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Decreto manutenzione ordinaria: testo e contenuti della bozza

Criteri di progettazione semplificata per gli interventi di manutenzione ordinaria fino a 2,5 milioni.

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Il decreto del Mit, che deve andare in Conferenza unificata il 22 maggio, individua i criteri di progettazione semplificata e prevede che gli interventi di manutenzione ordinaria fino a 2,5 milioni siano progettati, di norma, in un unico livello, nel quale sono definite nel contenuto prestazionale ed esecutivo tutte le lavorazioni. Il decreto è attuativo dell’art. 23, comma 3 del nuovo Codice dei contratti – decreto legislativo n. 50/2016 integrato e corretto con il D.lgs n. 56/2017.

L’intervento di manutenzione ordinaria, la cui progettazione è da realizzare in base al Codice degli Appalti, deve avere “lo scopo di mantenere nel tempo l’opera nella corretta efficienza, funzionalità e sicurezza, in relazione alle prestazioni individuate nel progetto, entro limiti accettabili per la durata della vita utile dell’opera”.

Scarica la bozza del decreto sulla manutenzione ordinaria

Decreto manutenzione ordinaria: i contenuti

Dice la bozza del decreto: gli interventi di ordinaria manutenzione, di regola, sono definiti dopo un’analisi e una valutazione di:
quadro delle cause che ne hanno determinato la necessità;
– confronto e coerenza con il piano di manutenzione, se disponibile;
efficacia della soluzione manutentiva proposta in relazione ad altre eventuali soluzioni di manutenzione ordinaria, con specifiche considerazioni tecniche che possono coinvolgere anche il costo del ciclo di vita e la durata prevedibile dell’opera.

Bisogna valutare anche eventuali alternative su tipologia, qualità dei materiali e soluzioni tecniche più affidabili, anche in termini di costi di manutenzione e ciclo di vita dell’opera e alternative su modalità di intervento con riguardo ai mezzi d’opera, periodi e fasi dell’intervento. Inoltre, sono da tenere in considerazione anche le condizioni di fruibilità dell’opera, e privilegiare le soluzioni che ottimizzano i condizionamenti sull’esercizio e l’uso dell’opera, salvaguardando l’incolumità degli addetti alle manutenzioni e dei fruitori dell’opera.

Lo schema di decreto è composto da 7 articoli: 1) Definizioni, 2) Criteri generali per la progettazione semplificata degli interventi di manutenzione ordinaria, 3) Piano di manutenzione, 4) Quadro conoscitivo, 5) Confronto fra soluzioni di intervento, 6) Documenti di progetto, 7) Manutenzione di pronto intervento.

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La manutenzione degli edifici è attività strategica nel panorama delle costruzioni di ogni paese sviluppato. la corretta progettazione della manutenzione sin dalle prime fasi di ideazione dell'intervento è importantissima per assicurare la sostenibilità (economica) dell'intervento stesso visto che i costi di manutenzione superano largamente, nel ciclo di vita di un immobile, i costi di costruzione. Informazioni circa la durata degli edifici e delle loro parti sono oggigiorno vitali per il progettista per differenti motivi. Esse, ad esempio, sono utilizzate nella stesura dei piani di manutenzione, obbligatori per tutte le opere pubbliche e sempre più diffusi anche nelle opere private, e per le valutazioni di sostenibilità ambientale, che stanno acquisendo una sempre maggiore penetrazione sul mercato. In Italia il Codice dei contratti, riprendendo in gran parte la formulazione della precedente "Legge Merloni", al comma 5, art. 93 prescrive: "... Il progetto esecutivo deve essere altresì corredato da apposito piano di manutenzione dell'opera e delle sue parti da redigersi nei termini, con le modalità, i contenuti, i tempi e la gradualità stabiliti dal regolamento di cui all'articolo 5". Il Regolamento del Codice (d.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207) al comma 1 art. 33 dispone inoltre l'obbligo di redazione del piano di manutenzione in fase di progettazione esecutiva. Purtroppo, però, solo recentemente il mercato ha trasformato le necessità e gli obblighi legislativi sopra esposti in richieste di informazioni agli operatori della filiera, ed è a parte di queste richieste che il presente volume vuole rispondere fornendo durata e attività manutentive tipiche per la maggior parte dei componenti edilizi.
In particolare, questa pubblicazione mira a rispondere alla richiesta di informazioni proveniente dal mercato delle costruzioni in due modi: con una parte cartacea in cui sono presentati dei profili di manutenzione per famiglie di componenti edilizi ed impiantistici, e una seconda parte, in formato banca dati elettronica, in cui sono fornite informazioni circa la durata dei componenti edilizi (per un totale di oltre 300 componenti). In particolare, nella prima parte sono individuate delle famiglie di componenti edilizi ed impiantistici basate su sistemi codificati in Italia ed in Europa e per queste famiglie sono riportate le seguenti informazioni: 1) l'articolazione della famiglia in funzione della distribuzione sul mercato ed eventuali indicazioni normative circa le caratteristiche qualitative dei componenti. 2) gli interventi manutentivi a cui i componenti della famiglia devono essere soggetti nel corso della loro vita utile, evidenziando, ove esistano, i riferimenti normativi. 3) la frequenza di tali interventi manutentivi.
La banca dati allegata al volume fornisce, inoltre, la vita utile di riferimento, secondo la norma tecnica ISO 15686-8, degli stessi componenti trattati nella parte cartacea.
Fulvio Re Cecconi, ingegnere, progettista e direttore dei lavori, è ricercatore in produzione edilizia presso il Dipartimento BEST del Politecnico di Milano. Autore di numerosi volumi, è direttore della rivista Ingegneri.
Filippo Marcon, ingegnere, lavora come project manager in una primaria società di engineering & construction.

Fulvio Re Cecconi, Filippo Marcon, 2012, Maggioli Editore
46.00 € 43.70 €

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