ammazzare

Settimana scorsa l’Associazione nazionale dei commerciali ha condannato l’uso dello slogan “ammazza un commercialista” utilizzato da Aziendasupporter.com, detto anche “il blog di Mauro”, e inviato una lettera all’Autorità garante della comunicazione denunciando il sito in questione, uno dei tanti in cui vengono dati consigli fiscali da sedicenti esperti… ma anche in cui si minaccia e si augura la morte a chi svolge la professione – in questo caso si tratta di commercialisti ma avrebbero potuto essere geometri, ingegneri o architetti. Consapevoli del fatto che per difendere la professione e le professioni non vanno usati gli stessi strumenti aggressivi che “ormai pervadono il web” (cit. dalla lettera), l’Associazione dei commercialisti ha sporto denuncia per incitazione alla violenza. La polizia postale ha chiuso il sito in questione.

“Ammazza un commercialista”: sito chiuso

È giusto il discorso dei Commercialisti? L’aggressività pervade il web? Dipende da quello che leggi. Ci sono tanti siti che parlano di professione, che magari lo fanno anche in modo attento e critico ma che non sono per niente violenti. Non è giusto.

È giusta la chiusura del blog allora? Era necessario trattare, fare in modo che su quel blog non compaiano più le minacce di morte ma contenuti non per forza più validi ma anche solo non offensivi. Questo quello che pensavo all’inizio, appena ho letto l’articolo su questa storia. Poi ho cambiato idea. In cosa consistevano le minacce? Su google non si trovano altro che queste righe se cerchi “ammazza un commercialista”:

Aiuta anche tu questo Paese… Ammazza un commercialista!
“ Onestamente non so ancora tra avvocati e commercialisti quale sia più dannoso per la società e le persone normali… Ma questo è un altro tema che svilupperemo in altra sede… Oggi parliamo di commercialisti. Certamente non è normale come costoro (la stragrande maggioranza) intendano il proprio …”

Non ho letto l’articolo e non ne ho preso visione in prima persona. Comunque sia, il titolo suona chiaramente come, per lo meno, un’istigazione. C’è chi potrebbe prenderla sul serio. Però, dare la colpa al “web” mi sembra superficiale e denota un’incapacità di fare un’analisi un minimo approfondita. A parte questo, è istigazione bella e buona. Era sufficiente oscurare l’articolo, pensavo all’inizio. Poi ho visto il sito.. Aziendasupporter.com o “il blog di Mauro”. Mauro che ci mette pure la propria faccia nella testata, bisogna dirlo. Sarà lui?

Che tipo di contributo può dare all’informazione e alla discussione seria sugli argomenti che affronta un blog di questo tipo? Nessuno. Secondo me, che l’abbiano chiuso è un bene, perché faceva disinformazione e pubblicità di livello infimo. Comunque, poi, Mauro aprirà un altro blog, sarà difficile controllarlo. Gli è stata fatta una multa? Non so, non ho trovato informazioni a proposito. Sarebbe il caso di fargliela, così magari ci pensa due volte a rifare un altro sito uguale. La libertà di espressione è da rispettare e tutelare, però Mauro truffa e istiga. Mi sembrano più gravi le truffe delle istigazioni, nel senso che Mauro ha responsabilità sulle conseguenze delle prime (perchè ospita quelle pubblicità) e non delle seconde, ma è giusto chiudere quel sito a causa l’articolo sui commercialisti. Cosa si può fare, chiudere tutti i siti che fanno quel tipo di pubblicità? Difficile.

Sarei curioso di sapere in quanti hanno cliccato nelle pubblicità, oltre a me questa mattina per sbaglio… Perché, dovete sapere, il sito di Mauro è chiuso, ma i banner pubblicitari (la skin grande sullo sfondo, per intenderci, funziona ancora) sono ancora attivi. Che senso ha? Se chiudi il sito, bisogna chiudere anche quelli. Mauro sta guadagnando ancora soldi da ogni nostro click. Chiudete tutto.

Spara a zero anche sui destinatari dei suoi banner con cose come “Ma davvero vuoi continuare a buttare via i tuoi soldi per comprare un auto?!? (due punti interrogativi, un esclamativo, ndr) NOLEGGIAMI”. Oppure utilizza banner che promettono di salvare i lettori dai rischi in affari e che ti attirano con un “Sicuro di conoscere tutti i tuoi clienti? Anche chi pensi di conoscere può riservarti sgradite sorprese” (quindi, cosa fanno? Li spiano per te?). È un blog costruito intorno al complotto. Non leggerei mai un sito simile, non so voi.

Sarei curioso di sapere cosa sarebbe successo se qualche matto avesse preso sul serio il titolo dell’articolo, arrabbiato magari per aver subito da una prestazione veramente scadente e troppo cara da parte di un commercialista (un architetto, un ingegnere, o un geometra)? Lo avrebbe ammazzato davvero. Ah, che conseguenze può avere il clickbait.


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