Julian Lops

Internamente vengono studiati impianti personalizzati capaci di valorizzare qualsiasi tipo di ambiente. Nel caso specifico, lo staff di esperti è stato chiamato a coadiuvare il rinomato studio di architettura Giacosa Palitto per illuminare Luogo Divino. Alla base di questo wine-bar, sito nell’incantevole via San Massimo di Torino, c’è la filosofia di far vivere ai propri clienti un’esperienza di piacere. Proprio da questo concetto, così ben rispecchiato dalla scelta degli spazi e del menù, è partita Casa delle Lampadine per decidere l’illuminazione più adatta.

Come partner è stato scelto Davide Groppi, marchio sulla cresta dell’onda nel mondo del design sia per la forte originalità che per la grande qualità dei suoi prodotti.

Questa decisione è stata dettata dal desiderio di portare il concetto di “luce nel piatto”, leitmotiv del brand piacentino, all’interno del locale: un’esperienza multisensoriale capace di donare unicità ad ogni tavolo, intimità ai commensali e soprattutto la giusta importanza al cibo e al vino. Gli architetti hanno deciso di sfruttare la luce soffusa di Tetatet, lampada di punta di Davide Groppi, per creare l’atmosfera perfetta per chi, a cena, non vuole solo rilassarsi ma anche avere un vero e proprio rapporto di complicità con il piatto che gli viene presentato.

Ogni tavolo diventa unico grazie alla presenza di questa innovativa lampada portatile con base magnetica, come uniche diventano le etichette di vino illuminate da Infinito e Flash. Con la loro caratteristica luce radente, le due lampade da parete di Groppi sono in grado di valorizzare al massimo le bottiglie incastonate nei muri del locale.

Infinito e Flash sono nastri sottilissimi di un particolare acciaio inossidabile che tagliano lo spazio e danno al vino, vero protagonista del locale, l’importanza che merita. Luce diretta ed indiretta utilizzata in modo sapiente per focalizzare l’attenzione degli ospiti sui marchi selezionati dai sommelier.

Anche per chi decide di accomodarsi al bancone è stata scelta una luce d’accento, capace di valorizzare il piatto in modo netto e deciso. In questo caso si è optato per Neuro, una lampada a sospensione molto semplice, ispirata ai vecchi impianti elettrici, che ricade perfettamente davanti al cliente, mentre i suoi cavi percorrono il soffitto creando delle affascinanti geometrie.

Sampei, lampada da terra vincitrice del prestigioso Compasso d’Oro ADI, si impone invece nella sala grazie alla sua forma inconfondibile che rimanda ad una canna da pesca. Il team di Casa delle Lampadine l’ha voluta posizionare in questa zona per donare armonia all’ambiente ed illuminare in modo suggestivo un piccolo angolo relax.

Immagine di apertura: Julian Lops


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