La Conferenza Stato-Regioni ha detto OK alla bozza di decreto che rifinanzia per 180 milioni di euro il fondo della legge 13/1989 per interventi di abbattimento delle barriere architettoniche negli edifici privati. Il fondo era a secco dal 2003.

Barriere architettoniche, come gestire il fondo inevaso?

La bozza di decreto mette in evidenza che il fabbisogno inevaso delle Regioni ammonta a 230 milioni di euro. Si tratta delle somme che i Comuni hanno richiesto sulla base delle richieste dei cittadini e le Regioni hanno girato allo Stato. La legge del 1989 finanzia interventi di superamento o abbattimento barriere, piccole opere edilizie e anche impianti tecnologici, ascensori compresi.

Nei prossimi giorni il decreto sarà firmato da Delrio, Padoan e Poletti. I 180 milioni provengono dal Fondo Investimenti e coprono parte (180 milioni su 230) dei fabbisogni inevasi fino al 2017, segnalati negli ultimi mesi dalle Regioni al Mit. Le Regioni dovranno ripartire i finanziamenti ricevuti tra i Comuni che li richiedono per contribuire alle spese dei privati cittadini.

I fondi ulteriori

Ma il Ministero delle Infrastrutture, per il Fondo Investimenti “risorse 2018”, ha chiesto ulteriori 160 milioni per i fabbisogni eccedenti (230-180, circa 50 milioni), e per altri fabbisogni. Con le nuove risorse del Fondo Investimenti 2018, a breve (pare) verrebbe completato l’intero fabbisogno

Oltre che in base al fabbisogno inevaso, le risorse sono divise sulla base dei criteri indicati nella legge 13/1989, articolo 10. Quando il decreto sarà registrato dalla Corte dei Conti, il Mit trasferirà le risorse alle Regioni.

La ripartizione dei 180 milioni

Abruzzo 4,4 milioni, Basilicata 15,2 milioni, Campania 13,5 milioni, Emilia-Romagna 29,3 milioni, Lazio 19,2 milioni, Liguria 275 mila euro, Lombardia 25,3 milioni, Marche 11,3 milioni, Molise 1,1 milioni, Piemonte 25,7 milioni, Puglia 4 milioni, Sardegna 3,2 milioni, Sicilia 4,4 milioni, Toscana 2,9 milioni, Umbria 11 milioni, Veneto 8,4 milioni.

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