il sistri non funziona

Il sistema Sistri per la tracciabilità dei rifiuti, in un primo tempo non solo per i rifiuti pericolosi, ha condotto le imprese a pagare un sacco di soldi e ha portato a un solo risultato: la scheda Sistri e le movimentazioni informatiche sono state aggiunte ai registri, al Mud e ai formulari di carta. Non solo non si sa chi gestirà l’infrastruttura informatica ma, dopo sette anni, l’infrastruttura non regge traffico generato, anche se adesso la platea degli interessati è limitata ai rifiuti pericolosi.

L’11 maggio 2011, con il click day, il Sistri non sopportò lo stress di un normale giornata lavorativa. Le aspettative delle imprese per la semplificazione e la razionalizzazione del Sistri sono praticamente ferme a quel giorno e continuano a rimanere deluse.

Il 3 luglio 2017 il Tar del Lazio ha rinviato al 24 gennaio 2018 la discussione relativa alla legittimità dell’aggiudicazione della gara Consip per l’affidamento del Sistri. Ora siamo vicini alla fine del 2017 e, quindi, alla scadenza della proroga Sistri, che dovrebbe essere sicura. Gli errori non sono perseguibili poiché il Dl 101/2013 (legge 125/2013, modificato dal Dl 244/2016) dispone la moratoria delle sanzioni gestionali fino al 31 dicembre 2017. Dopo quella data, le sanzioni non saranno più ridotte a metà e non saranno più per mancata iscrizione e omesso contributo. Ma bisogna aspettare la proroga di fine per capire cosa succede.

Ma, per ora, il Sistri non è servito a nulla. Anzi, è servito a far spendere soldi alle imprese. Chi è obbligato all’iscrizione al Sistri e al pagamento dei relativi contributi, continua a operare e pagare. La manovra di bilancio potrebbe essere un’occasione per alleggerie le imprese?

Fino a quando non si farà il restyling dell’infrastruttura telematica secondo le linee guida del decreto 78/2016 tutto rimarrà uguale. Il nuovo regolamento Sistri del Dm 78/2016 getta le basi per renderlo utile e gestibile. In che modo?
– sostituendo USB e black box con strumenti idonei a garantire l’efficacia del sistema;
– compilando off-line con trasmissione asincrona dei dati;
– con il Mud automatico;
– creando interazione e coordinamento con le banche dati della Pa (Albo gestori ambientali, Sitra) e la futura interconnessione con Ispra per i dati delle autorizzazioni degli impianti di gestione rifiuti;
– dando garanzia di interoperabilità con i gestionali delle aziende;
– garantendo la sostenibilità dei costi;
– mettendo a disposizione strumenti di assistenza e formazione per le imprese.;
– tenendo registri e formulari in formato elettronico.


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