cumulo gratuito

Ai professionisti iscritti che decidono di applicare il cumulo contributi, se non hanno anche il requisito minimo previsto da Inarcassa per la pensione di vecchiaia, l’intera pensione verrà calcolata con il sistema contributivo. Il nuovo Regolamento di Inarcassa prevede il pro rata (riconoscendo le quote retributive) anche a chi ha l’età per la pensione di vecchiaia.

Cumulo contributi per i professionisti

Il cumulo dei contributi per i professionisti è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2017 e sarà operativo quando gli istituti previdenziali privati e l’INPS avranno firmato l’accordo. Nel momento in cui il professionista esercita il cumulo per la pensione, ogni istituto calcola e paga la propria quota pro rata. Le regole con cui viene effettuato il calcolo dell’assegno previdenziale dai singoli istituti è rilevante ai fini della convenienza del cumulo.

Pro quota Inarcassa

La quota deve essere determinata con il pro rata solo se il professionista ha maturato un’anzianità contributiva almeno pari a quella necessaria per la pensione di vecchiaia. Il requisito deve essere maturato con i versamenti Inarcassa (senza sommare quelli versati nelle altre gestioni interessate dal cumulo): per chi va in pensione nel 2018 è pari a 66 anni di età e 32 anni e sei mesi di contributi. Sono contributivi tutti coloro che, quando si ritirano con il cumulo, non hanno maturato il requisito minimo per la pensione di vecchiaia.

Pro quota INPS

Per chi è iscritto all’INPS le regole sono diverse: se ci sono almeno 18 anni di contributi versati entro il 31 dicembre 1995, il calcolo è solo retributivo (esclusi i contributi versati dal 2012, sempre con il contributivo). Se invece i contributi versati prima del 1996 sono meno di 18 anni, il calcolo viene fatto pro rata, retributivo fino al primo gennaio 1996 e contributivo dopo. Chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996 ha la pensione tutta contributiva. In base alla circolare INPS 140/2017 sul cumulo contributivo per la pensione, i 18 anni di contributi precedenti al 1996 che danno diritto al calcolo retributivo devono essere versati interamente all’istituto di previdenza. Non hanno rilevanza i versamenti nelle casse private.

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