pubblici e di porre un freno alle gravi ripercussioni sulla competitività nazionale che la rinuncia ad investire sulle infrastrutture può comportare.

Tramite queste comunicazioni, il CNI intende assicurare il necessario contributo alla realizzazione del piano di manutenzione e alle verifiche che risulteranno necessarie mettendosi a disposizione del Paese.

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