bonus verde interventi ammessi alla detrazione

Il 21 marzo (tra due giorni) è il primo giorno di primavera e torna la possibilità di passare un po’ di tempo in giardino, prendendosene cura. Quindi, forse, prenderà un po’ più piede rispetto a quanto non abbia fatto finora il Bonus verde, la detrazione fiscale Irpef del 36% per chi sistema a verde un’area pertinenziale all’aperto, cioè per chi realizza un giardino dove prima non c’era o ne trasforma in modo pesante uno già esistente (NB. la detrazione permette la detrazione per una spesa massima di 5mila euro per unità abitativa).

Il bonus verde si può raddoppiare: si può usare cioè sia per interventi sul giardino condominiale sia sul giardino privato (anche se è pensile) degli appartamenti, anche se i due giardini sono nello stesso edificio. Le spese agevolate sono quelle il cui bonifico e il pagamento avviene nel 2018 entro il 31 dicembre. Il recupero del 36% della spesa totale avviene in dieci rate annuali. Per le unità a uso promiscuo il bonus è dimezzato.

Oltre a questo, che è chiaro, nonostante le indicazioni delle Entrate e la Legge di Bilancio 2018, che ha introdotto la detrazione, non è chiarissimo quali siano gli interventi agevolabili e quali no.

Bonus verde: gli interventi agevolati di sicuro

Progettazione e manutenzione

Scendiamo nel dettaglio di alcuni interventi che possono essere interessanti, definiti anche dall’Agenza delle Entrate. Anche la Legge di Bilancio 2018 può aiutare i contribuenti a orientarsi nei casi dubbi. Le spese di progettazione non rientrano nell’agevolazione ma beneficiano dello sconto se legate ai lavori. Stesso destino per la manutenzione ordinaria.

Piante in vaso

Le piante in vaso hanno diritto al bonus, ma solo se l’acquisto è parte di un intervento di radicale trasformazione del giardino.

Impianti, pozzi e recinzioni

Recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi, coperture a verde e giardini pensili sono agevolati. Lo sono anche gazebo, pergolati e arredi. L’acquisto e posa in opera di una cisterna prefabbricata dovrebbero essere agevolati se fanno parte di un impianto di irrigazione.

Per quanto riguarda la realizzazione di un giardino pensile, per essere detratto dovrà essere un intervento ben strutturato.

Una nota importante sulla recinzione: chi è intenzionato a installarne una, deve ricordare che può avere anche la detrazione del 50% per il recupero edilizio, su una spesa massima di 96mila euro solo se la recinzione può essere considerata un’opera di sicurezza per prevenire i furti. La spesa per la recinzione dovrà essere fatturata e pagata a parte: per usufruire del 50%  si deve fare un bonifico tracciabile, per il 36% del bonus verde, basta  bonifico semplice, carte di credito, bancomat o assegni.

Bonus verde: interventi esclusi

Sono esclusi i lavori eseguiti in economia, quando il privato acquista direttamente i materiali. È necessario quindi un professionista che faccia il lavoro e compri i materiali? A quanto pare si. Non è agevolato l’acquisto di macchinari, compresi i tagliaerba. Il solo acquisto di alcuni vasi per il balcone non può avere il bonus verde, e questo è certo e chiaro. Sono escluse le abitazioni di nuova costruzione e le aree verdi di edifici non abitativi.

Non abbiamo indicazioni sul taglio degli alberi ad alto fusto e sull’acquisto di erba sintetica: potrebbero non rientrare nella “sistemazione a verde”.

Bonus verde, come documentare gli interventi

È, appunto, ormai primavera, ma per ora non ci sono indicazioni. Le Entrate (per il bonus mobili, un caso simile) hanno chiesto ai contribuenti di conservare ricevute dei bonifici, ricevute della transazione per i pagamenti con carte di credito o bancomat, documentazione di addebito sul conto corrente, fatture di acquisto con specifica della natura dell’acquisto, qualità e quantità dei beni e servizi. Leggi anche Bonus verde 2018, non serve il bonifico parlante

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