i compiti del direttore lavori in base al nuovo decreto

Alcune misure fiscali di crediti d’imposta introdotte per le imprese dalla Legge di Stabilità. E, per quanto riguarda l’Accordo per il Credito 2015, le novità comunicate dall’Associazione Bancaria Italiana.

Crediti d’imposta per la riqualificazione di stabilimenti termali

Il tax credit per la riqualificazione e il miglioramento delle strutture ricettive turistico-alberghiere (articolo 10, DL 83/2014) è stato esteso agli stabilimenti termali (articolo 3, legge 323/2000). Vale anche per la realizzazione di piscine termali e l’acquisizione di attrezzature e apparecchiature utili allo svolgimento delle attività termali.

In base alla disciplina originaria (che era in vigore fino al 31 dicembre 2016), per le imprese alberghiere già esistenti al 1° gennaio 2012, il credito d’imposta era riconosciuto per il 30% delle spese relative a interventi di ristrutturazione edilizia, di eliminazione delle barriere architettoniche e di incremento dell’efficienza energetica oltre che per l’acquisto di mobili e componenti di arredo. Le spese dovevano essere sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, con un massimo di spesa di 200mila euro.

La Legge di Bilancio 2017 ha prorogato l’agevolazione al 2017 e al 2018: l’ha potenziata al 65% e ha incluso tra i beneficiari anche gli agriturismi (all’articolo 1, commi da 4 a 7, legge 232/2016). Le disposizioni attuative dell’agevolazione sono state adottate con il decreto 7 maggio 2015. Attualmente, stiamo aspettando la pubblicazione in Gazzetta del nuovo decreto attuativo, che recepisce le ultime novità normative sul credito d’imposta.

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Crediti d’imposta per gli impianti sportivi

Per tutte le imprese è riconosciuto un credito d’imposta per gli interventi di restauro o ristrutturazione di impianti sportivi pubblici. Il credito d’imposta:

– è riconosciuto nei limiti del 3 per mille dei ricavi su base annua;
– è pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro, fino a un massimo di spesa di 40mila nel corso del 2018;
– spetta anche nei casi in cui gli impianti sportivi pubblici siano gestiti da soggetti concessionari;
– il limite complessivo è 10 milioni di euro;
– si può usare solo in compensazione, con modello F24;
– deve essere diviso in tre quote annuali uguali;
– non rileva ai fini delle imposte sul reddito e dell’Irap.

Le regole applicative necessarie per mettere in atto l’agevolazionesaranno pubblicate in un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, con il Ministro dell’economia e delle finanze.

Cosa deve fare che ne vuole beneficiare?

Il legislatore ha previsto alcuni adempimenti per i soggetti beneficiari delle erogazioni. Chi vuole beneficiare del credito d’imposta per la ristrutturazione degli impianti sportivi deve:
– comunicare immediatamente all’Ufficio per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri le somme ricevute e la loro destinazione;
– fare adeguata pubblicità attraverso mezzi informatici;
– deve comunicare allo stesso Ufficio per lo sport lo stato di avanzamento dei lavori fino all’ultimazione dei lavori di restauro o ristrutturazione, anche con rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme erogate.

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Credito d’imposta per ammodernamento degli impianti di calcio

(Comma 352, lettera a) Per incentivare l’ammodernamento degli impianti calcio, viene riconosciuto un credito d’imposta in relazione agli interventi di ristrutturazione degli impianti. A tale scopo, viene modificato l’articolo 22, Dlgs 9/2008 (Disciplina della titolarità e della commercializzazione dei diritti audiovisivi sportivi e relativa ripartizione delle risorse), al cui interno viene inserito il nuovo comma 3-bis.

Un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, da adottare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, determinerà le regole applicative per l’attuazione dell’agevolazione.

Il credito d’imposta è riconosciuto per il 12% dell’ammontare degli interventi di ristrutturazione degli impianti, fino a 25mila euro; sono agevolabili gli interventi realizzati con l’impiego delle somme provenienti dal meccanismo della mutualità entro il terzo periodo d’imposta dopo la loro attribuzione.

Chi sono i beneficiari?

Le società di calcio appartenenti alla Lega di Serie B, alla Lega Pro e alla Lega nazionale dilettanti che hanno beneficiato del meccanismo della mutualità dell’articolo 22.

Credito alle pmi prorogato fino al 2018

Al di là della Legge di Bilancio 2018, l’ABI (Associazione Bancaria Italiana) ha comunicato che è stato prorogato al 31 luglio 2018 l’Accordo per il Credito 2015 che consente la sospensione del pagamento della quota capitale delle rate e l’allungamento dei finanziamenti per le Pmi. Da marzo 2015 a novembre 2017, sono state accolte 17.787 domande di sospensione del pagamento  per un controvalore di debito residuo pari a 5,1 miliardi di euro e una maggior liquidità a disposizione delle imprese di 656 milioni di euro. Sono state accolte 8.202 domande di allungamento del piano di ammortamento pari a 1,6 miliardi di euro di debito residuo. Il 16,2% delle domande è riferito a imprese edili e che lavorano con le opere pubbliche.


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