Smart city, cioè città intelligente, è un insieme di strategie di pianificazione urbanistica atte a ottimizzare ed innovare i servizi pubblici così da mettere in relazione le infrastrutture materiali delle città con il capitale umano, intellettuale e sociale di chi le abita grazie all’impiego delle nuove tecnologie della comunicazione, della mobilità, dell’efficienza energetica.

La Smart City in edilizia: cosa s’intende?

Una smart city è una città in cui tutte le risorse sono accessibili attraverso un’infrastruttura di rete telematica efficiente e ove siano disponibili servizi informativi attraverso i quali il cittadino e l’amministrazione possono dialogare. Lo scopo di una smart city è quello di poter migliorare la qualità della vita e soddisfare le esigenze di cittadini, imprese e istituzioni.

Le prestazioni della polis dipendono non solo dalla dotazione di infrastrutture materiali, fisiche, ma anche, e soprattutto, dalla disponibilità e qualità della comunicazione, della conoscenza e delle infrastrutture per il sociale. Un’iniziativa di smart city è ad esempio quella già presente in alcune città italiane dell’installazione di video sportelli installati nelle strade tramite i quali i cittadini possono svolgere a distanza le pratiche amministrative.

Migliorare la qualità della vita dei cittadini significa pure investire sull’efficienza energetica degli edifici, come sta facendo Genova, o dotare gli edifici civili di sensori wireless che monitorano l’ambiente domestico e lanciano allarmi via sms e via twitter a familiari e servizi sociali, come l’esempio di Bolzano.

Una sfida da parte dell’edilizia in termini di smart city è quella di procedere su larga scala all’isolamento degli edifici esistenti, all’installazione di sistemi di illuminazione di ultima generazione e di caldaie a condensazione in tutti gli edifici, ad una gestione intelligente del “sistema edificio”, dal riscaldamento alla ventilazione, con l’adozione di elettrodomestici di ultima generazione, ai quali vi si può accedere via wireless.

Lo scopo è quello di fare interagire il mondo virtuale dei servizi mobili, di internet, dei social network con le infrastrutture fisiche di edifici ed utilities intelligenti, quali l’elettricità, il riscaldamento, l’acqua, i rifiuti, il trasporto. Le città dovranno trasformarsi e ciò richiederà l’inserimento di componenti intelligenti e la loro connessione in tempo reale, l’aggregazione dei dati per la realizzazione di servizi ai cittadini.

Le app urbane

L’universo delle app urbane è già il segnale più evidente di questa evoluzione delle città, ma per un più rapido raggiungimento di tale obiettivo sarà necessario supportare gli stessi comuni nella coprogettazione di una città intelligente, spronando gli stessi cittadini a dare un loro contributo ad esempio con la realizzazione concorsi di idee sull’argomento, ponendoli al centro dell’obiettivo, chiedendogli cosa una città dovrebbe essere capace di offrirgli per il miglioramento della loro vita e la semplificazione di procedure amministrative.

Lo stesso mercato immobiliare sta subendo il trend smart, in quanto oggi le case non vengono più vendute con un prezzo/m2, ma sulla base di quali e quanti servizi offrono in modo da meglio adattarsi allo stile di vita dell’acquirente. Un primo passo in edilizia sta venendo avanti con:
riqualificazione funzionale di aree dismesse o dequalificate del territorio urbanizzato;
rigenerazione in termini di miglioramento energetico-ambientale dei tessuti consolidati;
riqualificazione dello spazio pubblico e alla sua accessibilità e fruibilità in sicurezza.

L’Italia e l’Europa

Oggi in Italia la strada è ancora lunga a causa della necessità sempre più urgente di un recupero del patrimonio edilizio esistente che per il 65%  ha più di 30 anni e che porta a investimenti di denaro pubblico non indifferente; dunque appare necessario che sia il privato che il pubblico cooperino affinché possano realizzarsi città intelligenti, sostenibili, umane, e che questa interattività sia presente non solo nel centro della città stessa, ma a partire dai piccoli quartieri fino alle periferie, ciò a cui bisogna mirare è il miglioramento dei servizi e la riduzione dei costi.

L’Unione Europea con la nuova programmazione dei fondi europei 2014-2020 incentiva fortemente queste tipo di azioni, e con le Direttive 2012/27 e 2010/31 ha fissato la visione e le scelte da intraprendere in modo da incidere nell’efficienza energetica la chiave per una riqualificazione del patrimonio edilizio.

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