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NTC 2018: i riferimenti specifici alla muratura

Vediamo adesso nello specifico come le nuove NTC “intervengono” sul materiale muratura, al quale abbiamo dedicato un intero blog (questo)

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Nel §4.5 Costruzioni in muratura, oltre ad aver reso più chiara l’interpretazione del testo normativo, sono state apportate alcune modifiche (anche in base a quanto previsto negli Eurocodici e sostenuto da ricerche sperimentali condotte in Italia). Si pone in particolare l’attenzione sui seguenti aspetti:

– Inserita, fra i sistemi costruttivi, la muratura confinata (pannelli murari confinati da elementi in calcestruzzo armato o muratura armata, con getto in opera finale); la vedremo meglio nel seguito.

– Per gli elementi resistenti sono stati introdotti spessori minimi dei setti dei blocchi forati, ai fini del controllo dei meccanismi di rottura.

– Nelle verifiche semplificate le regole costruttive sono state integrate con la prescrizione di percentuali minime di area resistente di muratura portante (nel VT era Verifica alle tensioni ammissibili: si tratta del paragrafo riguardante gli edifici semplici, per i quali si effettua un controllo di tipo tensionale che non è comunque riconducibile ad una verifica alle tensioni ammissibili).

– L’uso di giunti di malta sottili (spessore compreso tra 0,5 mm e 3 mm) e/o di giunti verticali a secco va limitato a edifici con numero di piani fuori terra limitato e altezza interpiano massima di 3,5 m.

In merito ai giunti sottili il legislatore ha precisato che la muratura realizzata con giunti verticali a secco è presente negli Eurocodici e nelle Appendici nazionali pubblicati dopo le NTC2008. Comunque, in considerazione del fatto che tale tipo di muratura presenta una resistenza a taglio inferiore a quella realizzata con giunti verticali riempiti di malta e capacità deformative sotto azioni sismiche inferiori a quelle della muratura con giunti verticali riempiti, il relativo impiego è stato limitato alle zone sismiche a bassa sismicità per edifici fino a 2 o 3 piani, a seconda del grado di sismicità.

Muratura: i giunti riempiti, sottili e a secco

Nel §7.8 sono state sostanzialmente riviste le regole di progettazione e inseriti alcuni aspetti interessanti; vediamo i più importanti. Prima di tutto si fanno le precisazioni sui giunti riempiti, sottili e a secco.

[…] Nel caso di utilizzo di elementi per muratura che fanno affidamento a tasche per riempimento di malta, i giunti verticali possono essere considerati riempiti se la malta è posta su tutta l’altezza del giunto su di un minimo del 40% della larghezza dell’elemento murario […] L’uso di giunti sottili (spessore compreso tra 0,5mm e 3mm) è consentito esclusivamente per edifici caratterizzati allo SLV, da agS ≤ 0,15g, con le seguenti limitazioni […] L’uso di giunti verticali non riempiti è consentito esclusivamente per edifici caratterizzati, allo SLV, da agS ≤ 0,075g, costituiti da un numero di piani in muratura da quota campagna non maggiore di due e altezza massima, misurata in asse allo spessore della muratura di 7 m […].

La muratura confinata

Viene poi introdotta la muratura confinata, dandone sia una descrizione generale che fornendone i dettagli costruttivi.

La progettazione e la realizzazione di costruzioni di muratura confinata deve essere eseguita in accordo con i criteri e le regole date nella UNI EN 1998-1, con le precisazioni riportate negli Annessi tecnici nazionali agli Eurocodici ed applicando le regole di dettaglio di cui al § 7.8.6.3.

Si intende con questo termine una tipologia costruttiva per la quale il compito di portare i carichi sia orizzontali che verticali viene attribuito ai blocchi in laterizio come se fosse una muratura portante; in più viene aggiunta una incorniciatura con travi e pilastri collegati, molto più esili rispetto a una struttura di cemento armato, che conferiscono un comportamento ottimale e unitario dei pannelli, anche per la ridistribuzione dei carichi. Da qui deriva una maggiore capacità di dissipare energia, ovviamente molto importante in zona sismica soprattutto se associata a un materiale fragile come la muratura.

In ogni caso questa tecnica ha origini antiche, e fu utilizzata anche a Messina ad esempio, dopo il terremoto del 1908.

I requisiti degli edifici in muratura confinata

Le costruzioni di muratura confinata dovranno essere progettate rispettando i seguenti requisiti:

– gli elementi di confinamento orizzontale e verticali dovranno essere collegati fra loro e ancorati agli elementi del sistema strutturale principale;
– per garantire un collegamento efficace fra gli elementi di confinamento e la muratura, il calcestruzzo degli elementi di confinamento dovrà essere gettato dopo la realizzazione della muratura;

– la minima dimensione trasversale degli elementi di confinamento orizzontali e verticali non dovrà essere inferiore a 150 mm. Nelle pareti a doppio foglio lo spessore degli elementi di confinamento deve garantire la connessione dei due fogli ed il loro confinamento;
– gli elementi di confinamento verticali dovranno essere posizionati: a) lungo i bordi liberi di ogni parete strutturale, b) su entrambi i lati delle aperture aventi area maggiore di 1,5 m2, c) all’interno delle pareti con passo non maggiore di 5 m, d) alle intersezioni delle pareti strutturali, in tutti i casi in cui gli elementi di confinamento più vicini siano ad una distanza superiore a 1,5 m;

– gli elementi di confinamento orizzontali dovranno essere posizionati nel piano della parete ad ogni piano e, in ogni caso, ad un passo non maggiore di 4 m;
– l’armatura longitudinale degli elementi di confinamento deve avere un’area non inferiore a 300 mm2 o all’1% della sezione dell’elemento di confinamento;

– le staffe dovranno avere diametro non inferiore a 5 mm e passo non maggiore di 15 cm;
– le lunghezze di sovrapposizione delle barre longitudinali non dovranno essere minori di 60 diametri.

Siamo quindi di fronte a un sistema costruttivo ben codificato e dal comportamento chiaro che, sebbene non pienamente innovativo, sicuramente ci porta a coniugare un incremento di prestazione con un materiale estremamente tradizionale.

Interpretiamo correttamente le norme?

Diciamoci la verità, no! E anche non a torto! Non neghiamo un fatto accalarato: nel bel Paese le normative (leggi, regolamenti, direttive, ecc..) sono da sempre impostate con termini, virgole e congiunzioni che rendono (spesso) astrusa l’interpretazione, motivo per cui Avvocati, Notai e Commercialisti sono tra le professioni che, fortuna loro, non conoscono “crisi”. Leggi tutto l’articolo

#MuraturaSismicaReloaded


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