berlusconi: abolire il codice degli appalti

Una nuova uscita sensazionale di Silvio Berlusconi, che ieri ha incontrato l’Ance e gli imprenditori, nell’ambito degli appuntamenti dell’Associazione con i candidati degli schieramenti politici prima delle elezioni del  4 marzo. A tutti i candidati Premier, e quindi anche a Berlusconi, è stato consegnato “Cantiere Italia”, il programma dettagliato di rilancio del settore delle costruzioni, che dovrà essere seguito e utilizzato da chi guiderà il Paese nella prossima legislatura. Propro per andare incontro al 100% a questo programma, Berlusconi si è lanciato in una proposta (anzi due) sparando altissimo.

Berlusconi: abolire il Codice degli Appalti il prima possibile

Scendendo nel dettaglio dell’incontro di ieri, il presidente dell’Ance Buia ha rilanciato in particolare tre temi del Manifesto delle costruzioni, siglato il 13 febbraio da tutta la filiera. Rilanciare il settore dell’edilizia è indispensabile dopo ormai 10 anni di crisi perché in passato ha dato un apporto determinante per la crescita economica del paese e per rilanciarlo serve risolvere tre problemi della burocrazia, del codice appalti e della rigenerazione urbana. Su questi temi, Buia ha chiesto impegni concreti a Silvio Berlusconi.

Berlusconi ha garantito di aver già inserito nel programma di governo la maggior parte delle istanze avanzate dall’Ance e dalla filiera delle costruzioni il 13 febbraio. In particolare, ha detto, il problema sta nel Codice degli Appalti, ma anche nello Split payment: sono entrambi da abolire al più presto.

Non si tratta di una notizia che pubblichiamo contro Berlusconi, ma un esempio di come la campagna elettorale si stia basando molto su proclami altisonanti, accondiscendenti ed eccessivi che difficilmente possono essere messi in pratica. In questo, sicuramente, possiamo dirlo, Silvio Berlusconi è sempre stato un maestro. Ok sulla possibilità di abolizione dello Split Payment, più praticabile, ma il Codice degli Appalti? È veramente eliminabile?

Tutte le cose che il presidente dell’Ance ha accennato sono state inserite, per aver avuto noi degli incontri con la vostra organizzazione, nel nostro programma. Il Codice Appalti bisogna abolirlo, farne un altro, vedrete voi se vale la pena inserire le normative europee che sono molto meglio di quelle italiane” ha detto Berlusconi. “Questo Codice non va bene, deve essere profondamente rivisto. Lo diciamo da due anni, ora ci cominciano a dare ragione. Anche questo Codice ha pesato sulla crisi. Dobbiamo abolire il Codice Appalti, e sostituirlo con le direttive europee“. E sullo Split Payment: “È un disastro, introduce differenze per le aziende non sopportabili in negativo, quindi è da cancellare”.
Aggiungiamo che sulla semplificazione edilizia ha detto: “Siccome ogni cittadino ha diritto a fare una casa che non è espresamente vietata, nei primi tre mesi (di Governo, se eletti, ndr) faremo una legge che prevede di dare una comunicazione al Comune dicendo che ha intenzione di costruire un edificio, sotto la sua responsabilità”. Poi dopo, solo quando l’edificio è costruito c’è il controllo e, “se c’è qualcosa non in regola, diamo tre mesi per regolarizzare, nel caso una multa, anche salata, che può arrivare anche all’abbattimento dell’immobile, se hai fatto una cosa insanabile. Con questa notizia potete andare a casa contenti“.
Tornando all’abolizione del Codice Appalti, quello che la filera delle costruzioni ha chiesto (nelle critiche e proposte fatte il 13 febbraio) non è proprio di abolirlo o farne un altro ma di, per non tradire lo spirito della legge delega, ripensarlo per impedire l’introduzione di livelli regolatori superiori a quelli imposti dalle direttive Ue (divieto di Gold plating). Bisogna quindi predisporre un articolato più semplice, suddiviso in lavori, servizi e forniture, accompagnato da un unico regolamento attuativo, dotato di forza cogente, in  cui far confluire la normativa di dettaglio e le linee guida Anac. Berlusconi ha strappato anche degli applausi alla platea dell’Ance ma un discorso è reagire con entusiasmo caricati da un maestro dei comizi, un altro è sedersi a un tavolo ed eleaborare una proposta fattibile per un ripensamento del Codice.

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