solaio

Le strutture vengono progettate per poter resistere, con una certa sicurezza, alle sollecitazioni dovute ai carichi su di esse agenti. Quando si progetta un manufatto, non sappiamo con esattezza quali saranno i carichi che interesseranno la struttura e né quali combinazioni di essi si realizzeranno. Allo stesso modo, non possiamo sapere con certezza quali siano le resistenze dei materiali impiegati. In assenza di queste certezze, bisogna tutelarsi con delle assunzioni tecnicamente valide, capaci di misurare la “sicurezza” strutturale, affinché questa non scenda al di sotto di un determinato limite.

Solai: le tecniche di ripristino delle varie tipologie

Iniziamo questa disamina partendo dai solai a voltine, che spesso, negli edifici vecchi e talora abbandonati, si trovano in un pessimo stato di conservazione. A volte si hanno mattoni rotti e porzioni di voltine crollate. In questi casi, spesso, se i mattoni rotti sono pochi e in zone diverse, si può agire dall’intradosso, sostituendo un mattone alla volta, tipo cuci e scuci, utilizzando cementi a presa rapida, che meglio permettono di lavorare. Quando rotture, crolli o deformazioni sono estesi, conviene agire dall’estradosso. Pertanto bisogna togliere l’eventuale pavimento, il massetto e il materiale di riempimento.

Successivamente, si agisce sulle voltine e, se è il caso, bisogna utilizzare una centina all’intradosso, in modo da poter sistemare i mattoni che andranno a ricostruire la voltina. Poiché le voltine hanno un interasse attorno al metro, può capitare di trovare delle putrelle che sono state tagliate o che si presentano con giunzioni saldate poco gradevoli esteticamente, e quindi bisogna sostituirle. In questi casi, le voltine sorrette dal profilato andranno totalmente ricostruite e perciò si utilizzerà una centina che verrà fatta scorrere mentre la voltina stessa viene ricostruita.

Nei solai in latero-cemento, invece, il problema che s’incontra di frequente è legato allo sfondellamento dei laterizi con ossidazione dei ferri di armatura. Lo sfondellamento può essere dovuto a diverse cause, che vanno dalla eccessiva deformabilità dei solai, alle infiltrazioni di acqua o ad una pessima realizzazione dei solai stessi. Il fenomeno è pericoloso in quanto l’intonaco e le pignatte che si rompono, possono cadere verso il basso in ambienti con presenza di cose o di persone, dando vita a danni che possono risultare estremamente
gravi.

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Inoltre, lo sfondellamento dei solai è sempre accompagnato dalla presenza di armature ossidate, che riducono sensibilmente la capacità portante dei solai fino a mettere in discussione la stabilità dell’opera. Pertanto, a parte l’aspetto estetico, talora risulta necessario riparare l’intradosso del solaio per garantirne le sue capacità statiche. Il ripristino di un solaio sfondellato prevede due fasi: la prima consiste nel risanare la parte portante del solaio, ossia i travetti portanti; la seconda, invece, serve a ridare l’estetica e ad evitare che ulteriori rotture delle pignatte possano verificarsi generando pericolo per le persone o cose ubicate sotto il solaio. Inoltre, ripristinare la zona delle pignatte significa anche ridare al solaio le necessarie capacità acustiche e termiche.

Per ripristinare i travetti portanti possono impiegarsi i metodi visti nel capitolo 7 in cui abbiamo parlato delle travi, pertanto si può agire con l’eventuale spicconatura del calcestruzzo ammalorato, la pulizia delle superfici, il trattamento o l’eventuale sostituzione delle armature ossidate e la riprofilatura dei travetti con adatti cementi. In figura 11.9 viene rappresentato un classico solaio totalmente gettato in opera con pignatte sfondellate e travetti ammalorati.

solaio sfondellato
Figura 11.9 – Solaio sfondellato
Solaio con travetti risanati
Figura 11.10 – Solaio con travetti risanati

Come si nota, il calcestruzzo ammalorato, dopo aver puntellato il solaio, viene spicconato e vengono messe a nudo le armature ossidate. Dopo aver pulito opportunamente le superfici e trattati i ferri, o addirittura sostituiti o aggiunti a quelli esistenti, i travetti vengono ripristinati con adatte malte tixotropiche o fibrorinforzate a ritiro compensato. Detta operazione viene visualizzata nella figura 11.10, dove vengono messi in evidenza i travetti riprofilati.

Una volta risanati i travetti, come evidenzia la figura, si può pensare ad eliminare i vuoti prodotti dallo sfondellamento delle pignatte, per esempio mediante l’impiego di materie plastiche tipo EPS o polistirolo, che, oltre alla funzione di colmare i vuoti, ha anche quella di rappresentare un valido presidio contro la trasmissione del calore e del rumore. In figura vengono indicate due possibilità, una che utilizza un pannello di ridotto spessore e una, invece, che tende a riempire totalmente il vuoto lasciato dalla pignatta rovinata.

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In entrambi i casi, il pannello deve essere efficacemente ancorato alla struttura con adatti connettori e con adeguate colle. Ovviamente si possono utilizzare altre soluzioni tecnicamente valide, per ripristinare il vuoto lasciato dalle pignatte, che possono essere di vario genere. Tuttavia, le pignatte rappresentano l’elemento di alleggerimento, pertanto, a fini statici, non è necessario riempire i vuoti lasciati dalla loro rottura, anche se, per motivi estetici, qualche precauzione deve essere presa, così come devono essere scongiurati ulteriori fenomeni di sfondellamento per il pericolo che potrebbero generare. Per tale motivo, dopo aver risanato i travetti e chiusi i vuoti lasciati dalle pignatte, si applica una rete all’intradosso del solaio, efficacemente ancorato al solaio stesso, come indicato in figura 11.1.

antisfondellamento
Figura 11.11 – Applicazione rete antisfondellamento

La rete utilizzata generalmente è in fibra di carbonio o di vetro, messa in opera con adatta malta antiritiro. A operazioni concluse, l’intradosso del solaio risulta totalmente risanato. Ovviamente, se le altezze lo permettono, dopo aver risanato i travetti e realizzato un presidio antisfondellamento, si può anche realizzare una controsoffittatura, con la funzione di coprire l’intradosso del solaio.

Per i solai in legno, invece, vanno previsti dei trattamenti superficiali con funzione protettiva e antiparassitari in caso di contaminazione. Inoltre, le parti estremamente rovinate vanno sostituite.

Queste informazioni sono in

Metodi pratici per il rinforzo di elementi strutturali

Metodi pratici per il rinforzo di elementi strutturali

Santino Ferretti, 2018, Maggioli Editore

La necessità di riparare, rinforzare, migliorare, fino ad adeguare le strutture, soprattutto quelle colpite da un sisma, ha fatto nascere una nuova consapevolezza, che ha portato a sviluppare nuove tecniche per il rinforzo strutturale degli edifici esistenti. Il testo esamina le tecniche per...




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