Diciamoci la verità, per quasi due lustri abbiamo alternato momenti di trepida attesa a sconsolate rassegnazioni, con il classico nulla di fatto, solo per il piacere di avere a disposizione una norma tecnica “migliore”. La norma tanto attesa, il D.M. 17/01/2018 – NTC18, doveva “semplicemente” cancellare refusi, incongruenze e inesattezze attraverso una mera integrazione con i dettami ed i sistemi costruttivi già previsti negli  attuali Eurocodici. Una rivisitazione 2.0 che avrebbe necessitato, per quanto dichiarato all’inizio, non più di due anni di lavoro.

Tralasciando ulteriori commenti ed entrando nella sostanza della norma, di seguito cercheremo di stilare un veloce excursus sulle prescrizioni di progetto previste per il sistema di muratura portante ordinaria (§4.5 – §7.8).

Muratura portante ordinaria: le prescrizioni di progetto

La prima suddivisione avviene sulla nuova zonizzazione sismica ovvero nelle costruzioni caratterizzate (SLV) da agS < 0,075g dove i blocchi portanti sono classificati in relazione a tipologia, percentuale di foratura (§4.5.2.2) e relativi spessori minimi per l’uso portante (§4.5.4):
– muratura in elementi resistenti artificiali pieni: 150mm;
– muratura in elementi resistenti artificiali semipieni: 200mm;
– muratura in elementi resistenti artificiali forati: 240mm;

Dove la snellezza della muratura (l0=h0/t – rapporto altezza / spessore) non deve superare il valore 20 (§4.5.4).

È consentito l’uso dei giunti verticali non riempiti (giunto a secco) esclusivamente per edifici caratterizzati, allo SLV, da agS ≤0,075g, costituiti da un numero di piani in muratura da quota campagna non maggiore di 2 e altezza massima, misurata in asse allo spessore della muratura di 7 m (§7.8.1.2).

Un’ulteriore prescrizione è data dallo spessore dei setti (§4.5.2.2.1 – §7.8.1.2) del blocco di laterizio, un limite che può risultare nuovo ma di fatto è un ritorno vista la presenza nel D.M. 20/11/1987, norma cogente prima dell’entrata in vigore delle NTC08:
– min 7 mm per setti interni;
– max 10 mm per setti perimetrali.

Limite valido per tutte le tipologia di blocchi portanti in zona sismica, senza alcuna eccezione e distinzione.

Per costruzioni caratterizzate (SLV) da agS > 0,075g gli elementi devono, oltre a quanto già riportato, possedere le seguenti caratteristiche:
– foratura < 45%;
– spessore minimo del blocco > 240 mm;
– resistenza caratteristica a rottura nella direzione portante fk > 5MPa o in alternativa la resistenza media normalizzata non inferiore a 6MPa;
– resistenza caratteristica a rottura nella direzione perpendicolare a quella portante deve risultare non inferiore a 1,5 MPa;
giunti di allettamento con malta di classe minima M5.

È fondamentale prevedere che i giunti di malta orizzontali e verticali, nella muratura portante ordinaria, si presentino continui, non interrotti e di spessore compreso tra 5 e 15mm, l’unica eccezione concessa per i giunti verticali è nel riempimento (per tutta l’altezza) dell’eventuale tasca che si forma accostando i blocchi ad incastro. La tasca deve essere, inderogabilmente, > 40% larghezza del blocco e con un range di spessore tra 5 e 15mm. Tale giunto viene riconosciuto come formalmente continuo e non interrotto, un’eccezione non estendibile alle murature portanti armate.

L’utilizzo dei giunti sottili (§7.8.1.2), con spessore compreso tra 0.5 mm e 3 mm, è consentito esclusivamente per edifici caratterizzati allo SLV, da agS ≤0,15 g, con le seguenti limitazioni:

‐ altezza massima, misurata in asse allo spessore della muratura:

  • 10,5 m se agS ≤0,075 g;
  • 7 m se 0,075 g<agS ≤0,15 g

‐ numero dei piani in muratura da quota campagna:

  • ≤ 3 per agS ≤0,075g;
  • ≤ 2 per 0,075g <agS ≤0,15g

La snellezza della muratura, in questo caso, non deve superare il valore 12 (§7.8.1.4).

Definiti i parametri degli elementi costituenti la muratura, blocchi e malta, si passa alla determinazione dei valori meccanici della muratura (fk e fvk0) che possono essere desunti da prove sperimentali di laboratorio su muretti o da tabelle di norma (§11.10.3 – tab.11.10.VI e 11.10.VIII) conoscendo la resistenza caratteristica del blocco di laterizio e la classe della malta, con possibilità di interpolare i valori:

 

Le resistenze di progetto della muratura (§4.5.6.1), rispettivamente per le verifiche a compressione pressoflessione e carichi concentrati, e a taglio  si determinano con le seguenti formule:

Si vede dalla tabella che a parità di classe di esecuzione l’utilizzo di blocchi di Cat. I° garantiscono un valore pari a 2 a fronte di un 2,5 per blocchi in Cat. II°.

Una differenza non da poco conto, tanto per rendere l’idea a parità di classe di malta la resistenza di progetto della muratura risulta la medesima per un blocco di laterizio sia con fbk = 15 N/mm2 in Cat. II°  sia con fbk = 10 N/mm2 di Cat. I°.


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