L’emendamento (approvato) alla Legge di Bilancio 2018 punta a risolvere il problema dei ritardi nei pagamenti della Pubblica Amministrazione a tutti i fornitori e quindi anche i professionisti, introducendo alcune garanzie per i creditori.

In Italia le Amministrazioni pagano anche con un anno e mezzo di ritardo e secondo la Corte di Giustizia UE, “nonostante gli sforzi fatti” i ritardi sono sistematici. La situazione ha messo in ginocchio molti fornitori, molti professionisti, società di ingegneria e imprese. La puntualità dei pagamenti è importante per garantire la sopravvivenza dell’azienda o dello studio, oltre che per la sua gestione finanziaria e per la competitività.

Legge di Bilancio 2018, pagamenti PA: cosa cambia?

Cosa cambia? Viene abbassato da 45 a 30 giorni il termine, che decorre dall’adozione di ogni stato di avanzamento dei lavori, entro il quale le Amministrazioni devono emettere i certificati di pagamento. Le parti possono anche concordare termini diversi. Unica condizione: che non risulti iniquo per il professionista e che sia previsto nella documentazione di gara.

A questo punto, il problema si può considerare risolto? No. Anche con 30 giorni di limite, la PA può pagare dopo un anno e mezzo. Che differenza c’è tra il non rispettare il limite di 30 e il limite di 45? Se non lo rispettano non ci sono sanzioni o provvedimenti, quindi.. cosa cambia davvero?

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