umidità in casa

Affrontare il problema in tempo può portare non solo a un miglioramento termico, ma anche più salutare, in quanto l’umidità porta alla formazione di muffe, batteri, virus, funghi, acari e altri agenti che possono indurre asma, allergie e malattie respiratorie.

L’umidità non è altro che la quantità d’acqua o di vapore acqueo contenuta nell’atmosfera o, più in generale, in una massa d’aria. Viene distinta tra:
umidità assoluta: è la densità del vapore acqueo, cioè il rapporto tra la massa del vapore acqueo e il volume che la contiene;
umidità specifica: rapporto tra il vapore acqueo e la massa d’aria che risulta umida;
umidità relativa: rapporto tra il vapore acqueo contenuto nell’aria e la quantità massima che quella stessa massa d’aria potrebbe contenere, a pari condizioni di pressione e temperatura.

Umidità in casa: le quattro tipologie

La presenza dell’umidità in casa è visibilmente nota quando sono presenti sui muri delle macchie nerastre più o meno grandi, ma le cause che la generano possono essere differenti e ricondurre a diversi tipi di umidità quali:
umidità di condensa: condensa di vapore acqueo sulla superficie e/o all’interno della muratura su parti fredde della casa in cui vi sono ponti termici;
umidità di risalita: risalita capillare di acqua presente nel terreno che viene assorbita dai muri;
– umidità da infiltrazioni: umidità dovuta a infiltrazioni per precipitazioni o per la rottura di tubazioni di scarico;
– umidità da costruzione: dovuta alla necessaria presenza di acqua nella preparazione dei materiali edili che non è stata fatta evaporare dovutamente.

Umidità in casa: qual è il motivo

Tuttavia per capire il reale motivo che ha causato l’umidità è necessario effettuare delle indagini invasive come fori, carotaggi, demolizioni parziali, ecc. La rilevazione è un argomento spinoso per i tecnici che la effettuano in quanto in Italia non esiste una normativa sulla diagnosi dei fenomeni di umidità, quindi, non avendo delle linee guida, ciascun tecnico è legittimato ad effettuare tutte le prove che egli stesso, soggettivamente, ritiene più opportune, cadendo anche in errate diagnosi e valutazioni.

Leggi anche Il comportamento dell’umidità: cos’è e come si evita

Le soluzioni

Se non sono visibili delle efflorescenze o alterazioni cromatiche, per iniziare una diagnosi sull’umidità in un muro la più immediata e spontanea prova che viene effettuata consiste nel toccare il muro, in modo da percepire la temperatura dello stesso. A primo impatto si potrebbe attribuire l’umidità alla risalita capillare, ma le cause potrebbero essere diverse.

Per ottenere una misurazione accurata è necessario che la diagnosi venga fatta in condizioni stazionarie dell’ambiente, e non dopo situazioni particolari, come dopo un susseguirsi di giornate piovose o dopo dei periodi festivi, in cui la casa ha avuto un sovraffollamento di persone presenti (maggiore umidità dovuta alla respirazione e alla traspirazione) o essere stata vuota per alcuni giorni; inoltre è necessario misurare sia la temperatura e l’umidità relativa dell’aria ambiente, che la temperatura superficiale della parete da investigare.

I metodi di misura possono essere sia distruttivi, in quanto sarà necessario un campione di materiale, che non. Innanzitutto bisogna rilevare i parametri termoigrometrici che consentono di valutare l’ipotesi di presenza o meno di fenomeni di condensazione e igroscopia con cadenze variabili da diversi giorni ad alcuni mesi.

I dati da rilevare sono:
– temperatura dell’aria ambiente;
– umidità relativa dell’aria;
– temperature delle superfici indagate.

Conviene spesso effettuare le misurazioni in punti opposti di una superficie. I valori di temperatura e di umidità relativa vengono misurati col termoigrometro e la temperatura del muro con un termometro a infrarossi. È anche possibile misurare direttamente l’umidità di un muro con un igrometro a contatto.

Una volta individuata la presenza di umidità è possibile eliminare il vapore acqueo ed ottenere condizioni di umidità “ideale” in casa munendosi di dispositivi adatti a tenere i parametri sotto controllo. Spesso, oltre che creare condizioni di benessere, sono anche in grado di portare un risparmio, evitando sprechi di energia termica ed elettrica.

È possibile adottare ad esempio dei climatizzatori che regolino la temperatura, o dei deumidificatori che agiscono sul tasso di umidità, esistono inoltre delle vere e proprie mini stazioni meteo che rilevano il tasso di umidità e le temperature effettive nei vari ambienti della casa e di conseguenza impostano diversi parametri in ogni locale.

I metodi di protezione sono svariati, per esempio se l’umidità alla base dei muri è di origine condensativa si può sostituire l’intonaco con uno termoisolante e per evitare il contatto diretto col terreno si ricorre ai vespai aerati, efficaci solo se non si trovano sotto il livello del terreno.

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