Ricapitoliamo: il Decreto Direttoriale del Ministero dello Sviluppo Economico del 24 ottobre 2017 ha previsto il “Voucher per la digitalizzazione delle PMI”, un’agevolazione che prevede un contributo, tramite concessione di un voucher di importo non superiore a 10 mila euro, per la digitalizzazione dei processi aziendali e l’ammodernamento tecnologico. Visto che tra i requisiti per la partecipazione all’agevolazione c’è l’obbligo di iscrizione presso il Registro delle Imprese tenuto dalle Camere di commercio, di fatto gli studi professionali e i liberi professionisti non possono accedere all’agevolazione. Un mese fa, il Comitato Unitario Professioni (CUP) e la Rete Professioni Tecniche (RPT) hanno inviato una Nota al MISE chiedendogli di sanare l’esclusione dei liberi professionisti dal Voucher.

Voucher Digitalizzazione, no ai professionisti?

Qualche giorno dopo, il MISE ha ribadito che, per l’accesso a questa agevolazione, non si possono equiparare PMI e professionisti. A questo punto CUP e RPT hanno fatto predisporre un parere dall’avvocato Colacino. Il parere dell’avvocato sottolinea che la Legge di Stabilità 2016 (art. 1, comma 821) ha affermato la piena equiparazione tra PMI e liberi professionisti per l’accesso ai piani operativi POR e PON, innovando rispetto alla disciplina legislativa precedente e ampliando la platea dei destinatari degli interventi promossi sui fondi strutturali comunitari destinati alle PMI. L’equiparazione porta, quindi, ad affermare che tutti gli interventi di sostegno alle PMI previsti dai piani operativi PON e POR sono estesi anche ai liberi professionisti.

Questo parere conferma che l’equiparazione dei liberi professionisti alle PMI non può essere “interpretata” secondo un “principio di ragionevolezza” che produce discriminazione tra le due categorie di soggetti e si mette in contrasto con le leggi nazionali ed europee. Le amministrazioni pubbliche hanno il compito di attuare le disposizioni di legge, non diinterpretarle a propria discrezione. In più, questa interpretazione lede un diritto dei liberi professionisti sancito dalla legge.

CUP e RPT chiedono ancora una volta l’annullamento del Decreto direttoriale, la modifica dei requisiti di accesso ai Voucher per la digitalizzazione e l’esclusione dei liberi professionisti dall’obbligo di iscrizione al Registro delle Imprese e la riapertura dei termini di presentazione delle domande.


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