adeguamento sismico scuole

L’Italia ha un patrimonio di edilizia scolastica ampio e diffuso e caratterizzato da tipologie edilizie molto differenti fra loro: risulta essere composto, secondo i Dati ISTAT del 2011, da poco più di 40.000 unità. Gli Edifici Scolastici sono distribuiti per posizione geografica in maniera omogenea (Nord – 32 %, Centro – 29 % e Sud / Isole – 39 %) e su base regionale le regioni che hanno un maggior patrimonio di immobili scolastici sono la Lombardia (13 %), la Campania (11 %) e la Sicilia (10 %).

Di questi oltre il 60 % è stato costruito in data antecedente all’entrata in vigore della normativa antisismicaLEGGE 2 febbraio 1974, n. 64 “Provvedimenti per le costruzioni con particolari prescrizioni per le zone sismiche” – e spesso necessitano di interventi di manutenzione straordinaria se non di importanti riqualificazioni comprendenti anche gli impianti e le finiture.

Scuole a rischio: quando e dove sono state costruite?

In particolare, emerge la presenza di un numero significativo di edifici costruiti antecedentemente alla normativa antisismica del 1974 e di collaudo statico del 1971 ovvero il 63,6% e solo il 4,9% risulta edificato tra il 2000 e il 2016.

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(Ecosistema Scuola – XVIII Rapporto di Legambiente)

Alla vetustà del patrimonio immobiliare scolastico va a sommarsi il fatto che più del 40 % delle scuole ricade in aree classificate a alto e medio rischio sismico, come mostrato dalla Mappa di Pericolosità Sismica, riportata sotto, che mostra dove possono verificarsi terremoti, rispettivamente fortissimi e forti.

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(Mappa di Pericolosità Sismica – INGV)

Infine, gli edifici con il Certificato di Agibilità sono il 61,2%, quelli con il Collaudo Statico il 54,4% e quelli in cui è stata effettuata la Verifica di Vulnerabilità Sismica sono il 29,3% degli edifici.

Quali sono le conclusioni che possiamo trarre?

Pertanto, incrociando i suddetti dati ne consegue una situazione critica che necessita di una seria e cogente programmazione di interventi di messa in sicurezza e, qualora non sia conveniente, di demolizione e nuova costruzione di edifici scolastici.

I recenti eventi sismici che hanno interessato il territorio italiano (l’Aquila – 2009; dell’Emilia Romagna – 2012; del Centro Italia – 2016) hanno portato all’attenzione non solo della comunità scientifica, ma anche dell’opinione pubblica, l’esigenza di un intervento diffuso e capillare in materia di edilizia scolastica.

Il primo passo per programmare gli interventi di adeguamento sismico, ma non solo, che le istituzioni statali e regionali hanno messo in campo è stato quello di censire il patrimonio di edifici scolastici distribuito sul territorio nazionale tramite le varie Anagrafe Regionali Edilizia Scolastica (ARES) in modo da stabilire le esigenze e le necessità economica per approntare un piano nazionale di interventi.

Lo Stato, di concerto con le Regioni, ha realizzato (e sono tuttora in corso di realizzazione o di progettazione e programmazione) numerosi interventi sugli edifici scolastici esistenti di ogni ordine e grado, ed in particolare si cita il Piano di Edilizia Scolastica – BEI.

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(Fonte www.cantieriscuole.it – Presidenza del Consiglio dei Ministri)

Tutto quanto ciò premesso e considerato emerge l’alta vulnerabilità nei confronti del terremoto del patrimonio immobiliare scolastico italiano (essendo l’Italia un paese ad alto rischio sismico) e l’ulteriore implementazione e potenziamento del Piano di Edilizia Scolastica, messo in cantiere negli ultimi anni (forse si doveva fare prima, ma meglio tardi che mai) per salvaguardare in primis la vita degli occupanti (alunni e personale) ed in ultimo la conservazione del patrimonio scolastico che in taluni casi è costituito da edifici di interesse storico-monumentale.

Fonti

– Istat 2011 Scuole Italiane
– Ecosistema Scuola – XVIII Rapporto di Legambiente sulla qualità dell’edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi;
– Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – www.ingv.it
– Presidenza del Consiglio dei Ministri – www.cantieriscuole.it

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