Ponte Morandi: dopo il crollo istituita Commissione Mit

A seguito del tragico crollo del Ponte Morandi a Genova del 14 agosto scorso, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, come primo atto per far luce sulle cause del cedimento di tale infrastruttura ha istituito una Commissione ispettiva per svolgere verifiche e analisi tecniche sul crollo all’altezza del Comune di Genova del Viadotto Polcevera nel tratto dell’Autostrada A10 di collegamento con l’Autostrada A7, rimarcando la volontà di avviare così tutti gli accertamenti indispensabili per verificare tutte le responsabilità e per accertare eventuali inadempienze del concessionario su cui, secondo la normativa vigente, ricade la responsabilità di assicurare la sicurezza dell’infrastruttura.

Ponte Morandi: da chi è composta la Commissione ispettiva?

La commissione ispettiva, prontamente operativa, è formata da diversi tecnici impegnati nel verificare le cause del crollo del Ponte Morandi, tra cui lo stesso Prof. Brencich, che fu tra i primi a lanciare l’allarme sul Ponte Morandi già due anni fa. Così aveva commentato il giorno del crollo: “Molti lo ritengono un capolavoro dell’ingegneria, io lo ritengo un fallimento dell’ingegneria. È uno dei tre ponti simili progettati da Riccardo Morandi, e che hanno avuto problemi; il ponte sulla baia di Maracaibo, in Venezuela, primo in ordine di tempo (parzialmente crollato nel 1964 per via dell’urto con una petroliera), quello di Genova e il ponte sullo Wadi el Kuf in Libia. La storia ha dimostrato delle carenze strutturali su Genova e Maracaibo, non solo oggi ma nel passato. Sono esempi di come non si progettano i ponti

Nel dettaglio, la Commissione ispettiva “è composta dall’Arch. Roberto Ferrazza, provveditore alle opere pubbliche per il Piemonte, Liguria e Val d’Aosta, con funzioni di Presidente; dai Professori Ivo Vanzi, Componente esperto del Consiglio superiore dei lavori pubblici, e Antonio Brencich, Professore associato dell’Università degli studi di Genova; dagli Ingegneri Gianluca Ievolella, Consigliere di supporto al Presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici; Michele Franzese e Bruno Santoro, Dirigenti tecnici della Direzione generale per la vigilanza sulle concessionarie autostradali.”

Ponte Morandi: qual è il mandato della Commissione?

La Commissione nominata dovrà presentare al Ministro una relazione circostanziata sui fatti accertati entro 30 giorni e il risultato del lavoro svolto da essa svolto, concorrerà alla valutazione sull’opportunità della procedura di revoca della concessione.

Nella stessa comunicazione ministeriale viene precisato che Autostrade per l’Italia sarà tenuta a fornire tutta la documentazione relativa alla realizzazione e manutenzione dell’infrastruttura medesima e a rilasciare tutte le informazioni occorrenti al fine di giungere ad un’esatta ricostruzione dei fatti.

La decisione operata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è conforme a quanto previsto dalla vigente convenzione unica 2007 tra lo stesso Mit e Autostrade per l’Italia secondo la quale il Ministero ha l’onere di accertare eventuali gravi inadempimenti e quindi contestarli al concessionario Autostrade sollecitando da parte sua spiegazioni e adempimenti entro breve termine. Se l’inadempienza prosegue può dare il via alla procedura per la revoca della concessione.

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Ponte Morandi: Mit chiede a Autostrade ricostruzione in tempi brevi

In un comunicato successivo il Mit rende noto di aver inviato, tramite la direzione generale competente, una comunicazione formale ad Autostrade per l’Italia nella quale chiede che gli venga fornita entro 15 giorni una relazione dettagliata in cui siano evidenziati tutti gli adempimenti eseguiti per garantire la funzionalità dell’infrastruttura in oggetto e per scongiurare ogni evento accidentale, sempre rimarcando i doveri specifici ricadenti sulla concessionaria stessa ai sensi di legge e gli obblighi derivanti dalla gestione e manutenzione autostradale stabiliti dalla Convenzione di concessione.

Inoltre, il Mit chiede ad Autostrade per l’Italia di assicurare prontamente l’impegno a ripristinare il viadotto di Polcevera e a sostenere tutti gli oneri collegati al totale ripristino delle opere e delle zone danneggiate, con spese interamente a proprio carico, entro un limitato periodo di tempo la cui durata verrà stabilita successivamente dal concedente in base all’avanzamento del controllo della situazione.

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