antincendio scuole

In Italia, secondo il Rapporto Ecosistema Scuola 2017 di Legambiente, più del 50% delle scuole non hanno il Certificato di Prevenzione Incendi e rischiano la chiusura. Nella Legge di bilancio 2018 non c’è la proroga dei termini per la messa a norma antincendio degli edifici scolastici. Paolino Marotta, presidente dell’Andis (Associoazione Nazionale Dirigenti Scolastici), in gennaio, aveva inviato una lettera alla Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, per dimostrare la preoccupazione dei dirigenti scolastici italiani per la situazione.

Antincendio scuole: per ora, non si sta facendo niente

“Lo scenario che si prospetta d’ora avanti per il sistema scolastico italiano è davvero drammatico, considerato che gli edifici non in possesso del Certificato di Prevenzione Incendi sono il 52,6% del totale e rischiano di essere chiusi al pur minimo sopralluogo degli enti di vigilanza”.

Con la situazione di incertezza politica che si è venuta a creare dopo le elezioni, questa richiesta non verrà certamente soddisfatta. Già era caduta nel vuoto con un Ministro in carica, figuriamoci senza un Governo.
Dopo le elezioni, sapevamo che sarebbe comunque cambiato il Governo. E una richiesta inviata a Gennaio, in piena campagna elettorale, quando le elezioni ci sono all’inizio di marzo, non ha buone possibilità di essere ascoltata e presa davvero in considerazione. Ciò non toglie che l’Andis abbia fatto bene a far presente il problema, perchè fino a prova contraria il Governo, finché è in carica, deve lavorare. Vabbè.. Il problema delle scuole non sicure andrà ripresentato ancora e ancora e ancora. Il fatto è che al momento non c’è un Ministro in carica a cui presentarlo. Per quanto sarà così, non lo sappiamo.

La lettera di Marotta, procedeva così, rivolgendosi all’ex Ministro: “L’Andis sollecita un Suo autorevole intervento presso il Dipartimento dei Vigili del Fuoco perché venga emanato un decreto ad hoc che consenta agli enti proprietari di procedere al progressivo adeguamento alla norma degli edifici scolastici, magari con step triennali in analogia a quanto già avviene per le strutture sanitarie”.

Al momento, non sappiamo definire che fine farà questa richiesta. E, al momento, il 52% delle scuole restano insicure e a rischio chiusura.


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